Wall Street chiude in rialzo grazie alla Federal Reserve che lascia i tassi invariati al 5,25-5,50% ma prevede che entro l’anno verranno tagliati tre volte. Il Dow Jones sale dell’1%, S&P 500 dello 0,9%, toccando un nuovo massimo storico a 5.224 punti, e il Nasdaq dell’1,2%. Come da previsioni anche negli Stati Uniti la Federal Reserve lascia i tassi di interesse invariati al 5,25-5,5%, mantenendo i fed funds ai massimi da 22 anni. Insieme alla decisione, i banchieri hanno previsto nel dot plot (il grafico a punti con le previsioni dei banchieri) tre tagli dei tassi da tre quarti di punto percentuali entro la fine del 2024 (al 4,6%).
Per il 2025, invece, i banchieri stimano ulteriori tre tagli ai fed funds (al 3,9%), uno in meno rispetto alle ultime stime fornite. Il comitato prevede altre tre riduzioni nel 2026 (arrivando al 3,1%) e poi altre due in futuro, finché il tasso dei fondi federali non si assesterà intorno al 2,6%, vicino a quello che i politici stimano essere il «tasso neutrale», che non è né stimolativo né restrittivo.
Alzate le stime sulla crescita, con il pil visto al 2,1% nel 2024 invece che all’1,4% come precedentemente stimato. La proiezione dell’inflazione core è salita invece al 2,6% (in aumento dello 0,2% rispetto a prima) con il Fomc che si aspetta che l’indice ritorni al target del 2% entro il 2026.
Wall Street prosegue la seduta fiacca. Alle 17:00 il Dow Jones è piatto, così come S&P 500 e Nasdaq. Tra i migliori titoli di Wall Street si distingue Boeing, che sale del 2,5%. Seguono Walt Disney (+1,1%), 3M (+1%), American Express (+0,7%) e Jp Morgan (+0,8%). Le azioni più in sofferenza sono invece quelle di Chevron (-1,2%), Caterpillar (-1%), UnitedHealth (-0,75%), Amazon (-0,6%) e Ibm (-0,55%).
Lato macro, le scorte settimanali di petrolio degli Usa sono scese oltre le stime: nella settimana conclusasi il 15 marzo le riserve sono diminuite di 1,95 milioni di barili, mentre gli analisti si aspettavano un calo di 900 mila barili, più contenuto. Il mercato immobiliare cambia invece rotta. Dopo il precedente aumento del 7,1%, nella stessa settimana l’indice che misura il volume delle richieste di mutui è sceso dell’1,6%. E dopo quattro settimane i tassi ipotecari sono aumentati di 13 punti base al 6,97%.
Wall Street apre la seduta debole in attesa della decisione della Fed sui tassi. Alle 14:30 il Dow Jones e l’indice S&P 500 cedono lo 0,1%, mentre il Nasdaq è piatto. Le borse Usa pendono dalle parole che pronuncerà il presidente della banca centrale americana, Jerome Powell, per cercare nuovi indizi su quando inizierà il taglio dei tassi, previsto a giugno. Oggi, 20 marzo, i fed funds dovrebbero restare ancora fermi al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre 20 anni.
In questo contesto il cambio euro-dollaro scende a quota 1,084 (-0,25%), un movimento identico a quello del rendimento del Treasury decennale, ridottosi al 4,29%. Giornata nera invece per il petrolio dopo giorni in rally: il prezzo del Brent diminuisce dell’1,2% e quello del Wti dell’1,3%. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 20 marzo.
Alle 14:30 il titolo Intel sale dello 0,8%. Il gigante dei chip americano è pronto a investire 100 miliardi per costruire nuovi impianti ed espandere quelli esistenti negli Usa. Intel ha ricevuto quasi 20 miliardi tra sovvenzioni e prestiti dal governo Usa, che punta a ridurre la dipendenza da Cina e Taiwan.
Alle 14:30 le azioni Alphabet guadagnano lo 0,3%. La holding di Google ha ricevuto una sanzione antitrust da 250 milioni di euro dall’antitrust francese per una possibile violazione delle leggi europee sul copyright. La multa della Francia non è la prima per Alphabet in Europa: il conto da pagare nel 2022 aveva già superato in totale gli 8 miliardi.
Alle 14:30 il titolo BioNTech cede il 7,6%. La fine delle pandemia ha affossato i profitti dell’azienda farmaceutica partner di Pfizer nello sviluppo di uno dei vaccini contro il Covid. Nel 2023 BioNTech ha visto gli utili crollare a 930,3 milioni (-90%), così la società ha deciso di orientarsi verso un nuovo business: i farmaci anti-tumorali.
Alle 14:30 le azioni Pdd Holdings salgono del 9,2%. Nel quarto trimestre la multinazionale cinese del commercio che controlla la piattaforma Temu ha stracciato le previsioni degli analisti sui ricavi. Pdd Holdings ha registrato un fatturato di 88,88 miliardi di yuan, mentre gli analisti si attendevano 73,59 miliardi di ricavi.
Alle 14:30 il titolo Apple cede lo 0,5%. Le vendite di iPhone in Cina rallentano da mesi, a causa della spietata concorrenza dei produttori di smartphone locali, come Huawei. È in questo contesto che il ceo della Mela, Tim Cook, si è recato a Shanghai per l’inaugurazione di un nuovo store. In particolare, nelle prime sei settimane del 2024 le vendite di iPhone nel Dragone sono diminuite del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (riproduzione riservata)