Wall Street chiude positiva nonostante incomba ormai il rischio shutdown (peraltro già concretizzatosi in passato facendo scarsi danni): Dow Jones +0,2%, S&P500 +0,4%, Nasdaq +0,3% . Intanto il Wall Street Journal ha rivelato che Berkshire Hathaway di Warren Buffett è in trattative per acquistare il bBerkshire Hathaway di Warren Buffett è in trattative per acquistare il business petrolchimico di Occidental Petroleum per circa 10 miliardi di dollarusiness petrolchimico di Occidental Petroleum per circa 10 miliardi di dollari. L'accordo, che sarebbe il più grande di Berkshire dal 2022, potrebbe concretizzarsi entro pochi giorni, secondo quanto affermato dalle fonti. Occidental, con sede a Houston, è nota soprattutto per le sue attività nel settore petrolifero e del gas. L'azienda ha un valore di mercato di circa 46 miliardi di dollari e annovera già Berkshire come suo principale azionista.
Alle 17:30 i principali indici Usa proseguono la seduta in positivo: l’S&P500, il Nasdaq e il Dow Jones perdono rispettivamente lo 0,2, lo 0,3 e lo 0,2%.
A settembre la fiducia dei consumatori statunitensi è scesa, riflettendo crescenti preoccupazioni sul mercato del lavoro. Il Consumer Confidence Index è calato a 94,2 da 97,8 del mese precedente, segnando il livello più basso da aprile, secondo quanto riportato oggi dal Conference Board. Gli economisti interpellati dal Wall Street Journal avevano previsto un calo a 96, in linea con l’indebolimento delle stime iniziali di agosto.
Il giudizio dei consumatori sulle condizioni del mercato del lavoro è peggiorato per il nono mese consecutivo.
Sul fronte immobiliare, l’aumento dei prezzi delle case ha continuato a rallentare durante l’estate, con differenze crescenti tra le città. Secondo lo S&P CoreLogic Case-Shiller National Home Price Index, i prezzi delle case negli Stati Uniti sono aumentati dell’1,7% nei dodici mesi fino a luglio, in calo rispetto all’1,9% di giugno e registrando la serie più debole dal luglio 2023.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, le offerte di lavoro sono aumentate solo marginalmente in agosto, mentre le assunzioni sono diminuite, coerentemente con un indebolimento della domanda di lavoratori che potrebbe permettere alla Federal Reserve di tagliare nuovamente i tassi il mese prossimo, nonostante una spesa dei consumatori ancora resiliente. Il Bureau of Labor Statistics ha riportato, nel Job Openings and Labor Turnover Survey (Jolts), un incremento di 19.000 offerte di lavoro, a 7,227 milioni, leggermente superiore alle stime di 7,185 milioni degli economisti interpellati da Reuters. Nello stesso mese, le assunzioni sono calate di 114.000 unità a 5,126 milioni, mentre i licenziamenti sono scesi di 62.000 a 1,725 milioni.
Il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento a causa di una domanda di lavoratori più debole, influenzata dall’incertezza legata ai dazi sulle importazioni e da un ridotto flusso di manodopera derivante dalle politiche sull’immigrazione, creando quello che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha definito un «curioso equilibrio». La banca centrale statunitense ha ripreso ad allentare la politica monetaria questo mese, riducendo di 25 punti base il tasso overnight di riferimento al 4,00%-4,25%, con l’obiettivo di sostenere il mercato del lavoro.
Negli ultimi tre mesi fino ad agosto, le assunzioni non agricole hanno mediamente registrato un incremento di soli 29.000 posti al mese, contro 82.000 nello stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, una serie di dati relativamente robusti, inclusi il pil del secondo trimestre e la spesa dei consumatori di agosto, ha sollevato dubbi sulla necessità di ulteriori riduzioni dei tassi entro la fine dell’anno. Gli economisti si aspettano che la Fed ponga maggiore attenzione al mercato del lavoro: secondo un sondaggio Reuters, le nonfarm payrolls a settembre potrebbero essere aumentate di 50.000 unità, dopo i soli 22.000 di agosto, con il tasso di disoccupazione previsto invariato al 4,3%.
L’S&P500 e il Dow Jones perdono lo 0,1%, mentre il Nasdaq scambia nei pressi della parità. Tra i titoli tecnologici bene Adobe (+0,2%), Broadcom (+0,2%) e Nvidia (+0,4%).
Leggermente al ribasso invece Apple (-0,3%), Microsoft (-0,1%), Tesla (-0,5%), Oracle (-0,6%), Meta (-1,4%) e Alphabet (-1,2%).
Il Dollar Index (Dxy) è stabile a 97.918 punti e l’andamento si rispecchia nel cambio euro dollaro a 1,1721. Nonostante l’incertezza politica interna degli Usa, l’oro rintraccia dello 0,5% a 3.815 dollari l’oncia.
Con riferimento a questo tema, si affievoliscono le speranze di un accordo in extremis per evitare lo shutdown del governo statunitense, con il rischio concreto di ritardi nella pubblicazione di importanti dati macroeconomici, proprio mentre la Federal Reserve valuta la prossima mossa sui tassi.
In calendario per oggi i dati sulle offerte di lavoro e sulla fiducia dei consumatori. Rimane invece incerta la diffusione dei dati ufficiali previsti da mercoledì in avanti: il Bureau of Labor Statistics ha già confermato che, in caso di shutdown, non pubblicherà alcun aggiornamento macroeconomico.
Il rapporto sull’occupazione di settembre è atteso per venerdì, dopo l’avvio del blocco parziale delle attività governative. Un prolungamento dello stallo metterebbe a rischio anche l’uscita del dato sull’inflazione al consumo (Cpi) prevista per metà ottobre.
«È persino possibile che la Fed si trovi senza dati aggiornati a disposizione in vista della prossima riunione», in calendario dal 28 ottobre, ha commentato l’analista di Deutsche Bank Jim Reid. Ha tuttavia ricordato che solo una manciata di shutdown passati è durata più di un paio di settimane.
Sul fronte commerciale, intanto, proseguono le novità tariffarie dall’amministrazione americana: nella tarda serata di lunedì il presidente Trump ha deciso di imporre dazi su legname, mobili da cucina e alcuni prodotti di arredamento. Le tariffe entreranno in vigore il 14 ottobre e risulteranno inizialmente meno gravose rispetto a quanto annunciato la scorsa settimana.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il ceo del colosso dello streaming musicale ha annunciato l’uscita dalla società che aveva fondato quasi vent’anni fa. Il titolo ha perso il 3,3% all’apertura di Wall Street.
La società di cosmetici sta valutando il futuro dei propri marchi di bellezza di fascia mass market, prendendo in considerazione ipotesi di vendita o spin-off, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Il titolo ha guadagnato l’1,5% all’apertura dei mercati Usa.
YouTube, controllata di Google, ha accettato di versare 24,5 milioni di dollari per chiudere una causa intentata nel 2021 dal presidente Donald Trump contro la società e il suo ceo. Il titolo avvia la seduta in calo dell’1,2%.
La banca d’affari ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese, accompagnati da un forte incremento dei ricavi. In particolare, le entrate legate alle attività di M&A hanno toccato un nuovo massimo storico, segnalando un possibile rilancio delle operazioni di dealmaking a Wall Street. Il titolo segna in apertura +0,2%.
L’operatore di impianti sciistici ha riportato perdite trimestrali superiori alle stime. In calo anche le vendite dei pass stagionali per la prossima stagione invernale. Il titolo ha ceduto circa il 3,5% in apertura dei mercati.(riproduzione riservata)