Wall Street chiude una seduta contrastata con il Dow Jones in calo dello 0,5%, lo S&P500 dello 0,3%. Positivo invece il Nasdaq, in rialzo dello 0,1%. A preoccupare è lo spettro dello shutdown: La Camera Usa ha infatti bocciato la proposta dello speaker Kevin McCarthy per evitarlo. E così lo shutdown potrebbe scattare domenica. Lasciando il fronte politico, l'inflazione Pce, l'indicatore più monitorato dalla Fed per orientare la propria politica monetaria, è salita dello 0,4% su base congiunturale negli Usa ad agosto, contro il +0,2% segnato a luglio. Gli analisti si attendevano un incremento dello 0,5%. Su base annua, l'indice ha segnato un incremento del 3,5%, contro il +3,3% del mese precedente, in linea con le attese del mercato. L'indice Pce core ha invece frenato su base congiunturale, segnando un incremento dello 0,1%, contro il +0,2% di luglio e il +0,2% stimato dagli operatori. Su base tendenziale è stata registrata una crescita del 3,9%, in linea con le previsioni del mercato, in decelerazione dal +4,3% del mese precedente.
Wall Street apre la seduta in deciso rialzo e poi perde slancio, fino a finire in rosso. Alle 19:20 il Dow Jones cede lo 0,65%, l’S&P 500 lo 0,35% mentre il Nasdaq è piatto. Il dato più atteso dalla Fed è arrivato ed è positivo: ad agosto l’inflazione Pce è salita dello 0,4% su base mensile, sotto le attese degli analisti che si attendevano un incremento dello 0,5%. Su base annua, invece, il +3,5% registrato è in linea con le aspettative (+3,3% a luglio). Quanto all’indice Pce core, si registra un rallentamento su base mensile con il +0,1% di agosto inferiore al +0,2% stimato. Anche questa volta la crescita su base annua (+3,9%) è in linea con le previsioni e in decelerazione dal +4,3% di luglio.
Sempre fronte macro, il deficit commerciale è sceso a 84,27 miliardi dai 90,92 miliardi di luglio. Il mercato si attendeva un rosso in aumento a 91,02 miliardi. Sul versante dei redditi personali emerge invece una crescita mensile dello 0,4% dopo il +0,2% di luglio: il risultato è in linea con il consenso. Infine le spese per consumi sono salite dello 0,4% mese su mese, al minimo da tre mesi ma sempre in pari con le attese.
Con l’inflazione Pce core in frenata perde quota la possibilità di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed. Così l’euro guadagna terreno sul dollaro: il cambio è a 1,0569 (+0,09%). Diminuiscono anche i timori sul debito pubblico Usa e di conseguenza il rendimento del Treasury decennale si muove di poco verso il basso: è al 4,569% (-0,028%). Il petrolio invece affronta una seduta da archiviare: il prezzo del Brent scende dello 0,65% e quello del Wti dell’1,3%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 29 settembre.
Alle 15:30 i titoli Ford (+0,25%) e General Motors (-0,1%) scambiano deboli. Il sindacato United Auto Workers ha annunciato una terza ondata di scioperi contro le case automobilistiche di Detroit. Il sindacato ha esteso le chiusure a 38 centri di ricambi e distribuzione, e ha negoziato un duro accordo con Gm e Stellantis. Con Ford, invece, sono emersi alcuni progressi nelle trattative.
Alle 15:30 le azioni Tesla crescono dell’1,5%. Secondo Cnbc la Commissione per le pari opportunità di lavoro ha citato in giudizio la casa di Elon Musk, accusandola di razzismo e ritorsioni contro i dipendenti neri. Non è la prima volta che Tesla subisce in situazioni simili: la società è stata condannata a risarcire i danni a un ex lavoratore nero discriminato in azienda.
Alle 15:30 il titolo Nike balza del 10%. Il gigante dell’abbigliamento ha superato le attese sui profitti, non sul fatturato. L’utile per azione ha toccato i 94 centesimi per azione, sopra i 75 centesimi previsti. Anche i margini hanno superato il consenso. Ma per la prima volta da due anni i ricavi di 12,94 miliardi sono di poco inferiori ai 12,98 milioni attesi.
Alle 15:30 le azioni GameStop salgono dell’1,5%. Il nuovo ceo del rivenditore di videogiochi, Ryan Cohen, ha già impartito i primi cambiamenti. In particolare, l’ad ha chiesto «estrema frugalità» e di «esaminare ogni spesa al microscopio» per «eliminare gli sprechi». Cohen sta facendo la sua parte: non riceverà lo stipendio come amministratore delegato.
Alle 15:30 il titolo Bumble segna il +5,4%. L’app di appuntamenti è stato promosso da Loop Capital Markets, che ha attribuito alla società il rating buy. Per gli analisti Bumble è «privo di rischi» perché il forte saldo di cassa e la generazione di flussi di cassa liberi contribuiranno a proteggere il bilancio. (riproduzione riservata)