La più antica distilleria italiana è anche agile e versatile. Così, dopo Acqua di Cedro e Garage Gin, Grappa Nardini lancia il liquore al sambuco Hylde
247 anni e non sentirli, la distilleria di Bassano del Grappa negli anni ha mantenuto la sua identità e voglia di sperimentare
La più antica distilleria di grappa italiana è anche agile e innovativa.
Fondata nel 1779 all’ingresso del Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, Distilleria Nardini è oggi la più antica distilleria d’Italia e una delle poche società a conduzione familiare arrivata alla settima generazione. Solidità secolare che si basa sul movimento continuo. Fin dalla sua fondazione.

L’azienda nasce infatti dall’attività itinerante di Bortolo Nardini e dalla sua felice e lungimirante intuizione di trasformarla in una produzione stabile e localizzata a Bassano trasformando la cittadina veneta in un polo storico (tanto da venire inglobata nella sua toponomastica) e modificando così per sempre la filiera della grappa. La distillazione di vinacce fino ad allora si praticaa storicamente sul posto: erano i mastri distillatori a spostarsi di fattoria in fattoria, di vigna in vigna, per trattare i residui di vendemmia con alambicchi mobili.
L’agilità e la flessibilità sono entrate nel Dna dell’azienda e il modello Nardini nei secoli è quello di evolvere per mantenere la propria identità. Modello che funziona fino a oggi come dimostrano le novità presentate.
Accanto alla produzione storica, di grappa Bianca e riserva, la distilleria negli anni ha poi ampliato il suo catalogo con una linea di liquori e specialità, come Acqua di Cedro, con cui ha puntato molto sulla miscelazione e l’esportazione, scommessa ripagata. O come il Mezzo e Mezzo, aperitivo e gesto identitario diventando un modo di dire. L’anno scorso la distilleria poi si è affacciata sul mondo del gin, come la referenza Garage, un London Dry che rende omaggio nel nome all’osteria e cocktail bar aperta in piazzale Generale Giardino a Bassano del Grappa dal brand, diventato un polo d’attrazione anche turistica grazie anche al museo.

Ultimo arrivato in portfolio è Hylde, liquore al sambuco che punta a dare una sferzata piccante al segmento dell’Hugo, variante dello spritz creata da un bar tender altoatesino a partire appunto dallo sciroppo di sambuco. Ma si presenta in una veste versatile, neanche a dirlo, per poter dirla la sua anche nella famiglia dei Mule e dei Fizz.
Il nome Hylde come ha svelato Alice Lucchi, Global Head of Marketing & Trade Marketing di Distilleria Nardini si riferisce a Hyldemoer, spirito guardiano del sambuco che appartiene alla cultura e al folklore nordico e danese, una specie di ninfa dei boschi che, dice la leggenda, si vendica su chi abbatte un sambuco senza aver ottenuto prima il permesso da lei.
Il giorno dell’anteprima di Hykde al DaV Tre Torri di Milano, l’amministratore delegato di Distilleria Nardini, Michele Viscidi, ha scelto di presentare anche la Riserva XX Secolo, grappa invecchiata dal 20 maggio 1999 nella botte 305 e prodotta in solo mille bottiglie numerate, dopo un invecchiamento di 27 anni in cantina. A dimostrazione che in Nardini l’evoluzione si muove sempre nel solco della sua storia e della sua identità. E, a ulteriore conferma, è stato l’annuncio in anteprima di Angelo Nardini, settima generazione e presidente della Holding, dell’acquisizione di Domenis 1898, storica distilleria friulana a conduzione familiare, finita per un periodo in mani svizzere, e riportata ora in Italia da un’altra azienda familiare. (Riproduzione riservata)
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