«Non credo che sia più necessario aumentare i tassi». Queste parole del presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic pesano di più dei timori suscitati dalla guerra in corso in Israele. Così il Dow Jones chiude in rialzo dello 0,4%, lo S&P500 dello 0,5%, il Nasdaq dello 0,6%. Bostic non chiude ovviamente la porta a un rialzo, ma sottolinea che potrebbe essere necessario farlo solo in caso di sviluppi inattesi che potrebbero influenzare le prospettive economiche.
Da segnalare che gli sceneggiatori di Hollywood, rappresentati dalla Writers Guild of America (Wga), hanno ratificato un nuovo contratto triennale con gli studi cinematografici, mettendo ufficialmente fine allo sciopero che da cinque mesi grava sul settore. L'accordo ha ricevuto il 99% di consensi sugli 8.525 voti espressi e prevede un incremento del salario minimo e altri benefit, tra cui maggiori tutele contro l'adozione di strumenti di intelligenza artificiale.
Le borse Usa prendono quota nel corso della seduta. Alle 20:00 il Dow Jones sale dello 0,6%, l’S&P 500 dello 0,7% e il Nasdaq dello 0,7%. Dopo la riapertura del mercato obbligazionario, chiuso per il Columbus Day, i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni sono scesi al 4,65%: si tratta dei minimi da marzo dopo i massimi dal 2007 raggiunti nei giorni passati.
Il merito è dei commenti della presidente della Fed di Dallas: Lorie Logan ha spiegato che l’aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe svolgere «parte del lavoro di raffreddamento dell’economia, riducendo il bisogno di un ulteriore inasprimento della politica monetaria».
Sul fronte dell’economia reale si segnalano invece le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa, che nella prima settimana di ottobre sono salite del 4% a livello annuale, come rileva il Redbook Research Index. Al contrario, le scorte all’ingrosso sono diminuite dello 0,1% ad agosto rispetto a luglio. Il dato è in linea con le attese di mercato.
Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones è piatto, l’S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,3%. Le borse Usa guadano con un occhio alla guerra in Israele. Con l’altro puntano ai verbali del Fomc, il comitato direttivo della Fed, per cercare di trovare nuovi indizi sulle prossime mosse della banca centrale americana. I documenti verranno diffusi domani 11 ottobre, ma bisognerà aspettare giorno 12 per la pubblicazione del dato che sposterà davvero i mercati. Tra due giorni verrà reso noto il valore dell’inflazione di settembre, che aiuterà a capire fino a quando i tassi d’interesse resteranno alti.
Nell’attesa l’euro guadagna terreno sul dollaro: il cambio è a quota 1,0591 (+0,25%). La pressione sul Treasury decennale si abbassa: il rendimento è al 4,697% (-0,085%). Si ferma anche la corsa del petrolio: il prezzo del Brent e del Wti scende dello 0,8%. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 10 ottobre.
Alle 15:30 i titoli di Ford (+0,9%) e General Motors (-0,7%%) vanno in direzione opposta. Da un lato arrivano i primi segnali di avvicinamento tra le tre grandi case automobilistiche americane e il sindacato americano Uaw nelle trattative per il rinnovo del contratto. Dall’altro General Motors rischia che lo sciopero dei lavoratori si estenda agli stabilimenti in Canada.
Alle 15:30 le azioni Pepsi crescono dell’1,1%. Nel terzo trimestre il colosso delle bevande ha superato le aspettative degli analisti e ha alzato le previsioni sugli utili dell’intero anno fiscale. Pepsi ha riportato un utile rettificato di 2,25 dollari per azione su un fatturato di 23,45 miliardi, mentre il consenso era fermo a un utile di 2,15 dollari per azione su 23,39 miliardi di ricavi.
Alle 15:30 il titolo Drs sale del 5,6%. Dopo lo scoppio della guerra in Israele le società della difesa prendono il volo. La controllata di Leonardo viene aiutata anche dalle commesse della controllante, che secondo gli analisti si assicurerà 4,3 miliardi di nuovi contratti nel terzo trimestre.
Alle 15:30 le azioni Palantir Technologies balzano di quasi il 3%. L’esercito americano ha assegnato alla società un contratto da 250 milioni, della durata massima di tre anni, per testare e sviluppare l’Intelligenza Artificiale e l’apprendimento automatico.
Alle 15:30 il titolo Arm cresce dell’1%. Sbarcata da poco in borsa dopo un’ipo monstre, la società di semiconduttori si gode l’avvio della copertura da parte di diversi analisti. Sia JPMorgan, che Deutsche Bank e Goldman Sachs hanno una valutazione rialzista sul titolo. (riproduzione riservata)