Il fallimento delle californiane Silicon Valley Bank e di Signature Bank ha lasciato il segno. Per scongiurare nuovi default, le autorità di regolamentazione statunitensi vogliono inasprire le regole sulle banche medie e grandi, che potrebbero dover aumentare i loro requisiti patrimoniali in media del 20%, secondo quanto ha riportato lunedì, 5 giugno, il Wall Street Journal.
Le fonti vicine al dossier citate dal WSJ hanno aggiunto che le autorità di regolamentazione sono in procinto di proporre le modifiche già questo mese di giugno. Nuove regole e in fretta con l’unico obiettivo di aumentare la resilienza del sistema finanziario statunitense. In particolare, andrebbero a interessare istituti di credito con almeno 100 miliardi di dollari di asset in gestione, mentre in precedenza la soglia per i requisiti più stringenti era riservata a istituti con un patrimonio di almeno 250 miliardi di dollari.
A maggio il capo della regolamentazione presso la Federal Reserve aveva anticipato al Congresso che la banca centrale avrebbe probabilmente svelato il suo piano per aumentare le regole sul capitale delle banche quest'estate e per garantire che le autorità di vigilanza controllino in modo più aggressivo gli istituti di credito dopo i fallimenti bancari di quest’anno. Il vicepresidente della Fed per la vigilanza, Michael Barr, aveva dichiarato che la banca centrale americana sta «valutando attentamente» le modifiche alle regole per le banche regionali più grandi.
Anche la Bce sta valutando requisiti di capitale aggiuntivi per le banche europee con un’alta percentuale di depositi non garantiti (cioè sopra 100 mila euro) e concentrati in pochi clienti come conseguenza dell’esperienza di Svb, che ha vissuto una fuga di depositi a cui sono seguite perdite rilevanti per la vendita sul mercato di titoli che avevano perso valore per il rialzo dei tassi della Fed.
Ebbene, secondo il Wsj, l'ammontare preciso dei requisiti patrimoniali dipenderà dall'attività della banca, con le mega banche statunitensi con ingenti attività di trading che dovrebbero subire gli aumenti maggiori. Mentre ad altre che dipendono dalle entrate da commissioni potrebbero essere imposte grandi riserve di capitale, come nel caso di Morgan Stanley e del gigante delle carte di credito American Express. «La forza e l'ampiezza del sistema finanziario statunitense richiedono un approccio personalizzato agli standard patrimoniali», ha dichiarato il Wsj, citando Andrew Johnson, portavoce di American Express. Invece, Morgan Stanley si è rifiutata di commentare. (riproduzione riservata)