Un'altra giornata positiva per Piazza Affari, che conferma il sentiment particolarmente positivo dei mercati sulla scia delle performance registrate nel corso del 2017, grazie ai dati macroeconomici che indicano una ripresa sempre più diffusa. Il Ftse Mib di Milano ha chiuso questa seconda seduta settimanale in rialzo dello 0,70% a 23.004 punti. Bene anche le altre borse europee, con Francoforte a +0,13%, Parigi a +0,67% e Londra a +0,45%.
"L'azionario globale è visto salire dell'8% nel 2018", hanno affermato gli strategist di Citigroup, secondo cui "i rialzi maggiori dovrebbero avvenire sui mercati emergenti e in Europa", sulla base della "continua forza dell'economia globale". A consolidare, oggi, il trend rialzista di questo inizio d'anno hanno contribuito gli ottimi dati macro tedeschi, che hanno confermato il ruolo di Berlino quale traino della ripresa economica in Europa. La produzione industriale in Germania, hanno sottolineato gli esperti di Unicredit, a novembre "è balzata del 3,4% su base mensile" e "non ci possono essere dubbi sul fatto che la ripresa continui senza ostacoli all'inizio del 2018 o addirittura acceleri ulteriormente", in attesa della pubblicazione del pil 2017 atteso per giovedì.
Mentre sul fronte nazionale, a migliorare ulteriormente l'umore degli investitori sono stati i dati sul mercato del lavoro: a novembre il tasso d'occupazione si è attestato al 58,4% (ai livelli del 2008), mentre quello di disoccupazione è sceso all'11%. Lo spread Btp/Bund ha terminato la seduta in leggero allargamento a 156,591 punti base rispetto ai 154,963 della chiusura di ieri. Secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, nel 2018 i bond della periferia dell'Eurozona registreranno una performance peggiore di quelli dei Paesi core in un contesto di riprezzamento dell'obbligazionario a livello globale. Gli esperti ritengono che saranno le questioni politiche italiane, con le elezioni il prossimo 4 marzo, e le emissioni di titoli di Stato, al netto del quantitative easing, i fattori a pesare sui differenziali con il Bund.
A Piazza Affari ha brillato Fineco (+4,89% a 9,34 euro), che ha beneficiato del rialzo del target price da parte di Kepler Chevreux (da 8,8 a 10 euro), sostenuto da una raccolta annuale superiore alle attese. Fineco, infatti, ha comunicato ieri di aver raccolto nel 2017 5,9 miliardi di euro (+18% rispetto al 2016), battendo le attese di 5,1 miliardi.
In luce anche Fiat (+1,99% a 18,47 euro) che ha proseguito anche oggi il suo rally dovuto, in primis, alla riforma fiscale Usa e beneficiando del giudizio di Barclays che ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 18 a 21 euro e rivisto al rialzo la stima sull'utile per azione da 3,1 a 3,66 euro per il 2018. Gli investitori, inoltre, attendono il discorso del ceo Marchionne previsto per il prossimo 15 gennaio.
Seduta positiva anche per Stm (+1,86% a 19,710 euro) ha confermato la guidance per il quarto trimestre 2017 per quanto riguarda i ricavi, previsti in crescita del +10% su base trimestrale, e ha comunicato la data di pubblicazione dei risultati che sarà il prossimo 25 gennaio.
Invariata Enel a 5,325, tornata sul mercato dei capitali offrendo un green bond al 2026 con un rendimento che dovrebbe attestarsi sui 65 punti base sopra il tasso swap.
Poco mossa Brembo (+0,08% a 13,26 euro), che ha ammesso la possibile difettosità del flottante della pompa freno radiale anteriore, venduta tra il 2015 e il 2017 per alcuni modelli di motociclette con marchio Aprilia, Ducati, KTM, MV Agusta, TM Racing, Moto Morini, Horex, ma che non coinvolge i kit di ricambio. Secondo gli analisti di Equita sim la notizia, seppur negativa, avrà un impatto modesto e di natura più qualitativa che quantitativa.
In rialzo, ma comunque poco mossa, anche Atlantia (+0,22% a 27,06 euro) non particolarmente scossa dalla notizia della conferma dell'autorizzazione concessa dalla Cnmv (la Consob spagnola) per promuovere un'offerta su Abertis.
Nel comparto bancario Intesa +1,14%, Bper +1,74%, Banco Bpm +1,19%. Bene anche Unicredit (+0,67% a 16,48 euro) su cui l'agenzia di rating Moody's ha modificato l'outlook da stabile a positivo, confermando inoltre il giudizio a lungo termine a Baa1, mentre ha chiuso in territorio negativo Mediobanca (-0,16%).
Scivola, invece, Salvatore Ferragamo (-1,87% a 22,02 euro) su cui Ubs ha tagliato il giudizio da neutral a sell, con prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 22 a 19 euro. Gli analisti hanno citato i timori in merito al fatto che la ripresa "like-for-like" (a parità di condizioni) nel 2018 possa deludere, abbassando le previsioni sull'ebitda 2018 a 240 milioni di euro, del 10% più basso rispetto al consenso.
Fuori dal listino principale in luce Fincantieri (+3,88% a 1,473 euro), che continua a correre in virtù dell'ultima commessa vinta dalla controllata Vard e dell'impostazione tecnica positiva del titolo, e B.Cucinelli (+1,23% a 28,9 euro) grazie alle vendite preliminari 2017 pubblicate ieri a mercati chiusi.
Infine, sul segmento Aim First Capital (+6,06% a 10,50 euro) ha festeggiato la plusvalenza di 6,2 milioni di euro realizzata con la cessione della quota detenuta dal 2010 in Cembre, uno dei più rilevanti capital gain dall'inizio della propria attività.