Il mercato azionario Usa segna nuovi record, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 chiudono la loro settimana migliore in un anno dopo la vittoria di Donald Trump. Nel dettaglio, il Dow Jones è salito di circa 260 punti (+0,6%), toccando per la prima volta quota 44.000 durante la seduta, per poi chiudere a 43.988,99, e l'indice S&P 500 ha aggiunto lo 0,4% per finire a 5.995,54. Il Nasdaq è rimasto invece indietro (+0,09%), pur raggiungendo un picco intraday.
Guardando ai singoli titoli, Tesla è salita dell’8,2% e la sua capitalizzazione di mercato ha superato la soglia dei mille miliardi di dollari. Axon Enterprises è balzato di oltre il 28%, dopo che la società ha aumentato le previsioni sui ricavi per l’intero anno. Fra le performance migliori, Trump Media è balzato del 15% dopo che il presidente eletto ha dichiarato di non avere intenzione di vendere le sue azioni nella società di social media.
Wall Street prosegue in rialzo l’ultima seduta di una settimana fortemente influenzata dall’esito del voto americano e dal taglio dei tassi da parte della Federal Reserve; il tutto mentre prosegue la stagione delle trimestrali. Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,5%, l’S&P 500 dello 0,4% (segnando nuovo massimo intraday) e il Nasdaq avanza lievemente dello 0,06%.
Negli Stati Uniti, la prossima sarà una settimana importante dal punto di vista macroeconomico. Mercoledì 13 novembre è attesa l’inflazione statunitense che, secondo gli strategist di Mps, è attesa accelerare nella componente headline (al 2,6% in linea con gli inflation swap) e rimanere ferma in quella core (3,3%).
I mercati osserveranno soprattutto la componente core-ex housing citata dal presidente della Fed, Jerome Powell, durante l’ultima riunione della Banca. Il rialzo, tuttavia, non sarebbe una sorpresa ed è atteso dalla stessa Fed in scia principalmente ad effetti statistici. Nel calendario è previsto anche il dato sulla fiducia delle piccole imprese (martedì 12) e le vendite al dettaglio importanti per le informazioni sui consumi (venerdì 15). Il mercato obbligazionario statunitense resterà invece chiuso lunedì 11 novembre per festività.
I listini azionari statunitensi proseguono in positivo, con il Dow Jones che sale per la prima volta oltre i 44 mila punti e mette a segno un nuovo record. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,6%, l’S&P avanza dello 0,4% e il Nasdaq segna un rialzo frazionale dello 0,02%.
Wall Street si avvia verso la miglior settimana in un anno, sostenuta dalla netta vittoria elettorale di Donald Trump alla Casa Bianca. Tutte e tre gli indici principali sono sulla buona strada per riportare forti guadagni settimanali, grazie in gran parte al rally di mercoledì dopo lo spoglio: l’S&P e il Dow Jones sono saliti rispettivamente di circa il 4,6% nella settimana. Il Nasdaq li ha battuti, con un rialzo del 5,4%.
Gli investitori ritengono che un governo controllato dai repubblicani sia più favorevole per i mercati. Trump ha bisogno di una bassa inflazione che aumenti i redditi, soprattutto per le famiglie americane che non hanno azioni o non possiedono una casa. Sarà poi fondamentale estendere le direttrici di crescita della sua riforma fiscale e la deregolamentazione del 2017 per liberare gli investimenti delle imprese.
Intanto Tesla continua la sua volata a Wall Street trainata dalla vittoria di Donald Trump e raggiunge i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione per la prima volta dall’aprile del 2022. Le azioni del colosso delle auto elettriche salgono del 7,6%, ma tra lunedì e giovedì, in scia alla vittoria di Donald Trump, il titolo ha messo a segno una crescita del 19%.
Al termine delle contrattazioni del 7 novembre, Tesla aveva una capitalizzazione di mercato di 807,1 miliardi di dollari, scrive Cnbc. Adesso si aggira intorno ai 1.016 miliardi. Secondo l’analista di Wedbush, Dan Ives, l’amministrazione Trump potrebbe comportare una minore regolamentazione per Tesla e altre aziende. La società di Elon Musk si unisce così al club delle americane con una capitalizzazione di mercato superiore ai 1.000 miliardi, tra cui figurano Nvidia, Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta.
Wall Street apre positiva, all’indomani di un’altra chiusura record per Nasdaq e S&P 500, innescata dalla netta vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane e dalla decisione di taglio dei tassi presa dalla Federal Reserve in linea con le attese del mercato. Il Dow Jones sale dello 0,16%, l’S&P avanza dello 0,19% e il Nasdaq dello 0,14%.
