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La nautica italiana domina il mondo: oltre il 50% dei superyacht è Made in Italy

di Giuliano Luzzatto
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La nautica italiana continua a confermarsi una delle filiere industriali più solide e dinamiche del Made in Italy. Nel 2024 il comparto ha generato oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%, rafforzando il proprio ruolo tra i settori manifatturieri capaci di combinare export, innovazione e un ampio indotto lungo tutta la catena del valore.

Un'immagine dell'edizione numero 65 del Salone Nautico di Genova.
Un'immagine dell'edizione numero 65 del Salone Nautico di Genova.

È quanto emerge dai rapporti La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026, realizzato dall’ufficio studi di Confindustria Nautica insieme alla Fondazione Edison, e Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026, curato da Fondazione Symbola presentati a Milano a Palazzo Edison. I due studi fotografano un settore che continua a consolidarsi nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, tassi d’interesse elevati e incertezze economiche.

Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica.
Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica.

Il motore principale della crescita resta la grande nautica. L’Italia rafforza ulteriormente la propria leadership nel segmento dei superyacht: secondo il Superyacht Global Order Book 2026 di Boat International, a fronte di una leggera flessione degli ordini globali,  scesi da 1.138 a 1.093 unitàm, la quota italiana cresce di due punti percentuali, raggiungendo il 52% del mercato mondiale con 568 yacht in costruzione. Il 2025 si è chiuso con risultati positivi per i cantieri: metà delle aziende ha registrato un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente e un quarto ha mantenuto livelli stabili. Nel portafoglio ordini attuale la crescita appare più moderata ma solida: circa il 50% dei cantieri mantiene livelli analoghi a quelli di dodici mesi fa, mentre un ulteriore 25% segnala un incremento.

La prossima edizione del Salone Nautico Internazionale si terrà a Genova dal 1° al 6 ottobre.
La prossima edizione del Salone Nautico Internazionale si terrà a Genova dal 1° al 6 ottobre.

Secondo il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, questi dati confermano come la nautica da diporto italiana continui a dimostrare capacità di adattamento e visione strategica anche in una fase di cambiamenti economici e geopolitici rilevanti. Le dinamiche restano però differenziate tra i vari segmenti del mercato: se la grande nautica continua a crescere, la fascia media mostra segnali di tenuta mentre la piccola nautica risente maggiormente dell’andamento della fiducia dei consumatori.

La nautica italiana domina il mondo: oltre il 50% dei superyacht è Made in Italy

Proprio il segmento delle imbarcazioni fino a 24 metri, dopo una fase più incerta, mostra segnali di recupero nelle prospettive per l’anno nautico 2025/2026. La quota di imprese che prevede una crescita del volume d’affari sale al 46%, quasi il doppio rispetto al 23% registrato nelle precedenti stime, mentre scende a meno di un quarto del campione la percentuale di aziende che teme un calo dei ricavi. Anche tra le reti di vendita si osserva un miglioramento delle aspettative: dopo un 2025 con previsioni negative per la maggioranza degli operatori, le stime per l’anno nautico in corso indicano un quadro più equilibrato, con metà del campione che prevede stabilità e una quota crescente di imprese che torna a stimare un aumento del fatturato.

Le dinamiche restano differenziate negli altri comparti della filiera. Nel settore degli accessori e degli equipaggiamenti, caratterizzato da una forte varietà di prodotti e mercati di destinazione, cresce comunque la quota di aziende che prevede risultati positivi, passata dal 30% al 39%. Migliora anche il sentiment nel comparto dei motori marini, dove le imprese che stimano un aumento del fatturato salgono dal 25% al 38%, mentre la metà del campione prevede una sostanziale stabilità del volume d’affari.

La nautica italiana domina il mondo: oltre il 50% dei superyacht è Made in Italy

Particolarmente dinamico appare invece il settore del noleggio e del charter nautico. Nel 2025 il 57% delle aziende ha registrato una crescita dei ricavi, mentre il 29% ha segnalato una flessione comunque contenuta entro il 10%. Le prospettive per l’anno nautico in corso risultano ancora più favorevoli: quasi due terzi degli operatori si attendono un aumento del fatturato, mentre una minoranza molto ridotta prevede un possibile calo. Un andamento che conferma il ruolo sempre più rilevante del charter nella promozione del turismo nautico e nell’attivazione di ricadute economiche che vanno ben oltre le aree costiere.

Segnali molto positivi arrivano anche dal comparto dei porti turistici e dei servizi nautici. Per l’anno nautico 2025/2026 il 75% delle imprese prevede una crescita del fatturato, un dato in forte aumento rispetto alle aspettative di chiusura del 2025. Solo una quota limitata di operatori si attende una riduzione dei ricavi.

A sostenere la crescita del settore continua a essere soprattutto l’export. Come sottolinea Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, nell’ultimo anno scorrevole — da novembre 2024 a ottobre 2025 — le esportazioni della cantieristica nautica italiana hanno superato i 4 miliardi di euro, collocando il comparto tra le eccellenze del commercio estero nazionale e tra i settori manifatturieri con i più elevati tassi di crescita dell’ultimo decennio. La nautica da diporto italiana si conferma infatti ai vertici mondiali tra gli esportatori e rappresenta una delle punte di diamante del Made in Italy.

Rimangono tuttavia alcune incognite legate al contesto internazionale. Le imprese segnalano come principali fattori di rischio le tensioni geopolitiche, il livello ancora elevato dei tassi di interesse e l’aumento del costo del lavoro, mentre per molti operatori continuano a pesare anche i livelli di stock accumulati negli ultimi anni. Al netto degli studi presentati, pesano i timori legati alla possibile introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti, che rappresentano il primo mercato di esportazione per la nautica italiana, e il conflitto in Medio Oriente. Questo rischia di rallentare la crescita della domanda nei Paesi del Golfo, mercati importanti per l’export della cantieristica italiana, che inoltre hanno contribuito ad assorbire l’impatto delle sanzioni alla Russia. Secondo Fortis, tuttavia, il Medio Oriente resta un mercato importante per l’export italiano e, nonostante le tensioni geopolitiche, le economie dell’area mostrano una solidità tale da sostenere la domanda di prodotti di fascia alta come gli yacht Made in Italy.

La nautica italiana domina il mondo: oltre il 50% dei superyacht è Made in Italy

Lo studio dedicato alla geografia della filiera mette inoltre in evidenza il forte effetto moltiplicatore della nautica sull’economia. Per ogni euro generato direttamente dalla cantieristica si attivano complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto lungo la catena produttiva, mentre ogni addetto impiegato nel core industriale genera oltre sette posti di lavoro nell’indotto. La produzione è concentrata in alcune regioni chiave, Toscana, Lombardia, Marche, Liguria, Campania, Piemonte, Sicilia e Lazio, che rappresentano veri e propri poli di competenze industriali e tecnologiche.

Secondo il direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti, la leadership italiana nasce proprio da questa rete produttiva diffusa e integrata, capace di collegare cantieristica, componentistica, design, servizi portuali e turismo nautico. Un sistema industriale che continua a rafforzarsi grazie a investimenti costanti in qualità, innovazione e sostenibilità, leve decisive per mantenere il primato dell’Italia nella nautica mondiale. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 10/03/2026 08:01
Ultimo aggiornamento: 12/03/2026 09:38
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