Il lancio del reattore Olkiluoto 3 è stato a lungo rinviato, ma si tratta del primo impianto nucleare a essere aperto in Europa in 16 anni. Insieme ad altri due reattori nucleari sull'isola di Olkiluoto, al largo della costa occidentale della Finlandia, il nuovo impianto da 1,6 gigawatt produrrà alla fine quasi un terzo dell'elettricità del Paese. La produzione del reattore è iniziata domenica, poche ore dopo che la Germania aveva chiuso le sue ultime tre centrali nucleari, segnando la fine dell'era atomica nel Paese durata sessant'anni. Il passo tedesco ha fatto seguito a una legge approvata dal governo di centrosinistra nel 2002 e alle proteste pubbliche contro il nucleare dopo il disastro di Fukushima del 2011. L'apertura dell'impianto di Olkiluoto 3 era inizialmente prevista nel 2009 ma ha dovuto affrontare lunghi ritardi connessi alla progettazione, in parte a causa della costruzione di dispositivi di sicurezza avanzati. La centrale ha prodotto energia nell'ambito di una fase di test nell'ultimo anno e fornirà elettricità alla Finlandia per almeno 60 anni, secondo il gestore dell'impianto Teollisuuden Voima Oyj (Tvo). "La produzione di Olkiluoto 3 stabilizza il prezzo dell'elettricità e svolge un ruolo importante nella transizione verde finlandese", ha affermato Jarmo Tanhua, amministratore delegato di Tvo, aggiungendo che la produzione di elettricità rispettosa dell'ambiente è una delle "carte vincenti" della Finlandia.
La dipendenza della Finlandia dall'energia nucleare, in combinazione con l'energia idroelettrica ed eolica, fa parte della transizione della nazione nordica verso la neutralità del carbonio, che ha contribuito a rendere Helsinki resistente alle interruzioni dell'approvvigionamento energetico, come quelle successive all'invasione russa dell'Ucraina. Il combustibile nucleare per l'impianto viene estratto principalmente in Canada, Kazakistan e Australia e prodotto in gruppi di combustibile in Germania, Svezia e Spagna. "L'energia della Finlandia è equilibrata, piuttosto robusta e resistente a diversi tipi di sconvolgimento, ad esempio questo tipo di shock energetico che è arrivato dopo l'invasione russa", ha detto Ville Tulkki, uno scienziato nucleare del Vtt Technical Research Center of Finland, un'organizzazione senza scopo di lucro di proprieta' dello Stato, aggiungendo che "non abbiamo fatto affidamento sull'energia russa come altri Paesi, ad esempio, nell'Europa centrale". In seguito all'invasione dell'Ucraina, lo scorso anno Mosca ha sospeso le forniture di elettricità e gas naturale alla Finlandia, dopo che Helsinki si era rifiutata di pagare le importazioni in rubli. A quel tempo, l'energia dalla Russia rappresentava circa il 10% del consumo totale della Finlandia, secondo l'operatore del sistema di trasmissione nazionale finlandese, Fingrid Oyj. La Finlandia ha risposto investendo 930 milioni di dollari per incrementare la produzione energetica interna.
La sospensione russa delle esportazioni di energia ha accresciuto la sfiducia finlandese nei confronti di Mosca e ha spinto la nazione nordica a rinunciare alla sua decennale politica estera non allineata e a presentare domanda per aderire all'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato). La Finlandia è stata ammessa nella Nato all'inizio di questo mese. L'energia nucleare rimane controversa in Europa, principalmente a causa dei problemi di sicurezza, aggravati dal disastro di Fukushima del 2011 e dall'occupazione da parte dei soldati russi della centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina. Prima che domenica la Germania staccasse la spina ai suoi impianti nucleari, la Lituania e l'Italia avevano già abbandonato la produzione di energia nucleare. Dei restanti 14 Paesi dell'Unione europea che attualmente utilizzano il nucleare, Belgio, Spagna e Svizzera hanno dichiarato che lo elimineranno gradualmente entro un decennio. La principale spinta nucleare europea arriva dalla Francia. Circa un quarto dell'energia dell'Ue è nucleare, più della metà prodotta in Francia. Gran Bretagna e Svezia stanno anche pianificando progetti nucleari come un modo per fornire energia sostenibile a basso costo e raggiungere gli obiettivi climatici". (riproduzione riservata)