I principali indici del mercato azionario sono stati per lo più in ribasso mercoledì pomeriggio, con una brusca inversione rispetto ai massimi registrati in apertura. Il mercato resta cauto dopo il nuovo segnale di aumento dei tassi.
In chiusura l’indice Dow Jones segna una variazione positiva pari a +0,3%, male invece il Nasdaq (-1,3%) e l’S&P 500 (-0,4%). Prosegue, però, la fase che accompagna con un certo ottimismo le prospettive di recupero delle piccole e media società per capitalizzazione. L’indice Russell 2000, infatti, è cresciuto dell’1,3%, portando a +8,4% il guadagno degli ultimi 5 giorni.
La Bank of Canada ha inaspettatamente alzato il tasso di interesse di un quarto di punto rispetto al tasso overnight al 4,75% dal 4,50%. La spesa dei consumatori comunicata è stata, infatti, superiore alle attese e si sono rialzati i timori per un possibile recupero dell'inflazione.
Per la prima volta da oltre un anno Federal Reserve non alzerà i tassi nel consiglio di politica monetaria della prossima settimana, ma una significativa minoranza di economisti si aspetta almeno un'altra stretta a breve, entro fine anno. E' quanto emerge da un sondaggio Reuters.
Oltre il 90% degli economisti interpellati dal 2 giugno a oggi - 78 su 86 - prevede che il Federal Open Market Committee manterrà il riferimento sui Fed fund a 5-5,25% al termine della riunione di due giorni che si chiude il 14 giugno. I restanti otto scommettono invece su un aumento di 25 punti base a 5,25-5,5%.
Il rendimento dei buoni del Tesoro Usa a 10 anni è intanto cresciuto di 9 punti base al 3,79%. Mentre l’indice Cme FedWatch ora mostra probabilità superiori al 60% per nessun aumento dei tassi nella riunione della Federal Reserve di questo mese. Il resto dei trader si aspetta un aumento dei tassi di un quarto di punto.
Il Nasdaq ha sofferto di più per la flessione dei principali titoli tecnologici con in particolare Microsoft che ha perso il 3% ripiegando a quota 323 dollari. Una flessione che segue una fase di costante rialzo che ha portato il titolo più in vista nel campo dell’innovazione per l’AI a toccare i massimi a 52 settimane.
Sul fronte delle materie prime il greggio è salito dell'1,2% a 72,57 dollari al barile. I futures sull'oro sono scesi dell'1,2% e sono rimasti al di sotto del livello psicologico di 2.000 dollari l'oncia.
Prosegue perciò il trend di recupero dopo le decisioni dell’organizzazione che raggruppa i produttori di tagliare l’estrazione nei prossimi mesi per sostenere i prezzi. D’altra parte è la stessa domanda di minerali fossili a rimanere sostenuta dalla ripresa dell’industria in Cina.
Il prezzo di Bitcoin è sceso del 2,8% a 26.525 dollari. Coinbase è invece rimbalzato del 2,5% dopo il crollo del 12,1% di martedì alla notizia che la Sec ha addebitato all'exchange di criptovalute, affermando che ha operato come borsa valori non registrata, broker e agenzia di compensazione almeno dal 2019.
Ma Binance continua a cedere, un altro 7% anche oggi dopo il crollo della giornata precedente in cui aveva dovuto scontare la notizia delle sanzioni della Sec attese per l'attività della principale piattaforma di scambi di criptovalute.
Alle 19:00 il Dow Jones rimane sopra la parità (‘0,1%), ma di poco. L’S&P 500 perde lo 0,2%, ma il peggiore è il Nasdaq che cede quasi l’1%. Il listino tecnologico è spinto al ribasso dalle Big Tech: Amazon segna il -3,5%, Meta il -1,3%, Alphabet il -3,9% e Microsoft il -3%. Redmond aprirà le tecnologie di OpenAI ai clienti del servizio cloud Azure Government, la piattaforma cloud utilizzata dal Dipartimento della Difesa statunitense, dal Dipartimento dell’Energia e dalla Nasa. Secondo Bloomberg la nuova offerta di Microsoft basata su OpenAI sarà adottata anche dal Defense Technical Information Center del Dipartimento della Difesa, che si occupa di ricerca militare.
In serata il prezzo del petrolio continua a salire. Alle 19:00 il Brent segna il +1% e il Wti il +1,2%. Il 7 giugno le scorte settimanali di greggio Usa sono scese a 459,205 milioni di barili, in calo di 452 mila barili rispetto alla settimana precedente. Quelle di benzina, invece, sono salite a 218,815 milioni di barili, 2,745 milioni in più rispetto ai sette giorni passati. Le scorte di carburante raffinato sono aumentate a 111,731 milioni di barili, in crescita di 5,074 milioni di barili. Infine, le raffinerie americane hanno lavorato al 95,8% della capacità.