La Banca centrale americana, come atteso, ha operato un taglio di 25 punti base portando il tasso dei Federal funds in un intervallo compreso tra il 4,5% e il 4,75%. Ha infatti spiegato che «i rischi sugli obiettivi relativi a occupazione e inflazione sono più o meno in equilibrio».
Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha detto che «ci avviciniamo a tassi neutrali» e in virtù di questo «potrebbe essere appropriato procedere più lentamente con i tagli». Powell ha poi precisato che il risultato delle elezioni «non avrà effetti» sulla politica monetaria e che non si dimetterà neppure se fosse Trump a chiederglielo.
Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 8 novembre.
Alle 15:30 il titolo perde il 9%. Il colosso degli affitti brevi ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione che si è dimezzato su base annua attestandosi a 2,13 dollari (contro i 2,15 dollari attesi dal consenso). I ricavi sono saliti del 10% raggiungendo i 3,73 miliardi di dollari. In crescita anche le prenotazioni, aumentate dell’8% annuo a 122,8 milioni. La società ha registrato una crescita dell’ospitalità in tutti i mercati durante il terzo trimestre, contando più di 8 milioni di annunci attivi dopo averne rimossi più di 300 mila dallo scorso anno. Per il quarto trimestre Airbnb si aspetta ricavi compresi tra 2,39 e 2,44 miliardi, contro le attese del consenso a 2,42 miliardi, e una crescita su base annua delle prenotazioni superiore a quella dei tre mesi appena conclusi.
Alle 15:30 le azioni salgono dello 0,5%. Il conglomerato dei media americano ha riportato un debole terzo trimestre dell’anno, accusando la sotto-performance dei settori Tv e cinema, compensata dall’unità Direct-to-consumer. Nel dettaglio ha registrato un utile operativo in calo del 46% su base annua a 337 milioni di dollari. Anche i ricavi sono scesi, attestandosi a 6,73 miliardi dai 7,73 miliardi dell’anno precedente. Paramount sta attuando misure di taglio dei costi in tutta la compagnia (escludendo le unità legate alla produzione di contenuti) che dovrebbero tradursi in un risparmio annuale di 500 milioni.
Alle 15:30 il titolo avanza del 2,4%. La casa automobilistica delude le aspettative del mercato dopo aver tagliato i costi per avviare la produzione di un nuovo Suv (previsto per la fine dell’anno). Il produttore di auto elettriche ha registrato una perdita netta di 992,5 milioni di dollari, in crescita rispetto al rosso di 630 milioni riportati l’anno precedente. Tuttavia l’amministratore delegato, Peter Rawlinson, ha descritto il trimestre come un «punto di riferimento» per l’azienda, citando consegne record di 2.781 unità e le misure di riduzione dei conti. La società ha ribadito il piano di produrre circa 9 mila veicoli entro la fine di quest’anno, con un aumento del 6,8% rispetto alle 8.428 unità del 2023.
Alle 15:30 le azioni crollano del 13%. Nonostante i solidi risultati trimestrali, la società di San Francisco ha deluso il mercato a causa della previsione sui ricavi per il quarto trimestre. L’azienda di social media statunitense ha registrato un utile netto di 30,56 milioni di dollari, in crescita del 354% su base annua. Dopo aver riportato un fatturato di 898 milioni, la società per il quarto trimestre si aspetta di toccare un fatturato compreso tra i 1,125 e 1,145 miliardi: un dato che ha deluso le stime del consenso fissate a 1,143 miliardi. «La debolezza degli inserzionisti del settore cibo e bevande ha avuto un impatto negativo sulle vendite complessive», ha detto la cfo Julia Donnelly, che prevede che il crollo del settore continui con buone probabilità nel corso del quarto trimestre.
Alle 15:30 il titolo cede lo 0,2%. Il produttore di auto statunitense ha tagliato le previsioni per l’intero anno dopo aver mancato le aspettative di Wall Street nel terzo trimestre, riportando un significativo calo dei ricavi. Rivian ha ridotto la perdita netta nei tre mesi terminati a settembre, che si è attestata a 1,1 miliardi di dollari, dai 1,37 miliardi dell’anno precedente. I ricavi dell’azienda californiana sono scesi a 874 milioni (-34,8% su base annua) a causa delle interruzioni dei fornitori che hanno influito sulla produzione. «Il nostro obiettivo principale è raggiungere la redditività», ha dichiarato l’amministratore delegato della compagnia, RJ Scaringe, a Cnbc. «Guardando al quarto trimestre, continuiamo a puntare al margine lordo». Ora per l’inteor anno a società si aspetta una perdita rettificata compresa tra i 2,83 e i 2,88 miliardi. (riproduzione riservata)