skin track
?????La Germania di Merz deve risolvere i problemi interni se vuole tornare a essere il motore dell’Europa
Mercati Azionari Leggi dopo

?????La Germania di Merz deve risolvere i problemi interni se vuole tornare a essere il motore dell’Europa

di Angelo De Mattia
09 maggio 2025, 17:10 Ultimo aggiornamento: 20:01

La Germania rischia una crescita nulla o addirittura lievemente negativa. Manca poco che venga considerata «il malato d’Europa» come lo fu prima delle riforme di Gerhard Schroeder alla fine degli anni 90 del secolo scorso

L’elezione di Leone XIV accende la speranza dei molti che vedono una continuità, sia pure con caratteri propri, della linea di Francesco e ci si concentra sulla «pace disarmata e disarmante», sulla costruzione di ponti e l’apertura al dialogo del primo discorso del nuovo Pontefice pronunciato dalla loggia delle benedizioni la sera dell’8 maggio.

Si può contribuire in questo modo a costruire un contesto europeo e internazionale che affronti adeguatamente il passaggio d’epoca che stiamo vivendo? Un ruolo importante spetta alla Germania che, con la Francia, è stata per molti decenni il motore dell’Europa.

Le priorità di Merz

Il nuovo cancelliere Friedrich Merz, alla testa di un’alleanza tra Cdu-Csu e Spd, da un lato, sostiene la necessità che si ponga fine alla guerra in Ucraina, ma anche che l’Ue inizi a pensare di agire a prescindere dagli Usa, dall’altro, promuove la deroga alle norme sul «freno al debito», l’avvalimento della clausola di salvaguardia per l’altra deroga, quella al Patto di Stabilità, e fa approvare lo stanziamento di oltre mille miliardi in dieci anni per investimenti nelle infrastrutture e per la difesa.

Per l’anno in corso, la Germania rischia una crescita nulla o addirittura lievemente negativa. Manca poco che venga considerata «il malato d’Europa» come lo fu prima delle riforme di Gerhard Schroeder alla fine degli anni 90 del secolo scorso, riforme che poi rilanciarono l’economia. Da questa malattia sarebbe bizzarro trarre soddisfazione - quella sorta, per dirla nella lingua tedesca, di Schadenfreude, dati, se non altro, i riflessi sulla nostra economia, essendo l’Italia il principale partner commerciale della Germania - benché si possa pure ricordare come la stampa tedesca trattava l’Italia molti anni fa, con tanto di fotomontaggi ironici raffiguranti piatti di spaghetti e P38.

I problemi della Germania

La Germania vede i problemi propri: oltre alla crucialità della cessazione della guerra, la competitività dell’industria e le questioni della sicurezza e della difesa. Ma non appare consapevole dell’importanza di reagire anche a livello europeo e, per fare ciò, di non rimanere chiusa nel non possumus di fronte a innovazioni quali forme di debito comune, finanziamenti con titoli europei cominciando dai beni pubblici comunitari, accelerazione dell’istituzione dell’Unione dei risparmi, istituzione dell’assicurazione europea dei depositi bancari eccetera.

La coalizione di governo ha la spina nel fianco della destra estremista di Afd con la potenziale capacità di attrazione di quest’ultima su fasce marginali del principale partito della coalizione di governo.

Ma ciò non potrà essere un fattore paralizzante o distorcente quelle che dovrebbero essere le strategie della coalizione. Sarebbe al contrario, questa, l’ora di una Germania veramente europea, anziché di un’Europa germanica, come è stata in passato, mentre ora giustamente «non è più», ma «nemmeno è ancora» ciò che, invece, potrebbe e dovrebbe essere. Vale per tutti i settori, ivi incluso quello bancario nel quale, per lungo tempo, la Germania ha di fatto goduto di una sorta di intoccabilità, fino a quando poi, rotti gli argini, sono stati necessari interventi anche per le condizioni di illiquidità di alcuni intermediari o perché gli occhi esterni si sono poi fissati sulle banche regionali e sul loro peculiare status.

Fa parte di questi argomenti anche la questione concernente l’operazione Unicredit-Commerzbank che non registra, almeno per ora, mutamenti rispetto alla contrarietà di voci provenienti dal mondo governativo finora registrate, mentre Unicredit è altresì impegnato in Italia nell’ops su Banco Bpm, a proposito della quale si ripropone l’esigenza di chiarezza che, secondo alcuni osservatori, potrebbe essere soddisfatta lunedì 12 maggio, in occasione della pubblicazione dei dati trimestrali dell’istituto.

Le possibili politiche economiche

In ogni caso, un ruolo diverso della Germania in Europa è nell’interesse dell’intera area. Rimettere ordine in casa propria e non rilanciando, nelle condizioni dell’oggi, la tradizionale, ma negativa, austerity, è fondamentale. ma ciò non può essere slegato dalle invece connesse iniziative nell’Europa e per l’Europa, mentre l’ondata, nel mondo, di protezionismo, causata dalla nuova amministrazione americana, le guerre in corso e le altre crisi geopolitiche, i problemi non risolti dell’energia e della transizione rischiano, come ha sottolineato e ribadito di recente il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta, di produrre un arretramento di molti decenni.

Si può immaginare in queste condizioni di rispondere solo con piani interni di espansione dell'economia? Come è possibile affrontare il complesso delle res novae - per rimanere alla molto citata enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, dopo l’elezione di Leone XIV, che comprende le res positive, ma anche quelle negative - in un solo pur importante Paese?

Proprio per questa quantità di urgenze sarebbe importante che la Germania, non più egemone, si volgesse vieppiù all’Europa e non solo per trarne vantaggi nazionali, ma nell’interesse di tutti i partner comunitari.

Diversamente, lo stimolo al ripiegamento nazionale rischia di diffondersi, oltre lo stesso principio di sussidiarietà che pure andrebbe valorizzato. La questione dazi americani dovrebbe essere il fattore catalizzatore di una single voice europea. Ma sarà così o prevarrà il tentativo di volersi salvare ciascuno per conto proprio? (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)