Wall Street trova un alleato nell’inflazione Usa che frena. E così il Nasdaq chiude in rialzo dell’1,2%, l’S&P500 dello 0,5% mentre il Dow Jones cede lo 0,2%. È stato proprio il dato sui prezzi al consumo americani di febbraio, pubblicato ieri prima dell’apertura di Wall Street, a ridare un po’ di fiato alle borse dopo giorni di importanti flessioni provocate dalle dure politiche sui dazi attuate dal presidente Donald Trump. Tanto che il Nasdaq, alla chiusura di martedì 11, era ufficialmente entrato in fase di correzione, cioè aveva perso più del 10% dal picco toccato lo scorso dicembre.
L’inflazione negli Stati Uniti a febbraio è cresciuta meno delle attese: +0,2% su base mensile, dopo il +0,5% di gennaio e un decimale in meno rispetto al +0,3% stimato dagli analisti. Su base annua il carovita nel Paese è salito del 2,8%: in frenata dal +3% di gennaio e anche in questo caso minore del consenso, che si aspettava un incremento del 2,9%.
Certo, le incognite sono ancora numerose, come ricorda il responsabile degli investimenti di Moneyfarm, Richard Flax: «Con un tasso di inflazione annuale ancora al 2,8%, al di sopra dell'obiettivo del 2% stabilito dalla Federal Reserve, la banca centrale statunitense si trova ancora in una situazione di equilibrio precario». Tanto più che, ricorda il money manager, «gli ultimi annunci del presidente Trump in materia di dazi aggiungono ulteriore incertezza all’equazione, alimentando potenzialmente le pressioni sui prezzi anziché alleggerirle».
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 14.30 il Dow Jones guadagna lo 0,74%, il Nasdaq l’1,66% e lo S&P 500 l’1,2%. C’era la preoccupazione che la politica commerciale volatile del presidente Donald Trump avrebbe aumentato rallentato la crescita e alzato il livello dei prezzi, portando alla stagflazione. Un rapporto uscito ieri ha evidenziato un’inflazione nell’ultimo mese più debole del previsto e questo ha attenuato tali preoccupazioni.
I mercati analizzeranno questi dati in vista della prossima riunione della Federal Reserve, che si terrà tra il 18 e il 19 marzo. «Sarà davvero importante non vedere una sorpresa al rialzo sull'indice dei prezzi al consumo», ha dichiarato Ross Mayfield, investment analyst di Baird, perché a questo punto la Fed ha ampio spazio di manovra per tagliare i tassi e incentivare la domanda se l'economia dovesse rallentare in modo significativo. «Ma possono farlo solo se ritengono che le aspettative di inflazione e l'inflazione siano ben ancorate», ha puntualizzato Mayfield.
Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 12 marzo.
Alle 14.30 il titolo cresce del 22%. La guidance della società di e-commerce sui ricavi per il 2025 ha superato le previsioni degli analisti.
Alle 14.30 le azioni crescono del 2,35%. La compagnia di assicurazioni ha riportato per il quarto trimestre un calo su base annua dell’utile netto adjusted.
Alle 14.30 il titolo cresce del 3%. Il gestore di minimarket ha registrato nel terzo trimestre utili e ricavi superiori alle stime del consensus.
Alle 14.30 le azioni crescono del 5% grazie all’accordo da 5,3 miliardi di dollari per il farmaco contro l’obesità fatto con Zealand Pharma.
Alle 14.30 il titolo sale del 17%. L’azienda di servizi di styling online ha aumentato le sue previsioni di fatturato per l'anno fiscale e ha segnalato una perdita più contenuta nell’ultimo trimestre. (riproduzione riservata)