Wall Street chiude in ribasso sulle parole del presidente della Federal Reserve Jerome Powell e sul rischio di allargamento al Libano della guerra in Israele. Così il Dow Jones perde lo 0,7%, lo S&P500 lo 0,8%, il Nasdaq l’1%. Powell suggerisce un’altra pausa sui tassi d’interesse: «Considerando le incertezze, i rischi e i progressi compiuti, stiamo procedendo con cautela», dice. Le prossime decisioni saranno prese «sulla base di tutti i dati» economici in arrivo. Tra i pericoli ci sono anche le tensioni geopolitiche, che dopo il conflitto a Gaza sono «molto elevate» e «rappresentano un rischio importante per l’attività economica globale».
Sia un eventuale nuovo rialzo dei tassi sia la durata della politica monetaria restrittiva dipenderanno dai dati in arrivo. Un invito alla cautela quindi, che aveva spinto le borse al rialzo nell’immediato. Poi l’attenzione dei mercati si è spostata sui passaggi più delicati, quelli in cui Powell ha spiegato come l’inflazione sia ancora troppo elevata, anche se si sta muovendo in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2%.
«Il percorso sarà probabilmente accidentato e richiederà del tempo», ha aggiunto, «ed eventuali passi indietro potrebbero giustificare un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Senza contare che la Fed manterrà la politica restrittiva finché non sarà sicura che l’inflazione sia sulla buona strada». Per Powell, inoltre, questa strategia «porterà a un rallentamento della crescita economica, che nel 2023 ha sorpreso al rialzo».
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 17:30 il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq cedono lo 0,2%. Oltre al mercato del lavoro, troppo tonico (leggi sotto), anche il settore immobiliare desta preoccupazione. A settembre le vendite di case già esistenti sono scese del 2% a livello mensile, raggiungendo un tasso annuale destagionalizzato di 3,96 milioni di unità (consenso a 3,94 milioni). Ma nonostante il calo della domanda i costi continuano a salire. Il prezzo mediano di vendita a livello nazionale è arrivato a 394.300 dollari (+2,8%).
Le cattive notizie arrivano anche dal superindice, che anticipa l’attività economica futura, sceso dello 0,7% a livello mensile (-0,3% il consenso). In un clima economico che mostra qualche crepa gli occhi dei mercati sono tutti sul presidente della Fed, Jerome Powell, che parlerà nel pomeriggio da New York. Gli investitori cercano indizi per capire quanto durerà la stagione dei tassi alti (i fed fund sono compresi in una forchetta che va dal 5,25% e 5,5%).
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq salgono dello 0,1%. L’economia Usa mostra segnali di rallentamento dopo che a ottobre l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia è salito a -9 punti da -13,5 punti di settembre, meno quindi dei -6,4 punti previsti dal mercato. Il mercato del lavoro però continua a mostrarsi tonico, con le richieste di sussidi di disoccupazione che sono calare a minimi da gennaio, a quota 198 mila. Il ribasso è di 13 mila unità, e porta le domande al di sotto delle stime di mercato, pari a 212 mila unità. Un’occupazione così solida preoccupa i mercati perché potrebbe indurre la Fed a lasciare i tassi elevati ancora più a lungo. Nuove informazioni in merito potrebbero arrivare nel pomeriggio, quando il presidente Jerome Powell terrà un discorso a New York.
Nell’attesa il biglietto verde perde terreno sulla moneta unica: il cambio euro-dollaro è a quota 1,0571 (+0,34%), spinto anche dalle novità sull’euro digitale. Frena invece il petrolio dopo la risalita dovuta al conflitto in Israele: il Brent rischia di scendere sotto i 90 dollari al barile (-0,9%), mentre il prezzo del Wti segna il -0,7%. Il Treasury segue un andamento opposto, con il rendimento del titolo a 30 anni ancora sopra il 5% e quello del decennale che si avvicina: è al 4,94%. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 19 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Tesla perde il 7% (qui l’aggiornamento in diretta). La casa di Elon Musk non deludeva gli analisti dal 2019. Lo ha fatto con i conti del terzo trimestre, che hanno mostrato un calo dell’utile netto a 1,85 miliardi (-44%) per effetto della politica di riduzione dei prezzi. La mossa ha contribuito a stimolare la domanda, ma ha compresso i margini. Male anche il fatturato di 23,35 miliardi, inferiore ai 24,1 miliardi stimati dagli analisti.
Alle 15:30 le azioni Netflix balzano del 14% (qui l’aggiornamento in diretta). Il colosso dello streaming ha concluso il trimestre con quasi 8,8 milioni di abbonati, oltre le stime, grazie alla stretta sulla condivisione delle password. Ora Netflix ha circa 247,2 milioni di abbonati in tutto il mondo, sopra i 243,8 milioni previsti. La società ha battuto le attese anche sull’utile per azione (pari a 3,73 dollari, più dei 3,49 stimati), mentre i ricavi (8,54 miliardi) sono stati in linea col consenso.
Alle 15:30 il titolo Meta sale dello 0,3% (qui l’aggiornamento in diretta). La Commissione Europea ha inviato la holding di Facebook, Instagram e WhatsApp a fornire maggiori informazioni sulle misure adottate dopo lo scoppio della guerra in Israele. In particolare, l’Ue vuole sapere come Meta dissuade la diffusione e l’amplificazione di contenuti illegali e disinformazione. La Commissione valuterà i passi da compiere dopo che la piattaforma avrà risposto: Meta potrebbe essere sanzionata.
Alle 15:30 le azioni Amazon guadagnano l’1,8% (qui l’aggiornamento in diretta). Il gigante dell’e-commerce ha lanciato i droni per le consegne di medicine. Il servizio si chiama Amazon Pharmacy ed è attivo solo per i clienti delle farmacie di College Station (Texas). Dalla fine del 2024 i droni arriveranno anche in Italia e nel Regno Unito. Inoltre, la società di Jeff Bezos sta anche testando un robot umanoide, Digit, in grado di aiutare i dipendenti nelle loro mansioni di routine.
Alle 15:30 il titolo Blackstone cede il 4%. I risultati del terzo trimestre del gestore patrimoniale sono stati inferiori alle previsioni. Blackstone ha registrato un utile per azione di 94 centesimi su un fatturato di 2,32 miliardi. Gli analisti di Wall Street si aspettavano invece 1,01 dollari per azione su 2,51 miliardi di ricavi. (riproduzione riservata)