Mancano poche ore al voto della Camera Usa sull’accordo sul tetto del debito, negoziato dallo speaker della Camera Kevin McCarthy e dal presidente Joe Biden. E tutto fa pensare che verrà approvato. Eppure Wall Street ha chiuso in territorio negativo, con il Dow Jones in ribasso dello 0,4%, mentre sia lo S&P500 che il Nasdaq sono scesi dello 0,6%. Nvidia chiude in ribasso del 5,7%, allontanandosi dai 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Wall Street non inverte la rotta. Alle 19:00 il Dow Jones cede lo 0,65%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,75%. Gli occhi dei mercati sono puntati sul Congresso. La Camera dei rappresentanti americana voterà intorno alle 20:30 del 31 maggio (le 2:30 italiane) l’accordo sul tetto del debito, negoziato dallo speaker della Camera Kevin McCarthy e dal presidente Joe Biden. Il voto dovrà oltrepassare i malumori di diversi deputati repubblicani e democratici, che hanno già dichiarato di voler votare contro.
Alcuni parlamentari di estrema destra presenteranno una mozione per rimuovere McCarthy dalla carica di speaker della Camera. Mentre la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez voterà no all’accordo. Se il disegno di legge passerà andrà al Senato, e dopo un ulteriore voto finirà sulla scrivania di Biden per la firma che lo convertirà in legge. La procedura dovrà giungere al termine entro il 5 giugno. Dopo quella data gli Stati Uniti rischiano il default.
Wall Street prosegue la seduta in rosso ancora più marcato. Alle 17:00 il Dow Jones e l’S&P 500 perdono lo 0,8%, mentre il Nasdaq cede lo 0,7%. Le borse Usa sono in ansia per il voto sul rialzo del tetto del debito, con l’accordo tra Biden e McCarthy che dovrà superare le resistenze delle ale più estreme di repubblicani e democratici. Ma è la frenata della Cina il motivo principale del rosso sui listini americani ed europei. A maggio il pmi manifatturiero cinese scende a 48,8 punti dai 49,2 di aprile. Il dato negativo arriva dopo una striscia positiva di tre mesi e delude il consenso degli economisti, che avevano previsto un leggero miglioramento a 49,4 punti. Frena anche il pmi non manifatturiero, che si riduce a 54,5 punti dai 56,4 di aprile. Il consenso era a 55,2 punti. Il rallentamento del Dragone si ripercuote sul petrolio: Pechino è il maggiore importatore a livello mondiale.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones perde lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,2%. Sale l’attesa per il voto sul rialzo del tetto del debito Usa. Il 31 maggio l’accordo tra Joe Biden e Kevin McCarthy approderà alla Camera. Sia i democratici che i repubblicani hanno delle fronde interne contrarie all’intesa: la speranza dei due leader è che si possa creare una maggioranza unendo i voti dei parlamentari favorevoli di entrambi gli schieramenti. Tra sette giorni sarà il turno della Federal Reserve, che dovrà decidere se prendersi una pausa nella stretta monetaria.
Un ulteriore rialzo dei tassi darebbe forza al dollaro, che il 31 maggio guadagna sulla moneta unica: il cambio euro-dollaro è a 1,0690 (-0,42%). Il petrolio resta ancora in rosso: dopo le forti perdite del 30 maggio il prezzo del Brent scende dello 0,9% e quello del Wti dell’1,05%. Il rendimento del Treasury decennale, invece, continua a limarsi: diminuisce al 3,671% (-0,025%). Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo mercoledì 31 maggio.
Il titolo American Airlines sale del 2% all’apertura di Wall Street. La società ha alzato le aspettative per il secondo trimestre. In particolare, American Airlines ha aumentato le previsioni sugli utili per azione dalla fascia compresa tra gli 1,2 dollari e gli 1,4 dollari, a quella tra gli 1,45 dollari e gli 1,65 dollari. Inoltre, il vettore americano ha alzato le aspettative sui margini tra il 12,5% e il 14,5% dal precedente intervallo racchiuso tra l’11% e il 13%.
Alle 15:30 le azioni JPMorgan cedono l’1%. Dopo Musk anche Jamie Dimon è sbarcato in Cina. Dal palco del JP Morgan Global China Summit di Shanghai il banchiere statunitense è intervenuto sulle relazioni Usa-Cina e ha chiesto un «impegno reale» per ridurre le incomprensioni tra i due Paesi: «Altrimenti l’incertezza diminuirà la fiducia degli investitori». Dimon, inoltre, ha affermato che la banca svolgerà il ruolo di ponte verso Shanghai per le società straniere.
Il titolo Nvidia perde lo 0,5% all’apertura degli scambi. La società di semiconduttori, grazie alla spinta dell’AI, ha superato il trilione di dollari di capitalizzazione nella seduta del 30 maggio. Ma al termine degli scambi le azioni hanno ridotto la crescita al 3%, così il valore in borsa è sceso a 990 miliardi. L’obiettivo, adesso, è superare stabilmente i mille miliardi di dollari. Nvidia è la nona società a esserci riuscita: la prima è stata Apple nel 2018.
Alle 15:30 le azioni Advance Auto Parts crollano del 30%. Il rivenditore di componenti per auto ha deluso il consenso sugli utili, in netto calo nel trimestre. Advance Auto Parts ha registrato un utile per azione di 72 centesimi, un dato che si confronta con i 2,57 dollari per azione attesi dagli analisti. La società ha anche tagliato il dividendo trimestrale.
Il titolo Hewlett Packard Enterprise perde l’8,8% dopo l’apertura degli scambi per colpa dei risultati trimestrali in chiaroscuro. La società tecnologica americana ha ottenuto un utile per azione rettificato di 52 centesimi, battendo le stime degli analisti ferme a 48 centesimi per azione. Ma il risultato non si è ripetuto sul fronte del fatturato: i 6,97 miliardi raggiunti sono inferiori alla previsione di 7,31 miliardi. (riproduzione riservata)