Un forte aumento dell’intensità della guerra commerciale ha mandato Wall Street in spirale negativa, spingendo il Nasdaq in un mercato ribassista che si concretizza in un calo del 20% rispetto al suo massimo. Nel dettaglio il Nasdaq è sceso del 5,8%, lo S&P 500 del 6% e il Dow Jones del 5,5%. I ribassi sono diffusi, con meno di due dozzine di titoli S&P 500 in rialzo durante la giornata e più di due dozzine in calo del 10% o più. Fra i big tech Apple e Nvidia hanno lasciato sul terreno oltre il 7% e Tesla il 10,4%,
La decisione della Cina di applicare un dazio del 34% a tutte le merci importate dagli Stati Uniti giovedì prossimo, dopo l’entrata in vigore delle tariffe del presidente Trump, ha scosso i mercati perché ha ulteriormente ridotto le speranze che si potesse giungere presto a un accordo globale.
Un altro aspetto negativo risiede nelle dichiarazioni del presidente della Fed Jerome Powell, che ha affermato che l’economia statunitense probabilmente affronterà un periodo di inflazione e crescita più debole.
I trader hanno incrementato le scommesse sui tagli dei tassi di interesse, immaginando che la Fed dovrà sostenere l’economia. I prezzi del petrolio sono scesi ulteriormente, con il Wtri a circa 62 dollari al barile, il livello più basso dal 2021.
Gli investitori si sono precipitati sui titoli del Tesoro Usa, spingendo i rendimenti a 10 anni ben al di sotto del 4% prima di risalire nella tarda serata. Anche i titoli di stato di altre grandi economie, come Giappone, Germania e Regno Unito, hanno registrato un rally. I rendimenti obbligazionari scendono all’aumentare dei prezzi.
Il dollaro, dopo essere sceso bruscamente giovedì, ha recuperato leggermente ma rimane vicino ai livelli più deboli dell'anno.
I listini azionari statunitensi aprono in profondo rosso con il Dow Jones che scende del 2,4%, l’S&P 500 del 6% e il Nasdaq del 2,9% dopo che la Cina ha deciso di applicare dazi del 34% su tutte le merci importate dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile, in risposta alle tariffe annunciate dall'amministrazione Trump. Wall Street ha registrato il 3 aprile la peggiore seduta dal giugno del 2020. Il Vix, l'indice della volatilità e della paura a Wall Street, vola sopra quota 40, ai massimi intraday da agosto, riflettendo le tensioni sui mercati innescate dai dazi di Donald Trump. Mentre il rendimento del T-Bond scende sotto il 4%, al 3,994%.
«La risposta della Cina ai nuovi dazi statunitensi, che includono un’imposta del 34% sulle importazioni americane tra le altre misure, ha aumentato le preoccupazioni del mercato. Le azioni globali hanno esteso le perdite. Gli investitori sono preoccupati, e non solo per l'impatto economico diretto di questi dazi. Il timore è che la mossa possa portare a una potenziale ulteriore escalation della guerra commerciale da parte americana», afferma Roman Ziruk, senior market analyst di Ebury.
In seguito all'annuncio sui dazi del presidente Usa Donald Trump di mercoledì, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che le tariffe statunitensi delineate dovrebbero essere considerate un tetto massimo e sono soggette a negoziazione, a meno che i Paesi non reagiscano.
«Resta da vedere se gli annunci della Cina di oggi porteranno a ulteriori azioni da parte dell'amministrazione Trump, con pochi giorni rimasti prima che i dazi statunitensi (9 aprile) e cinesi (10 aprile) siano pronti a entrare in vigore», conclude l'esperto.
In attesa del discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, previsto alle 17:25, sul fronte macroeconomico l'economia degli Stati Uniti ha creato 228.000 posti di lavoro nei settori non agricoli a marzo, battendo nettamente il consenso degli economisti che si aspettavano un aumento di 140.000 unità. I posti di lavoro creati dal settore privato sono invece risultati pari a 209.000 unità. Sempre a marzo, il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2%, in lieve aumento rispetto al mese precedente (4,1%) e al di sopra del consenso degli economisti, che prevedevano un dato fermo al 4,1%. La retribuzione media oraria, infine, è cresciuta dello 0,3% a livello mensile, in linea con le attese del mercato, e del 3,8% su base annua.
Sul fronte societario le aziende con una grande esposizione alla Cina guidano i ribassi con Apple e Qualcomm in calo rispettivamente del 3,5% e del 4,5%. Tesla perde il 5,8%, Caterpillar il 6,8% e Nvidia il 5%. Aanche i titoli bancari aprono in grande affanno, viste le crescenti preoccupazioni di un rallentamento economico degli Stati Uniti. Morgan Stanley scende del 6,8%, Goldman Sachs del 6,2%, Citigroup del 7,7%, Jp Morgan del 5,8% e Wells Fargo del 5,5%. (riproduzione riservata)