Seduta contrastata a Wall Street, che comunque chiude in territorio positivo nonostante la guerra in Israele e i verbali della riunione di settembre del Comitato di politica monetaria della Fed, da cui risulta che la maggior parte dei suoi membri ha convenuto che un ulteriore rialzo dei tassi sarebbe «appropriato» e ha sottolineato la necessità di mantenere i tassi di interesse più alti più a lungo, dato che l'inflazione continua a tendere ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della banca centrale. Dow Jones +0,2%, S&P500 +0,4%, Nasdaq +0,7%. In calo del 2,3% il petrolio Wti, a 84,03 dollari al barile. Esordio deludente per Birkenstock che chiude in ribasso del 12,6% a 40,20 dollari.
Le borse statunitensi proseguono la seduta contrastate. Alle 17:30 il Dow Jones perde lo 0,05%, l’S&P 500 guadagna lo 0,04% e il Nasdaq cresce dello 0,36%. Il rendimento dei Treasury a 10 anni è ancora in calo al 4,57%. Continua la discesa del prezzo del petrolio: il Brent scambia a 85,8 dollari al barile (-2%) mentre il Wti è a quota 83,9 dollari (-2,47%).
Il raffreddamento dei prezzi del greggio si deve all’impegno dell’Arabia Saudita a contribuire a stabilizzare il mercato. L’Arabia Saudita è insieme alla Russia il principale esportatore di petrolio al mondo. I due paesi hanno discusso della situazione sul mercato petrolifero e del conflitto tra Israele e Hamas, secondo quanto ha detto il massimo funzionario petrolifero di Vladimir Putin. L’Arabia in particolare ha dichiarato che sta lavorando con i partner regionali e internazionali per prevenire un’escalation.
Le borse americane aprono la seduta in rialzo in attesa del dato sull’inflazione americana a settembre che sarà divulgato domani, 12 ottobre. Alle 15:30 il Dow Jones guadagna lo 0,36%, l’S&P 500 lo 0,38% e il Nasdaq lo 0,76%. Il rendimento dei Treasury scende al 4,6% mentre il cambio euro/dollaro è a quota 1,0617. Scende il prezzo del petrolio con il Brent che scambia a 86,73 dollari al barile (-1,06%) e il Wti a 84,84 dollari (-1,28%).
«Può sembrare sconcertante che i mercati si stiano riprendendo proprio mentre infuria un nuovo conflitto mortale. Ma i mercati, come sappiamo, sono molto cinici», commenta Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Di fatto è la conferma di quello che abbiamo già visto quest’anno: l’aggressione russa in Ucraina ha avuto solo un effetto attenuato, se non alcuno, sull’economia e sui mercati americani».
Prima dell’avvio delle contrattazioni sono stati resi noti i dati sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti: nel mese di settembre i prezzi sono aumentati dello 0,5% rispetto ad agosto, un incremento che supera le attese degli analisti di uno 0,3%. La componente core, depurata da beni alimentari, energetici e servizi commerciali, è cresciuta dello 0,3% (gli esperti prevedevano un rialzo dello 0,2%). Su base annuale i prezzi alla produzione sono più alti del 2,2% per il dato generale e del 2,8% per quello core.
Inoltre, il dollaro perde terreno rispetto all’euro e i rendimenti dei Treasury hanno smesso di salire dopo i commenti da colomba della Federal Reserve nei giorni passati: Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta, e Neel Kashkari, presidente della Fed di Minneapolis, hanno detto che la banca centrale non ha bisogno di aumentare i tassi. «La Fed si sta allontanando da ulteriori rialzi e il suo orientamento restrittivo potrebbe essere abbandonato entro dicembre», spiega Thierry Wizman, strategist di Macquarie. Ecco cinque titoli da monitorare oggi, 11 ottobre.
Alle 15:30 le azioni di Exxon Mobil perdono il 3,77% dopo che la società ha accettato di acquistare Pioneer Natural Resources per quasi 60 miliardi di dollari. Il prezzo di 253 dollari per azione corrisponde a un premio di quasi il 7% rispetto al valore di chiusura di Pioneer martedì 9. Exxon ha dichiarato che, una volta perfezionato l’accordo nei primi mesi del 2024, il volume di produzione nel Bacino Permiano sarà più che raddoppiato.
Alle 15:30 Hp cede lo 0,78%. La holding Berkshire Hathawayon, nelle ultime settimane ha ridotto la sua partecipazione in Hp al di sotto della soglia del 10%. L’ultima vendita segnalata è del 3 ottobre: essendo scesa sotto il 10%, la holding di Warren Buffett non ha più l’obbligo di comunicare alla Sec ogni movimento.
Alle 15:30 il titolo della casa farmaceutica guadagna il 2,58% sulla scia della notizia dell’efficacia di Ozempic sul trattamento delle malattie renali. A settembre Novo Nordisk aveva superato il colosso del lusso Lvmh come società più capitalizzata d’Europa.
Alle 15:30 le azioni di Csx cresce dello 0,7% dopo che JpMorgan ha portato il rating a overweight dichiarando che CSX rappresenta la «migliore opportunità di crescita a breve termine» tra i titoli ferroviari statunitensi.
Alle 15:30 l’azienda di vernici è il rialzo dell’1,33%. La Serwin-Williams ha dichiarato che Heidi G. Petz assumerà il ruolo di ceo dal 1° gennaio 2024, continuando a ricoprire anche il ruolo di presidente. (riproduzione riservata)