Scendono i rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni e così Wall Street chiude in territorio positivo: Dow Jones +0,4%, S&P500 +0,8%, Nasdaq +1,3%.
I mercati sono stati aiutati in particolare dalla pubblicazione negli Stati Uniti del rapporto Adp, secondo cui la creazione di posti di lavoro nel settore privato a settembre ha continuato a rallentare, con 89.000 nuovi posti, ben al di sotto delle aspettative. Si tratta del tasso di crescita più lento registrato dal gennaio 2021 e segna, secondo Nela Richardson, capo economista di Adp, una «accentuazione del rallentamento», accompagnata da un «marcato calo del tasso di crescita dei salari negli ultimi 12 mesi».
Sull'andamento azionario ha inciso anche la pubblicazione dell'ultimo rapporto Ism sui servizi di settembre: l'attività nel settore è cresciuta per il nono mese consecutivo.
Ottavo ribasso consecutivo per l’oro, in calo dello 0,3% mercoledì a 1.818,50 dollari l'oncia, il livello più basso da marzo. Il metallo giallo soffre per i rendimenti più elevati dei titoli di Stato. Inoltre, il rafforzamento del dollaro rende più costoso per gli investitori stranieri acquistare oro.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 19:30 l’S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,7%. Solo il Dow Jones cede lo 0,1%. Se il mercato del lavoro ha deluso (leggi sotto), ad agosto gli ordini alle imprese americane sono saliti invece dell’1,2% su base mensile, ben sopra del +0,2% mensile previsto dal consenso. Qualche pensiero arriva dall’indice Ism servizi, che a settembre è sceso a 53,6 punti dai 54,5 punti di agosto (il massimo da sei mesi), in linea con le aspettative del mercato.
Fronte petrolio, il prezzo del Brent (-4,7%) e del Wti (-4,7%) crolla ancora per via dei timori sulla domanda motivati dai dati economici negativi. Negli Usa le scorte settimanali di greggio sono scese a 414,063 milioni di barili (-2,224 milioni di barili). Le scorte settimanali di benzina sono salite a 227 milioni di barili (+6,5 milioni), mentre quelle di carburante raffinato sono diminuite a 118,8 milioni di barili (-1,3 milioni). Le raffinerie americane hanno lavorato all’87,3% della capacità rispetto al 89,5% della settimana precedente.
Wall Street apre la seduta in frazionale rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones è piatto ma l’S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,6%. Le borse salgono grazie ai nuovi dati sul mercato del lavoro. A settembre gli Stati Uniti hanno creato 89 mila posti di lavoro nel settore privato, quasi la metà rispetto ad agosto e ben al di sotto delle aspettative: gli analisti si aspettavano 160 mila nuovi posti. Si tratta del ritmo di crescita più lento dal gennaio 2021. Anche dal settore del credito arrivano dei segnali di rallentamento. Nella settimana al 29 settembre l’indice che misura il volume delle richieste di mutui è sceso a 178,2 punti (-6%) dai 189,6 della settimana precedente.
La frenata del mercato del lavoro rende meno necessaria una politica monetaria aggressiva, così la Fed potrebbe tagliare i tassi d’interesse in linea con le attese del mercato. Di conseguenza l’euro riconquista terreno sul dollaro e risale sopra quota 1,05: il cambio è a 1,0513 (+0,46%). L’idea che la banca centrale americana possa essere più accomodante aiuta ad alleggerire la pressione sui titoli di Stato: il rendimento del Treasury decennale scende così al 4,745% (-0,057%). Infine, giornata da dimenticare per il petrolio a causa dei timori sulla domanda globale, nonostante le indiscrezioni parlino di una conferma dei tagli da parte dell'Opec+ fino alla fine del 2023: il prezzo del Brent scende dello 2,45% e quello del Wti del 2,9%. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 4 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Ford cede lo 0,9%. La casa automobilistica americana avrebbe avanzato una nuova offerta al sindacato statunitense Uaw. Ford promette di aumentare la retribuzione dei lavoratori temporanei del 26% portandola a 21 dollari l’ora dai 20 dollari dell’ultima proposta, e di aumentare la retribuzione della maggior parte dei lavoratori a tempo pieno di più del 20% nell’arco di quattro anni.
Alle 15:30 le azioni Inter salgono dello 0,6%. Nei prossimi tre anni il colosso americano vorrebbe scorporare la divisione dei chip programmabili con un’offerta pubblica iniziale. La società, che di recente ha scorporato l’attività di guida autonoma Mobileye, è alla ricerca di investimenti privati ma non intende cedere la maggioranza.
Alle 15:30 il titolo Netflix è piatto. Il gigante dello streaming prepara un altro rialzo delle tariffe per i piani senza pubblicità. La volontà sarebbe quella di applicare un nuovo aumento in diversi mercati: probabilmente Usa e Canada faranno da apripista, secondo quanto riportato da The Wall Street Journal. Si tratta dell’ultima mossa di Netflix per cercare di incrementare i ricavi.
Alle 15:30 le azioni Moderna cedono l’1%. La multinazionale farmaceutica ha pubblicato i risultati provvisori, positivi, dello studio di Fase 1/2 di mRNA-1083, un vaccino combinato sperimentale contro l’influenza e il Covid. Moderna prevede di avviare la sperimentazione di Fase 3 entro il 2023, in modo da ottenere il via libera del regolatore nel 2025.
Alle 15:30 il titolo Apple è piatto. KeyBanc ha tagliato il rating di Cupertino portandolo da overweight a sector weight a causa dell’elevata valutazione delle azioni e di un’aspettativa di crescita debole negli Stati Uniti. Apple ha presentato di recente il nuovo iPhone 15, ma il prezzo di lancio non ha convinto Goldman Sachs, che l’ha ritenuto troppo basso. (riproduzione riservata)