La Grande Dame Rosé 2015 un rosé da invitare a cena (per i prossimi 15 anni)
Espressione dello spirito di Madame Clicquot, La Grande Dame Rosé 2015 è la scelta giusta a tutto pasto
C’era una volta il rosé de teint e saignée, tinte tenui date dalla macerazione a contatto delle uve. Poi, a dare una sferzata a tutta la palette, arrivò Madame Clicquot, La Grande Dame de La Champagne, com’era chiamata dai colleghi per lo spirito libero e la visione rivoluzionaria con cui ha messo a punto tecniche entrate da allora nella pratica comune del rigido disciplinare della regione, come la sua idea del primo rosé per assemblaggio della storia, messa a punto nel 1818.

«La Grande Dame Rosé 2015 rappresenta l’essenza di Madame Clicquot: la perfetta espressione della sua forza d’animo, della sua energia, creatività e, soprattutto, del suo amore per il Pinot Noir», come ha sintetizzato lo Chef de Caves Veuve Clicquot, Didier Mariotti. A lui è affidato il compito di custodire e tramandare lo stile della Maison in tutte le sue Cuvée.

Con oltre sette anni di affinamento, questo nuovo vintage conserva un’incredibile freschezza, perfettamente dosata con complessità e verticalità, con un potenziale d’invecchiamento come minimo di 15 anni.

La qualità non ha tempo e soprattutto non lo teme. Ma già oggi La Grande Dame Rosé 2015 è pronta a dare il meglio di sé come ha dimostrato all’anteprima italiana da Orma Roma dello chef Roy Caceres, che ha studiato abbinamenti in puro stile Garden Gastronomy, la filosofia che rivoluziona le proporzioni nei piatti: proteine animali di carne e pesce diventano semplici comparsi, i veri protagonisti qui sono frutta e verdura dell’orto.

Ingredienti freschi, stagionali e locali sono la chiave di piatti come Cardoncello, arachidi e cime di rapa oppure Pecora, 'nduja e lentisco.
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