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Trump annuncia dazi, Wall Street crolla e mercati instabili

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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in rialzo aspettando i dazi di Trump, Nasdaq +0,9%

02 aprile 2025, 15:46 Ultimo aggiornamento: 22:05

Tesla sale del 5,3% nonostante la Casa Bianca abbia smentito che Elon Musk sta per lasciuare l’incarico a Doge. Trump Media cede il 7,4% | IL VIDEO | Ucraina, la mossa di Trump per spingere Putin alla tregua: sanzioni con dazi al 500% contro chi fa affari con Mosca

Wall Street chiude positiva il Liberation day, ovvero il giorno in cui il presidente Donald Trump annuncerà le nuove misure di politica commerciale e tariffaria statunitensi. Il discorso è atteso alle 22 ora italiana. Il Dow Jones chiude in rialzo dello 0,6%, l’S&P 500 dello 0,7%, il Nasdaq dello 0,9%. 

Intanto Trump Media and Technology Group, società a cui fa capo il social Truth, chiude in ribasso del 7,4% dopo che il presidente americano ha aperto alla possibilità di cedere la sua quota da 2,3 miliardi di dollari. In una nota alla Sec, la società ha registrato la vendita fino a 142,5 milioni di azioni: la comunicazione è il primo passo del trust del presidente, controllato da suo figlio Donald Trump Jr, per potenzialmente vendere la sua intera quota di 114,75 milioni di azioni.

Lo scorso settembre Trump aveva dichiarato di non voler cedere la sua quota alla scadenza del periodo di lock-up, scaduto poco dopo le sue dichiarazioni. In dicembre dopo la vittoria alle elezioni, il presidente ha trasferito la sua quota al Donald J Trump Revocable Trust, controllato dal figlio.

Ore 15:30. Le borse Usa aprono in rosso nel D-Day 

Apertura in rosso per la borsa americana. Anche a Wall Street c’è attesa per il discorso del presidente americano, Donald Trump, che annuncerà (alle 22:00 ora italiana) la nuova politica tariffaria della sua amministrazione. Alle 15:30 il Dow Jones perde lo 0,8%, l’S&P 500 l’1% e il Nasdaq Composite l’1,4%. 

«Mancano poche ore all’annuncio dei dazi. Dazi che, secondo la Casa Bianca, entreranno in vigore subito. Secondo il segretario al Tesoro, Scott Bessent, le tariffe saranno molto elevate per i principali partner commerciali che dovranno poi provare a ridurli soddisfacendo le richieste statunitensi», osservano gli strategist di Mps. Secondo gli esperti, «saranno presi di mira i Paesi che hanno un maggior surplus commerciale verso gli Usa tra cui Cina, Messico e Germania e diverse indiscrezioni suggeriscono tariffe maggiorate intorno al 20%». 

Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 2 aprile 2025. 

1. Crollano le vendite di Tesla in Cina

Alle 15:30 il titolo perde il 6%. La casa automobilistica di Elon Musk ha venduto 78.828 veicoli elettrici prodotti in Cina a marzo, segnando un calo dell’11,5% su base annua. Secondo i dati riportati dalla China Passenger Car Association, le consegne nel Paese della Model 3 e della Model Y sono cresciute del 156,9% a marzo rispetto a febbraio. Nel primo trimestre, il marchio americano ha consegnato 172.754 vetture prodotte in Cina (-21,8% a/a).

2. Meta, si dimette la vicepresidente della ricerca sull’AI

Alle 15:30 le azioni scivolano dell’1,7%. Joelle Pineau, vicepresidente della ricerca sull’intelligenza artificiale di Meta lascerà l’azienda dopo otto anni. Il manager, alla guida del gruppo «Fair - Fundamental AI Research», ha annunciato le dimissioni a decorrere dal prossimo 30 maggio, in un post su Facebook e Linkedin.

3. Qvc lancia il primo streaming di shopping in diretta su TikTok

Alle 15:30 il titolo vola del 7,5%.  Il leader globale nella vendita di prodotti attraverso la televisione ospiterà i primi streaming di live shopping 24 ore su 24, 7 giorni su 7, negli Stati Uniti sulla piattaforma di social media TikTok. La mossa si inserisce nel tentativo di rilancio di Qvc, che sta lavorando per risollevare l’attività dopo aver gestito diverse perdite. Il ceo, David Rawlinson, è stato incaricato della trasformazione e i social media, in prima linea nella strategia del gruppo. 

4. Walmart chiede ai fornitori cinesi di abbassare i prezzi

Alle 15:30 le azioni restano sulla parità (-0,04%). La multinazionale americana, proprietaria dell’omonima catena di negozi, sta facendo pressioni ai fornitori cinesi per ottenere una riduzione dei prezzi del 10% per ogni tornata di tariffe annunciate dall’amministrazione Trump, nel tentativo di limitare l’impatto delle politiche protezionistiche. Lo scrive Bloomberg precisando che le trattative riguardano tutte le categorie di prodotti. Alcuni fornitori cinesi, secondo l’indiscrezione, starebbero riscontrando difficoltà a soddisfare le richieste del rivenditore statunitense, il che li spinge a cercare sedi di produzione alternative in Asia.

5. Visa offre 100 milioni di dollari per sostituire Mastercard su Apple Card

Alle 15:30 il titolo è in lieve calo dello 0,4%. Visa alza la posta in gioco nella competizione per conquistare la gestione della rete di pagamento della Apple Card. Dopo le ingenti perdite accumulate da Goldman Sachs, che ha deciso di abbandonare il ruolo di banca emittente, Apple è alla ricerca di nuovi partner sia per l’emissione sia per il network della sua carta di credito. Secondo il Wall Street Journal, la società americana dei pagamenti avrebbe offerto 100 milioni di dollari alla Apple. La proposta di Visa fa parte di una più ampia competizione tra le principali reti di pagamento, che include anche American Express, per aggiudicarsi la lucrativa partnership con Apple. (riproduzione riservata)



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