Dopo una seduta volatile, Wall Street chiude in rosso una settimana negativa, segnata dalla riunione della Federal Reserve che ha tenuto i tassi fermi, ma ha lasciato la porta aperta a ulteriori rialzi. L'indice Dow Jones ha ceduto lo 0,31%, l'S&P500 lo 0,24% e il Nasdaq lo 0,09%.
Questa settimana l’S&P 500 e il Nasdaq Composite sono scesi rispettivamente del 2,9% e del 3,6%. Ciò ha segnato la terza settimana consecutiva negativa e la peggiore performance settimanale da marzo per i due indici.
Alle 19 il Dow Jones è in rialzo dello 0,16%, l’S&P 500 dello 0,47% e il Nasdaq dello 0,78%. Il rendimento dei Treasury a 10 anni si mantiene al 4,43% dopo aver toccato il livello record del 4,48%. Il prezzo del petrolio è vicino ai massimi con il Brent che scambia a 93,6 dollari al barile e il Wti a 90,3 dollari.
Nel frattempo l’indice pmi composito degli Stati Uniti si è attestato a 50,1 punti a settembre (era al 50,2 ad agosto), segnalando un’ampia stagnazione. A guidare il rallentamento il settore dei servizi, dove le aziende hanno registrato il più lento aumento dell’attività nell’attuale sequenza di otto mesi di crescita.
La domanda più debole ha innescato un calo più rapido delle nuove attività a settembre e i produttori hanno registrato una flessione nel portafoglio ordini, anche se al ritmo minore negli ultimi cinque mesi di declino. L’aumento dei prezzi e i timori di recessione nei principali mercati di esportazione hanno influito negativamente anche sulla domanda dall’estero mentre la fiducia delle imprese è scesa ai minimi da nove mesi a causa di scioperi, inflazione e riduzione del potere d'acquisto dei clienti.
Il Dow Jones cresce dello 0,23%, l’S&P 500 dello 0,59% e il Nasdaq dello 0,91%. Scende il rendimento dei Treasury a 10 anni, che si attesta al 4,43% dopo aver toccato il livello record del 4,48%, mentre il prezzo del petrolio rallenta la corsa ma rimane elevato: 93,3 dollari al barile per il Brent (+0,26%) e 90 dollari per il Wti (+0,48%).
Intanto l’indice pmi di settembre, di poco sopra i 50 punti, alimenta «le preoccupazioni relative alla traiettoria della domanda dell’economia statunitense a seguito dei rialzi dei tassi di interesse e dell’inflazione elevata» secondo Sian Jones, principal economist di S&P Global Market Intelligence, segnalando un’ampia stagnazione per il secondo mese consecutivo. «Le pressioni inflazionistiche sono rimaste marcate, in quanto i costi sono aumentati ad un ritmo più rapido, in seguito ai recenti aumenti del prezzo del petrolio e dei salari», ha aggiunto Jones.
Le borse americane aprono la seduta in rialzo. Il Dow Jones è sul filo della parità (-0,03%), l’S&P 500 guadagna lo 0,21%e il Nasdaq lo 0,5%. Il rendimento dei Treasury a 10 anni rimane stabile al 4,48%, ai massimi dal 2007 mentre il dollaro si rafforza sull’euro (il cambio è a 0,9391). Continua il rally del prezzo del petrolio, che accelera a 94,51 dollari al barile per il Brent (+1,2%) e a 91,2 dollari per il Wti (+1,6%).
Gli investitori sono in attesa di alcuni dati sull’attività economica degli Stati Uniti, che potrebbero dare indicazioni sulle prospettive della politica monetaria, dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse fermi a settembre.
Secondo Tiffany Wilding e Allison Boxer, economiste di Pimco, c’è la possibilità di un atterraggio morbido per l’economia americana, ma i rischi di recessione rimangono alti: «I miglioramenti nella catena di approvvigionamento dopo la pandemia dovrebbero continuare a moderare l’inflazione, ma i mercati del lavoro rigidi e la vischiosità dei salari potrebbero esercitare una pressione inflazionistica in assenza di un boom della produttività». Inoltre, «altre tendenze a breve termine, tra cui la ripresa del pagamento dei rimborsi sui prestiti agli studenti, l’aumento dei prezzi del gas e la scadenza delle imposte sul reddito in California potrebbero ridurre la forza dei consumatori statunitensi, altrimenti resilienti».
Ecco cinque titoli da seguire il 22 settembre.
Alle 15:30 le azioni di Amazon crescono dell’1,3%. La multinazionale dell’e-commerce ha annunciato che i contenuti di Prime Video inizieranno a ospitare annunci pubblicitari dal 2024. Le inserzioni saranno inserite all’inizio dell’anno negli account di Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Germania e successivamente in Francia, Italia, Spagna Messico e Australia.
Alle 15:30 il titolo guadagna lo 0,66% dopo che Morgan Stanley ha mantenuto il rating overweight per Nike, tagliando però il target price del brand a 126 dollari (da 127). Anche gli analisti di Telsey Advisory Group hanno confermato il rating outperform abbassando allo stesso tempo il target price a 128 dollari (da 135).
Alle 15:30 Ford e General Motors guadagnano rispettivamente l’1,9% e il 2,1%. Le due case automobilistiche, insieme a Stellantis, sono da giorni bersaglio dei sindacati che entro la giornata di oggi, venerdì 22, annunceranno nuovi scioperi se non saranno fatti passi avanti sul rinnovo del contratto collettivo in scadenza. Secondo gli analisti di Evercore un accordo per un aumento dei salari tra il 27% e il 30% è ancora possibile.
Alle 15:30 l’azienda farmaceutica britannica è in rialzo dell’1,98%. AstraZeneca ha annunciato di aver riportato risultati molto positivi dalla sperimentazione del farmaco Dato-DXd contro un tipo di cancro al seno. La terapia sperimentale,in fase di sviluppo congiunto con la giapponese Daiichi Sankyo, ha mostrato un miglioramento significativo rispetto alla chemioterapia nelle pazienti.
Alle 15:30 le azioni dell’e-commerce cinese volano al +4,5% dopo le rivelazioni di Bloomberg sulla possibilità che la Cina allenti le regole che limitano gli investimenti stranieri nelle società nazionali quotate. (riproduzione riservata)