Il confronto con le categorie produttive «è la cifra di questo governo ed è importante sottolineare la centralità del tessuto industriale italiano per la ricchezza e il futuro della nazione». È uno dei passaggi del discorso della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pronunciato in occasione dell’Assemblea 2025 di Confindustria, al Teatro EuropAuditorium di Bologna.
L’esecutivo è arrivato al «giro di boa» – così la premier ha definito il passaggio nella seconda metà della legislatura – e l’obiettivo resta quello di «restituire a questa nazione la centralità che le è propria sullo scacchiere internazionale» e di «portare avanti una strategia economica basata sostanzialmente su tre pilastri: la serietà, l’efficacia e una visione di sviluppo di lungo termine». Strategia confermata «atteso che alcuni importanti risultati stanno comunque arrivando, seppur in un complesso contesto».
«L’Italia», ha rivendicato la premier, «si presenta oggi credibile di fronte a un quadro economico-finanziario che è di straordinaria complessità. Ce lo dicono i mercati, ce lo dicono gli investitori, ce lo dicono i risparmiatori».
«Penso che lo testimoni il livello dello spread, più che dimezzato rispetto a quando ci siamo insediati, la Borsa che ha registrato performance record, il nuovo appeal dei nostri titoli pubblici italiani, l’attrattività ritrovata per gli investimenti, i giudizi delle agenzie di rating, da ultimo Moody’s che ha rivisto in positivo il giudizio dell'Italia, una cosa che non accadeva da circa 25 anni». (riproduzione riservata)