La strada per il via libera all’innalzamento del tetto sul debito sembra ormai spianata. Dopo l’ok della Camera dei rappresentanti non dovrebbero esserci problemi per un esito altrettanto positivo al Senato, dove si dovrebbe votare entro 48 ore. Cosi a Wall Street il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,5%, lo S&P500 dell’1%, il Nasdaq dell’1,3%.
Apple (+1,6%, a 180,09 dollari) non ha risentito dell’esclusiva del Wall Street Journal, secondo cui molti clienti del conto lanciato dalla società guidata da Tim Cook in partnership con Goldman Sachs hanno difficoltà a ritirare i soldi lì depositati. Mentre Apple si è finora rifiutata di commentare la notizia, Goldman Sachs ha invece replicato che «la risposta dei clienti al nuovo conto di risparmio per gli utenti di Apple Card è stata eccellente e ha superato le nostre aspettative. Mentre la stragrande maggioranza dei clienti non vede ritardi nel trasferimento dei propri fondi, in un numero limitato di casi un utente potrebbe riscontrare un trasferimento ritardato a causa di processi in atto progettati per proteggere i propri account».
Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,5%, l’S&P 500 dello 0,9% e il Nasdaq dell’1,2%. Le borse Usa beneficiano dell’ok della Camera all’accordo sul tetto del debito, con il passaggio al Senato che avverrà entro 48 ore. Biden e McCarhy devono correre: l’intesa deve essere approvata entro il 5 giugno. Con il default quasi scongiurato, l’attenzione degli investitori potrà spostarsi sulla prossima riunione della Fed, prevista per il 13-14 giugno.
Il 31 maggio Philip Jefferson, vice governatore della banca centrale americana, ha ventilato la possibilità che la Fed possa tenere i tassi fermi. «Una scelta simile ci consentirebbe di valutare meglio gli effetti dei rialzi approvati finora», ha spiegato Jefferson. Ma lo stop sarebbe solo momentaneo: «Non significa che ulteriori aumenti non saranno approvati nel corso del ciclo corrente», ha aggiunto il banchiere. Anche il presidente della Fed di Philadelphia, Patrick Harker, è d’accordo: «Direi che possiamo prendere una pausa: se ulteriori rialzi dovessero rivelarsi necessari, avremo tutto il tempo di farlo alle riunioni successive».
Wall Street inverte la rotta e sale sopra la parità. Alle 17:00 il Dow Jones cresce dello 0,1%, l’S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,5%. Le borse Usa reagiscono al voto della Camera, che ha approvato l’intesa sul tetto del debito tra Biden e McCarthy (manca ancora l’ok del Senato). Ma anche la Cina ha un impatto sui listini americani. Il 31 maggio il pmi sotto le attese ha tinto di rosso Wall Street. Il 1° di giugno, invece, i dati macro in arrivo da Pechino spingono gli indici statunitensi: a maggio il Caixin China General Manufacturing Purchasing Managers’ Index, compilato da S&P Global e Caixin Global, sale a 50,9 dal 49,5 di aprile. L’indice Ism manifatturiero degli Usa si attesta invece a 46,9 punti a maggio, in lieve calo rispetto ai 47,1 di aprile e al consenso degli economisti (47 punti).
Oltre a Wall Street, anche il prezzo del petrolio inverte la rotta. Il Brent cresce del 2,4% e il Wti del 3%. Le scorte settimanali di greggio Usa salgono a 459,657 milioni di barili, in aumento di 4,489 milioni di barili rispetto alla settimana precedente. Le scorte settimanali di benzina si attestano a 216,07 milioni di barili, 207 mila in meno dei sette giorni precedenti. Le scorte di carburante raffinato crescono a 106,657 milioni di barili, in aumento di 985 mila barili rispetto alla settimana passata. Infine, le raffinerie americane hanno lavorato al 93,1% della capacità.
