Chiusura contrastata per Wall Street. L'indice Nasdaq sale dello 0,27% a 13.018 punti, il Dow Jones perde lo 0,58% a quota 32.936 e l'S&P lo 0,14% a 4.218, mentre il rendimento del Treasury decennale scende sotto il livello record del 5%.
L’attenzione degli investitori resta focalizzata sulle trimestrali, che vedrà protagoniste nei prossimi giorni le big tech Microsoft, Alphabet, Meta Platforms e Amazon.com, oltre ai colossi industriali come General Motors, Ford Motor e Boeing.
Resta sullo sfondo l’instabilità geopolitica internazionale, che condiziona l’andamento dei listini, in attesa di capire quali saranno i prossimi sviluppi del conflitto fra Israele e Hamas.
Wall Street prosegue la seduta sopra la parità. Alle 19:30 il Nasdaq sale di quasi lo 0,9% e l’S&P 500 dello 0,4%. Solo il Dow Jones è piatto con la fiducia che si diffonde in attesa dei conti delle Big Tech. La seduta del 23 ottobre vede il colosso delle crociere Carnival (+4,5%) e il gigante degli affitti brevi Airbnb (+4%) in grande spolvero. Guadagnano anche il produttore di chip per l’AI, Nvidia (+3,3%), e Meta segna il +2,3% mentre Amazon sale di quasi il 2% e Microsoft dell’1,5%.
In negativo si distingue il big petrolifero Chevron (-3,2%), che ha acquisito il concorrente Hess per oltre 50 miliardi (leggi sotto). Soffre pure l’altro rivale, Exxon Mobil (-1,6%). Dietro il calo si nasconde la giornata negativa del petrolio, con il Brent che è sceso sotto quota 90 dollari al barile (-2,4%) e il Wti a quota 85,7 dollari (-2,7%). Anche per il dollaro la seduta è da dimenticare: il cambio euro-dollaro arriva a 1,0669 (+0,72%).
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:10 il Dow Jones cede lo 0,06%, mentre l’S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,4%. Si allenta la tensione sui Treasury a 10 anni, che in giornata hanno superato la soglia del 5% (non accadeva dal 2007): ora il titolo decennale rende il 4,84%. In attesa della lunga sfilza di conti delle Big Tech, Microsoft (+0,7%) annuncia un investimento da 3,2 miliardi di dollari per espandere in due anni le proprie capacità di Intelligenza Artificiale e di cloud computing. Il gigante tecnologico fondato da Bill Gates vuole aumentare la sua capacità di calcolo del 250% nel Paese, per consentire all’economia numero 13 al mondo di soddisfare la domanda di cloud computing.
Tra gli altri titoli emerge Lockheed Martin Corp (+1,4%), che si ritira dalla gara indetta dall’aeronautica militare statunitense per la costruzione di almeno 75 aerocisterne per il rifornimento di carburante. Il dollaro invece perde terreno sull’euro: il cambio sfonda quota 1,06, così un euro arriva a valere 1,0638 dollari (+0,42%). Infine, si attenua l’effetto della guerra in Israele sul petrolio: il prezzo del Brent scende dello 0,8% e quello del Wti dell’1,2%.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,6%, l’S&P 500 quasi lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,85%. Per le borse Usa si apre una settimana: quella dei conti delle Big Tech. Ma oltre a Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon, sveleranno i propri bilanci anche giganti i dell’auto, General Motors e Ford, e quelli del petrolio, Chevron e Exxon Mobil. La settimana sarà poi caratterizzata da una sfilza di dati macro fondamentali per verificare la tenuta dell’economia Usa: si partirà con i dati pmi, per poi arrivare al pil e chiudere con il deflatore pce core, uno dei dati più monitorati dalla Fed.
Il dato di giornata (23 ottobre) è l’indice della Fed di Chicago, che misura l’andamento dell'attività economica nel distretto della di Chicago: a settembre è tornato positivo ed è salito a 0,02 punti dai -0,22 di agosto. Nelle prossime giornate, inoltre, il Tesoro collocherà più di 100 miliardi di titoli di Stato. È questo uno dei motivi che ha portato il rendimento del Treasury a 10 anni a sfondare il muro del 5% (non accadeva dal 2007), per poi scendere al 4,975%, spinto anche dal timore che i tassi d’interesse restino alti più a lungo del previsto. Infine, il cambio euro-dollaro non si muove da quota 1,0595, mentre il petrolio (sia Brent che Wti) cede lo 0,15%. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 23 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Chevron cede il 2,7%. Il gigante petrolifero ha speso 53 miliardi per acquisire la concorrente Hess (+0,7%). L’offerta è da 171 dollari per azione, una cifra che implica un premio di circa il 4,9% sulla chiusura di venerdì 20 ottobre. Chevron diversifica così il suo portafoglio e risponde a Exxon Mobil, che a inizio ottobre ha acquisito per 60 miliardi la rivale Pioneer nella più grande operazione del 2023.
Alle 15:30 le azioni Telavant Holdings perdono lo 0,2%. La società farmaceutica è stata acquisita dalla multinazionale svizzera Roche per 7,1 miliardi. Telavant, holding creata da Roivant e Pfizer, produce il farmaco sperimentale Rvt-3101 negli Usa e in Giappone, medicinale che agisce contro le malattie infiammatorie intestinali croniche.
Alle 15:30 il titolo Goldman Sachs è piatto. La banca americana ha lanciato il fondo West Street Infrastructure Partners IV raccogliendo una cifra di 4 miliardi. Il veicolo infrastrutturale ha investito in Verdalia Bioenergy (biometano), sbarcata a settembre in Italia nell’ambito di un piano europeo da 1 miliardo. Oltre a Verdalia il fondo ha già destinato 2,3 miliardi a otto società, tra cui Synthica, Frøy Asa, GridStor, Imon Communications e Adapteo.
Alle 15:30 le azioni Apple cedono l’1,5% (qui l’aggiornamento in tempo reale). Gli investitori sono preoccupati per il più grande fornitore di Cupertino, Foxconn. Il gruppo taiwanese è sotto inchiesta in Cina per motivi fiscali e l’uso fatto di alcuni terreni nelle province di Hubei e Henan, dove si trova la più grande fabbrica al mondo di iPhone. Secondo diversi esperti si tratterebbe di un pretesto per influenzare il fondatore di Foxconn, Terry Gou, che si è candidato alle elezioni in Taiwan.
Alle 15:30 il titolo Coinbase perde il 2,3% (qui la quotazione in tempo reale). Le azioni non beneficiano della possibile approvazione negli Stati Uniti di un primo Etf spot sul bitcoin, cioè un prodotto negoziabile sui mercati che detiene la criptovaluta come sottostante diretto dell’investimento. Le voci su un imminente semaforo verde della Securities and Exchange Commission (Sec) hanno fatto volare la regina delle criptovalute, che lunedì 23 ottobre ha sfondato quota 30.500 dollari. (riproduzione riservata)