La nuova ala del Badrutt's Palace di St. Moritz è un capolavoro made in Italy
La nuova ala dell’hotel icona dell’Engadina, la Serlas Wing è un progetto di ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel come racconta l’architetto a Gentleman
Con l’architettura e il design Antonio Citterio ha già celebrato le nozze d’oro e le vive entrambe con quella dimestichezza che dà la convivenza di una vita, due Compassi d’oro, l’Oscar del settore, e uno studio di 190 junior tra i primi concepiti all’americana in Italia con la collega e socia, da cui l’acronimo dello studio, ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel. Il sodalizio raccontato nell’omonimo volume edito da Silvana Editoriale che raccoglie le poetiche immagini di Carlo Valsecchi e che va a completare idealmente il compendio uscito l’anno scorso: Antonio Citterio Design, in cui, attraverso 600 progetti iconici, si ripercorre il suo mezzo secolo di attività e collaborazioni con i più grandi nomi da B&B Italia a Vitra, passando per Flexform e Arclinea, Flos e Axor, fino ai più recenti Cassina e Illy.
Un’icona del settore, insomma, eppure, presentando di persona uno dei molti progetti in corso di ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel alla stampa internazionale, gli traspare in volto un fervore da ragazzino. Il progetto, si vede, l’ha divertito. Siamo a St. Moritz e si tratta della Serlas Wing, una nuova ala del Badrutt’s. O meglio del Palace, come tutti qui chiamano l’albergo icona dell’Engadina.

Qui Alfred Hitchcock era ospite fisso, ci è sceso una trentina di volte, oltre alla luna di miele, è stato proprio osservando uno stormo che sorvolava il lago a ispirargli uno dei suoi film cult, Uccelli. Qui al Bradutt’s Gunter Sachs dava le sue mitiche feste di Capodanno. «Qui per noi è casa», racconta Citterio, «la frequento dagli anni 80, molto prima di comprare casa, e qui sono nati e cresciuti i nostri figli, tra queste montagne e il Monte di Portofino, dove mia moglie (l’architetto Terry Dwan, ndr) ha ristrutturato un rustico e dove giocavano circondati da capre e galline». Ancora adesso che i ragazzi sono grandi e vivono all’estero, la sua vita è scandita da questi ritmi, la bella stagione in Liguria e l’inverno a St. Moritz, entrambe a un paio d’ore di macchina da Milano. «Le case vanno vissute e condivise con famiglia e amici, se no, finisce che non ci vai mai». Qui, invece, Citterio ha un’assiduità anche prima di avere un cantiere da seguire.

Il progetto della Serlas Wing è un’estensione verso monte dell’iconica torre e la collegherà con uno dei suoi 11 ristoranti, il Chesa Veglia, storica pizzeria che, spiega Citterio, «ora si raggiunge comodamente con la nuova rete di scale e passaggi o addirittura al caldo con un collegamento interno e un tapis roulant o con la nuova rete di scale che cambieranno in meglio la mobilità di St. Moritz». Ecco la vera sfida: dare una nuova interpretazione dell’Engadina, ma fedele allo spirito del luogo, perché essere moderno non significa essere fuori contesto. Un concetto che prende forma sulla facciata in granito Dorato Valmalenco, fatto tagliare a un artigiano della pietra di Chiavenna e numerato pezzo per pezzo per poi ricostruirlo a lavori ultimati. Massima sintesi della sua concezione manifatturiera dell’architettura. «Sono nato a Meda, mio padre era artigiano come la maggior parte degli abitanti allora, oggi si sta svuotando», ricorda. «Ma è questo che ha contribuito a fare di Milano quello che è oggi, l’incredibile concentrazione di talenti, di moda, stampa, design. È questa la forza dei distretti italiani, quella magnifica congiuntura per cui nell’arco di un paio di chilometri si addensa un intero settore d’eccellenza internazionale». E sono gli stessi nomi che ricorrono negli arredi interni della Serlas Wing, pezzi iconici Citterio, logico, ma scelti per andare incontro allo spirito del luogo.

La nuova ala era l’ex staff house del Badrutt’s, che ospitava il personale per la stagione e vantava una delle viste più belle della magnifica torre del Palace. Ora quell’affaccio sui iconici tetti verdi, il profilo più riconoscibile di St. Moritz, è diventata la Serlas Wing nuovo corpo dell’albergo che si sviluppa su sei piani e ospita 25 nuove suites e residenze di lusso. Ma con tutti i servizi del Palace, dalla colazione del mattino al suono di arpa alla scenografica piscina, dove si riflettono le cime dell’Engadina.

Il Palace, come lo chiamano qui, cresce per andare incontro alla richiesta costante e crescente di clienti habituées, abituati a confermare di anno in anno, con una percentuale altissima di fidelizzazione, che va dal 65% fino a oltre l’80% del periodo natalizio. Una clientela internazionale che la considera come una casa. È la stessa committenza che abita le nuove residenze verticali come La Bella Vita, la torre di 128 metri progettata a Taiwan da ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel. «Una nuova modalità di co-living», come racconta l’architetto, «con un unico accesso e tanti servizi condivisi per chi vive in giro per il mondo e quando torna magari a distanza di mesi trova tutto funzionante». Come al Palace dove gli ospiti, di stagione in stagione, sono abituati a lasciare tutto qui per ritrovarlo, lavato e gelosamente custodito, nella stessa posizione, accessori da sci e make-up compresi. (Riproduzione riservata)
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