Wall Street inverte la rotta. Alle 17:20 il Dow Jones è l’unico sopra la parità (+0,07%), ma resta debole. L’S&P 500 cede invece lo 0,16% mentre il Nasdaq perde lo 0,54%. I dati macro pesano sulle borse Usa, che attendono la riunione della Fed del 14 giugno. L’indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti si è attestato a 194,7 punti nella settimana al 2 giugno, in calo dell’1,4% rispetto ai 197,4 della settimana precedente. L’indice di rifinanziamento è sceso dello 0,7% a 409,7 punti (412,5 punti la settimana precedente), mentre quello di acquisto dell’1,7% a 151,7 punti rispetto ai 154,4 della settimana prima.
La spinta alle borse non arriva nemmeno dalla bilancia commerciale. Ad aprile il deficit è salito a 74,55 miliardi (+23% rispetto a marzo). Il dato è inferiore alle attese, pari a 75,6 miliardi. Le esportazioni sono scese del 3,6%, a 249,02 miliardi, le importazioni sono salite invece dell’1,5%, a 323,57 miliardi. Il deficit di marzo è stato rivisto ed è passato da 64,23 miliardi a 60,59 miliardi. Rispetto allo stesso periodo del 2022, il deficit è diminuito di 86,5 miliardi, cioè del 23,9%.
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones e l’S&P 500 guadagnano lo 0,3% mentre il Nasdaq cresce dello 0,5%. Il listino tecnologico viene spinto da Netflix e Tesla, mentre gli altri due indici restano vigili, in attesa della riunione della Fed. Il 14 giugno la banca centrale Usa comunicherà le prossime scelte di politica monetaria. La maggior parte degli analisti ritiene che il presidente Jerome Powell annuncerà una pausa. Lo stop però durerà fino a luglio, quando si procederà a un nuovo rialzo dello 0,25%.
Ma la prospettiva di nuovi aumenti dei tassi non aiuta il dollaro, che perde sull’euro: il cambio è a 1,0722 (+0,27%). Sale invece il petrolio: il prezzo del Brent cresce dello 0,7% e quello del Wti dello 0,85%. Infine il Treasury, il rendimento del decennale continua a muoversi, seppur di poco, verso l’alto: è al 3,716% (+0,016%). Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo mercoledì 7 giugno.
Alle 15:30 il titolo Coinbase guadagna il 3%. Il 6 giugno l’exchange di criptovalute è crollato chiudendo la seduta in rosso del 12%. Dopo Binance, anche la piattaforma californiana è finita nel mirino della Securities and Exchange Commission. La Sec ha accusato la società di aver agito come broker pur non essendo registrata come tale. In particolare, la piattaforma avrebbe messo a disposizione dei propri clienti almeno 13 cripto asset che possono essere considerati «titoli di criptovalute» e che quindi avrebbero dovuto essere registrati presso le autorità di regolamentazione prima dell’emissione.
Alle 15:30 le azioni Netflix guadagnano il 2,4%. Il gigante dello streaming beneficia del giudizio positivo di JP Morgan. La banca newyorkese ha aumentato il target price di Netflix, un decisione che si basa sulla nuova stretta alla condivisione delle password. Per JP Morgan la mossa potrebbe alimentare la crescita dei ricavi.
Alle 15:30 il titolo Tesla sale del 3,5%. La casa automobilistica ha rivelato sul suo sito web che le nuove auto Model 3 e Model Y potranno beneficiare del credito d’imposta da 7.500 dollari concesso dall’Inflation Reduction Act (Ira), il piano di aiuti alla transizione green da quasi 400 miliardi di dollari. Inoltre, Elon Musk ha discusso con il primo ministro mongolo Luvsannamsrai Oyun-Erdene di possibili investimenti nel paese asiatico durante un incontro virtuale.
Alle 15.30 le azioni di Gamestop crescono del 4,9%. La società di videogiochi diffonderà il 7 giugno i risultati del primo trimestre. Wall Street prevede una perdita di 12 centesimi per azione e vendite pari a 1,36 miliardi. Gli analisti intervistati da FactSet stimano invece una perdita trimestrale di 15 centesimi rettificati per azione. Nel primo trimestre 2022 gli utili per azione di GameStop avevano registrato una perdita di 0,52 dollari. Il fatturato era di 1,38 miliardi.
Alle 15:30 il titolo Petrobras guadagna il 2,8%. Anche il gigante petrolifero brasiliano beneficia della promozione degli analisti, in questo caso Morgan Stanley. La banca americana ha aggiornato il titolo a overweight da equal weight perché nel 2023 Petrobras potrebbe offrire agli investitori un dividendo maggiore di quello storicamente staccato. (riproduzione riservata)