Le tensioni in Medio Oriente spingono verso l'alto il prezzo del petrolio: Wti a 88,32 dollari a barile (+1,9%), Brent a 91,52 dollari (+1,8%). Così il Dow Jones chiude in ribasso dell’1%, lo S&P500 dell’1,3%, il Nasdaq dell’1,6%. Mentre il rendimento del T-bond a 10 anni sale sopra il 4,90%, ai massimi dal 2007 e il mutuo trentennale a tasso fisso tocca l’8%, mai così alto dal 2000.
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 19:40 il Dow Jones cede lo 0,75%, l’S&P 500 l’1% e il Nasdaq l’1,26%. Nella settimana terminata il 13 ottobre le richieste di mutui sono diminuite del 6,9%, il calo più marcato da aprile che ha portato l’indice sul volume della domanda di mutui ai livelli più bassi dal 1995. Le richieste di rifinanziamento di un mutuo per la casa sono crollate del 9,9% nel periodo, mentre le domande di acquisto sono diminuite del 5,6%. Il tasso di interesse medio contrattuale per i mutui trentennali a tasso fisso con saldi di prestito conformi (726.200 dollari o meno) è invece aumentato di 3 punti base al 7,7%, il livello più alto dal novembre 2000. Non una sorpresa dopo l’aggressiva stretta monetaria effettuata dalla Fed, che ha portato i fed fund in una forchetta tra il 5,25% e il 5,5%.
Per il presidente della Federal Reserve di Filadelfia, Patrick Harker, «a meno che non ci sia una svolta decisiva nei dati, non ci saranno nuovi aumenti». Il banchiere centrale sottolinea però che «i tassi rimarranno alti per un pò’ di tempo» e che «se l’inflazione dovesse rimbalzare, non esiterei a sostenere ulteriori rialzi». Parole che spiegano come mai i rendimenti dei titoli di Stato Usa siano così alti. Il trentennale ha superato la soglia del 5%, mentre il Treasury a 10 anni rende il 4,9%. Anche il petrolio prende il volo con il conflitto in Israele che non dà segni di raffreddamento: il prezzo del Brent è salito dell’1,3% mentre quello del Wti di quasi il 2%. In questo contesto il biglietto verde si rafforza: il cambio euro-dollaro raggiunge quota 1,0531 (-0,42%).
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,7%. Sulle borse Usa pesa il contesto geopolitico, aggravatosi dopo il bombardamento dell’ospedale di Gaza, che ha provocato centinaia di morti. Per calmare le acque Joe Biden è volato in Israele, mentre Vladimir Putin è in Cina da Xi Jinping. Ma oltre alle mosse degli Stati, i mercati guardano con ansia alle prossime iniziative della Fed, che dovrebbe mantenere i tassi alti più a lungo del previsto. Una nuova conferma potrebbe arrivare giovedì 19 ottobre, quando il presidente Jerome Powell terrà un discorso all’Economic Club di New York.
Non aiuta nemmeno l’andamento del settore immobiliare, che fornisce notizie contrastanti. A settembre il numero di nuovi cantieri edili è salito a livello mensile a 1,358 milioni di unità (+7%), al di sotto del consenso (1,45 milioni). Si tratta comunque dell’aumento più grande da maggio, che segue il calo del 12,5% di agosto. Allo stesso tempo, i nuovi permessi per costruzioni sono scesi del 4,4% mese su mese a 1,473 milioni, la flessione maggiore dal novembre 2022. Il valore però è sopra il consenso (1,45 milioni). Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 18 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Morgan Stanley cede il 5,7%. Nel terzo trimestre gli utili della banca americana sono scesi a 2,26 miliardi (-9%), superando però le attese grazie all’apporto delle commissioni derivanti dalla gestione patrimoniale e agli investimenti in titoli. Anche l’utile per azione si è ridotto a 1,38 dollari dai precedenti 1,47 dollari, sopra il consenso (1,31 dollari). Bene invece i ricavi, cresciuti a 13,27 miliardi (2%), in linea con le aspettative.
Alle 15:30 le azioni Netflix perdono l’1%. La piattaforma di streaming diffonderà i conti a borse chiuse. Nel secondo trimestre Netflix ha aggiunto 6 milioni di abbonati, ben al di sopra delle aspettative, grazie al giro di vite nella condivisione delle password e all’introduzione di un abbonamento più economico. Ma le entrate sono salite solo del 3% a 8,2 miliardi, sotto delle stime. La società, inoltre, aveva emesso una guidance debole.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede l’1%. Anche il colosso guidato da Elon Musk pubblicherà i conti dopo il suono della campanella. Gli analisti hanno tagliato le stime sugli utili del terzo trimestre dopo i deludenti dati sulle consegne di inizio ottobre. Per il quarto trimestre, invece, gli esperti prevedono un utile rettificato di 73 centesimi per azione, in calo del 30%, mentre i ricavi dovrebbero salire del 14% a 24,38 miliardi.
Alle 15:30 le azioni United Airlines perdono il 7%. Nel terzo trimestre la compagnia aerea ha registrato una crescita degli utili e dei ricavi oltre le aspettative. La società però ha rilasciato una guidance morbida sui profitti del quarto trimestre per via della sospensione dei voli in Israele (causa guerra) e del caro carburante. L’utile per azione stimato tra 1,5 e 1,8 dollari è inferiore ai 2,06 dollari indicati dagli analisti.
Alle 15:30 il titolo Nvidia segna -3%. Morgan Stanley e Citi hanno abbassato il target price sul produttore di chip dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato nuove restrizioni sulla vendita alla Cina di chip di Intelligenza Artificiale avanzati. Entrambe le banche, però, hanno mantenuto il rating buy-equivalent sul titolo. (riproduzione riservata)