Wall Street apre la seduta in rosso. Il Dow Jones cede lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,2%. Le borse Usa non festeggiano l’ok alla Camera all’intesa sul rialzo del tetto del debito. Il Fiscal Responsibility Act è stato approvato con un ampio margine, 314 voti favorevoli contro 117 contrari. Ma per far passare il testo è stato necessario il sostegno bipartisan di democratici e repubblicani, con le ali radicali di entrambi i partiti che rimangono contrarie all’accordo raggiunto tra Joe Biden e Kevin McCarthy. La palla passa ora al Senato, dove i leader di entrambi gli schieramenti vogliono farlo approvare entro 48 ore: la data limite è il 5 giugno.
Le borse Usa soffrono la tonicità del mercato del lavoro americano. I lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 27 maggio, sono aumentati di 2 mila unità a 232 mila, meno delle attese (235 mila). Così il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione - relativo alla settimana terminata il 20 maggio - è salito di 6 mila unità a 1.795.000 unità. E con un mercato del lavoro ancora tonico la Fed avrà più spazio di manovra nel caso decida di proseguire nella stretta monetaria anche a giugno.
Ma il dollaro non reagisce ai possibili futuri rialzi dei tassi e l’euro guadagna sul biglietto verde: il cambio è a 1,0705 (+0,15%). Il petrolio, invece, è in leggero rosso: il prezzo del Brent scende dello 0,5% e quello del Wti dello 0,4%. Infine, il rendimento del Treasury si muove in cauto ribasso: è al 3,595% (-0,04%). Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo giovedì 1° giugno.
Il titolo Tesla apre la seduta in rosso dell’1,3%. Elon Musk ha superato Bernard Arnault ed è tornato a essere l’uomo più ricco al mondo. Il 1° giugno, secondo il Bloomberg Billionaires Index, il patrimonio di Musk vale 192 miliardi (Arnault 187 miliardi), in crescita di 55,3 miliardi da inizio 2023. Il sorpasso del patron di Tesla è stato permesso dalla frenata della moda, un settore molto sensibile alla crescita cinese, che sembra rallentare dopo i dati pmi del 31 maggio. Musk invece ha beneficiato della ripresa dei titoli tecnologici (vedi Nvidia), spinti dall’AI. Da inizio anno Tesla ha guadagnato il 65,5%.
Alle 15:30 le azioni C3.ai crollano del 23,8%. I risultati annuali della società di intelligenza artificiale hanno deluso le attese. Così il titolo è scende, nonostante una perdita inferiore alle previsioni degli analisti. Nello specifico, il fatturato ha raggiunto i 266,8 milioni (+5,6%). L’utile lordo ha toccato 180,5 milioni, cifra pari al 68% del margine lordo. La perdita netta per azione è stata invece di 2,45 dollari.
Il titolo Nordstrom sale del 4% all’apertura di Wall Street. I risultati del primo trimestre della catena della grande distribuzione hanno superato le aspettative. La società ha registrato un utile per azione di 7 centesimi e un fatturato di 3,18 miliardi. Entrambi i dati oltrepassano le stime degli analisti, che avevano previsto una perdita per azione di 10 centesimi e ricavi di 3,12 miliardi.
Le azioni Okta crollano del 20% durante i primi scambi. La società di software cloud paga i conti trimestrali in chiaroscuro. I risultati superiori alle previsioni del consenso, infatti, si confrontano con la decelerazione della crescita dei ricavi provenienti dagli abbonamenti. Il dato, affiancato a un ambiente macro in peggioramento, ha influito sul titolo e sul sentiment degli investitori. Bmo Capital Markets ha declassato le azioni Okta a «performance di mercato» da «sovraperformance».
Alle 15:30 il titolo Csx sale dell’1,5%. La compagnia ferroviaria statunitense beneficia del giudizio positivo di Ubs. La banca ha aggiornato il rating da neutral a buy per via della più forte attività di network di CSX: per Ubs sarà la leva della futura ripresa dei volumi. La banca svizzera, inoltre, ha alzato il target price a 37 dollari dai precedenti 33 dollari. Il titolo scambia sui 30 dollari: per Ubs potrà quindi salire di quasi il 20% nei prossimi mesi. (riproduzione riservata)