Lo sciopero dei lavoratori del settore automobilistico comincia a pesare su Wall Street. Nel frattempo la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre dichiara che «il presidente è cosciente della frustrazione» dei lavoratori del settore auto, «rispetta il loro diritto» a scioperare e a «credere in salari equi e nei benefit». Dow Jones -0,8%, S&P500 -1,2%, Nasdaq -1,6%. Dopo il brillante debutto, nel suo secondo giorno di quotazione il produttore di chip Arm cede il 4,5%.
Alle 19:30 Il Dow Jones perde lo 0,95%, l’S&P l’1,26& e il Nasdaq l’1,7%. Il mercato, secondo il FedWatch Tool di Cme Group, assegna una probabilità del 97% a una pausa della Fed nella riunione del 20 settembre dopo la pubblicazione dell’inflazione americana di agosto.
«È ormai sempre più evidente che i tassi di riferimento sono prossimi al picco. Tuttavia, secondo noi, il processo di inasprimento monetario non è ancora concluso. Spesso la flessione dell’inflazione dopo un picco è stata interrotta da episodi di risalita, come quello minacciato dal recente rincaro del petrolio», afferma Sean Shepley, Senior Economist di Allianz Global Investors. «Riteniamo pertanto probabile che la prossima settimana la Fed manterrà i tassi invariati e che le sue previsioni continueranno a segnalare un ulteriore rialzo prima di fine anno e potenzialmente a ridurre le attese sui tagli dei tassi nel 2024».
Wall Street prosegue la seduta in territorio negativo. Il Dow Jones cede lo 0,46%, l’S&P 500 lo 0,88% e il Nasdaq l’1,33%. Le borse Usa temono che la Fed decida altri rialzi dei tassi nella riunione del 20 settembre, dopo che i dati macro di giornata hanno evidenziato la tenuta dell’economia americana.
I prezzi delle importazioni negli Stati Uniti ad agosto sono aumentati dello 0,5% rispetto a luglio, superando le previsioni del mercato. Su base annua il dato sale a -3% dal -4,40% di luglio. L’indice della fiducia dei consumatori a settembre si attesta invece a 67,7 punti (stima preliminare).
Wall Street apre la seduta in rosso. Il Dow Jones cede lo 0,15%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,9%. Le borse Usa temono nuovi rialzi dei tassi della Fed (la prossima riunione è il 20 settembre) dopo che i dati macro di giornata hanno evidenziato la tenuta dell’economia americana. In particolare, ad agosto la produzione industriale è aumentata dello 0,4% rispetto al mese precedente. Il valore è al di sopra delle aspettative (+0,1%) e si confronta con il +0,7% di luglio. Anche l’indice manifatturiero NY Empire State dà segnali positivi a settembre e balza a 1,9 punti dai -19 punti di agosto. Le attese erano per un rialzo a -10 punti.
Nonostante la tonicità dell’economia Usa i future concordano su una pausa della Fed nella prossima riunione. Nel 98% dei casi i tassi sono visti fermi al 5,25-5,5%. Così il dollaro perde terreno sull’euro: il cambio è a quota 0,9376 (-0,21%). I Treasury invece sono insensibili a un possibile stop della banca centrale Usa: il rendimento del decennale è al 4,32 (+0,3%), vicino ai massimi del periodo. Infine il petrolio fa marcia indietro dopo i rialzi delle sedute passate: il prezzo del Brent scende dello 0,75% e quello del Wti dello 0,7%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 15 settembre.
Dopo il debutto in volata di ieri, 14 settembre, con un rialzo di quasi il 25%, alle 15:30 le azioni del designer di chip salgono del 3,2%. Arm è sbarcata al Nasdaq al termine di un roadshow che ha superato le aspettative e la sua capitalizzazione di mercato alla fine della prima seduta ha oltrepassato i 60 miliardi contro i 52 miliardi previsti. La sua ipo è la più grande dal 2021.
Alle 15:30 le azioni Adobe cedono il 3,9%. Il produttore di Photoshop e di altre applicazioni ha pubblicato il 14 settembre i risultati del terzo trimestre fiscale. Gli utili e le entrate hanno superato le stime degli analisti e le previsioni per il futuro sono in linea con le proiezioni della società. Il fatturato, in particolare, ha fatto segnare una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Goldman Sachs e Bank of America hanno confermato il rating buy ma JPMorgan è rimasta neutrale, citando il contesto macroeconomico non favorevole e il premio da 20 miliardi per l’acquisizione di Figma da parte di Adobe.
Alle 15:30 il titolo di Goldman Sachs è piatto dopo la rivelazione del Wall street Journal secondo cui la banca sarebbe intenzionata a offrire partecipazioni in squadre sportive a clienti con un patrimonio netto elevato.
Alle 15:30 le azioni della società siderurgica perdono il 3,6% dopo la pubblicazione di una guidance sugli utili del terzo trimestre al di sotto delle aspettative. L’utile previsto è di 4,1-4,2 dollari per azione, più basso rispetto ai 4,57 dollari attesi dagli analisti.
Alle 15:30 i titoli di Ford (+0,7%) e General Motors (+1,7%) scambiano in rialzo. Alla mezzanotte tra 14 e il 15 settembre circa migliaia di lavoratori del sindacato United Auto Workers hanno scioperato contro i due produttori di automobili, a cui si aggiunge Stellantis. Le proteste hanno riguardato lo stabilimento di Toledo della casa italo-francese, dove si produce Jeep, quello di Wentzville dove General Motors costruisce furgoni e l’impianto di assemblaggio di Ford in Michigan. Alla base dello sciopero c’è il mancato accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale. Una sintesi nelle prossime ore appare improbabile, ma secondo il Wall Street Journal il presidente degli Usa Joe Biden sarebbe pronto a inviare a Detroit il segretario del lavoro Julie Su e il consigliere Gene Sperling per mediare. (riproduzione riservata)