Wall Street in rosso con il rendimento del T-Bond decennale salito al 4,80%, ai massimi dal 2007. Un brutto colpo per chi si volesse comprare casa, visto che si tratta del tasso di riferimento dei mutui ipotecari. Così il Dow Jones chiude in calo dell'1,3%, lo S&P500 dell’1,4%, il Nasdaq dell’1,9%.
Il rapporto del Dipartimento del Lavoro ha mostrato che le opportunità di lavoro negli Stati Uniti sono aumentate inaspettatamente nel mese di agosto. Il numero di posti di lavoro disponibili è aumentato di 690.000 unità rispetto al mese precedente, raggiungendo i 9,61 milioni ad agosto, ben al di sopra del consenso del mercato di 8,8 milioni. Secondo il rapporto mensile dell'indice Jolts (Job Openings and Labor Turnover Survey), indagine che fornisce una indicazione sui volumi delle offerte di lavoro, sulle assunzioni e sul turnover, il livello di offerte di lavoro è aumentato nei servizi professionali e alle imprese (+509.000), nella finanza e nelle assicurazioni (+96.000), nell'istruzione statale e locale (+76.000), nella produzione di beni non durevoli (+59.000) e nel governo federale (+31.000). Le assunzioni sono aumentate in tutte le regioni, in particolare nel Nord-Est (51 mila), nel Sud (278 mila), nel Midwest (238 mila) e nell'Ovest (124 mila).
Wall Street prosegue la seduta in forte ribasso. Alle 19:50 il Dow Jones cede l’1,25%, l’S&P 500 l’1,5% e il Nasdaq l’1,9%. «Con l’economia in rallentamento e l’inflazione in calo non c’è urgenza di alzare ancora il tasso d’interesse di riferimento, ma probabilmente passerà molto tempo prima di tagliare i tassi», è la dichiarazione del presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, che potrebbe aver spaventato i mercati. «Non ho fretta di aumentare, nè di ridurre», aggiunge Bostic, «meglio essere pazienti: non credo che ci sia l’urgenza di fare di più al momento».
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,4%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq perdono lo 0,5%. Le borse Usa attendono i dati sull’occupazione di giovedì 5 e venerdì 6 ottobre per trovare nuovi indizi sulle prossime mosse della Fed, che con un mercato del lavoro troppo forte potrebbe varare nuovi rialzi dei tassi per tagliare le gambe all’inflazione. I mercati temono anche che la banca centrale americana mantenga i tassi alti più a lungo del previsto.
Così la volatilità resta elevata (Vix a 18,7) e il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni si spinge al livello più alto dal 2007: è al 4,72%. In un contesto di tassi alti la moneta Usa non può che rafforzarsi. Di conseguenza il cambio euro-dollaro si attesta a quota 1,0473 (-0,03%), sotto la soglia psicologica di 1,05. La seduta infine è piatta per il petrolio, spinto giù dai rialzi di dollaro e Treasury: il prezzo del Brent è invariato, mentre il Wti riesce a salire dello 0,4% a ridosso dei 90 dollari al barile. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 3 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Ford cede l’1,6% e quello General Motors il 2,1%. La storica protesta dei lavoratori dell’auto in corso da quasi tre settimane negli Stati Uniti inizia ad avere un impatto anche economico. Lo sciopero dell’United Auto Workers (Uaw) guidata da Shawn Fain contro le tre grandi case automobilistiche statunitensi, Stellantis, Ford e General Motors, ha già provocato perdite per circa 4 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Meta perdono lo 0,6%. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg intende far pagare 10 euro al mese (su dispositivi fissi) per un account Facebook o Instagram senza pubblicità, e circa 6 euro per ogni account aggiuntivo collegato. Sui dispositivi mobili il prezzo per un singolo account salirebbe a 13 euro perché sarebbero incluse le commissioni applicate dagli app store di Apple e Google.
Alle 15:30 il titolo Microsoft cede lo 0,75%. Il ceo Satya Nadella ha testimoniato nella causa antitrust incardinata dal Dipartimento di Giustizia contro Alphabet (-0,7% classe A). Davanti alla corte l’ad di Microsoft ha sostenuto che il rivale Google abbia monopolizzato il mercato della ricerca online: è la stessa tesi dalle autorità Usa, che accusano Google di soffocare di fatto i potenziali concorrenti.
Alle 15:30 le azioni Point Biopharma volano di oltre l’80%. Il valore è schizzato dopo che Eli Lilly (+0,2%) ha annunciato l’acquisizione del produttore di terapie antitumorali per 12,5 dollari ad azione in contanti: in totale valgono circa 1,4 miliardi di dollari.
Alle 15:30 il titolo Hp sale del 2,5%. La multinazionale statunitense della tecnologia si gode la doppia promozione di Bank of America, che ha alzato il rating delle azioni da underperform a buy. La banca americana prevede un miglioramento dei fondamentali per il produttore di computer, con il free cash flow che toccherà il fondo nel 2023. (riproduzione riservata)