Wall Street chiude positiva grazie alle voci sempre più insistenti secondo cui Usa e Ue sono un passo dall’accordo sui dazi al 15%, sul modello di quanto è successo con il Giappone: Dow Jones +1,1%, S&P500 +0,8%, Nasdaq +0,6%.
Alle 18.00 Wall Street prosegue in positivo. Il Nasdaq sale dello 0,02%, lo S&P 500 dello 0,2% e il Dow Jones dello 0,44%.
Gli Stati Uniti stanno cercando di raggiungere accordi commerciali con altri Paesi prima della scadenza del 1° agosto. Questo dopo che Trump, il 2 aprile, ha mandato in tilt i mercati con il suo annuncio di dazi doganali estesi.
«Il mercato ha sempre più certezza sullo scenario e sulla politica commerciale estera adottata dalle aziende statunitensi, e francamente anche dalle aziende globali, e questo ci ha portato alla situazione attuale», ha dichiarato a Cnbc Keith Buchanan, senior portfolio manager di Global Investments. «Riteniamo che questo sarà lo scenario più probabile, che dipinge un quadro di maggiore volatilità per le azioni».
Il cambio euro/dollaro scende dello 0,04% mentre il rendimento del treasury decennale cresce dell’1,29%. Male il petrolio con il Wti a -0,4% e il Brent a -0,44%.
Wall Street apre la seduta in positivo. Alle 15.30 il Dow Jones guadagna lo 0,5%,lo S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,1%.
I titoli statunitensi trattano in rialzo dopo che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo commerciale con il Giappone che prevede dazi del 15% (anziché il 25%) sulle esportazioni nipponiche verso gli Stati Uniti.
Secondo gli strategist di Mps, l’aspetto più importante per il Giappone è che la tariffa del 15% si estenderà anche al settore auto, ponendo il Paese in una posizione di vantaggio rispetto ad altri importanti esportatori di veicoli, che da aprile si trovano ad affrontare un’imposta del 25% sulle esportazioni di tale settore. Il Giappone, inoltre, si è impegnato a migliorare l’accesso al mercato domestico per i beni americani, tra cui automobili, riso e altri prodotti agricoli, così come ad investire 550 miliardi di dollari negli Usa.
Riguardo a quest'ultimo aspetto, il capo negoziatore, Ryosei Akazawa, ha specificato che tali investimenti avverranno sotto forma di capitale e prestiti per sostenere gli investimenti delle aziende giapponesi in settori chiave come i prodotti farmaceutici e i semiconduttori, ma non sono stati forniti dettagli sulle tempistiche. «L’accordo dovrà essere siglato ufficialmente, ma rappresenta un elemento che fa ben sperare per le negoziazioni con gli altri Paesi, su tutti l’Unione Europea», sottolineano gli strategist.
Sul fronte macro, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è cresciuto dello 0,8% nella settimana terminata il 18 luglio, dopo la discesa del 10% nell’ottava precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono aumentate del 3,4%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece scese del 2,6%.
Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 23 luglio.
Alle 15.30 Il titolo alberghiero scende di quasi il 2% nonostante Hilton abbia registrato utili e ricavi del secondo trimestre superiori alle aspettative. Hilton ha riportato un utile rettificato di 2,20 dollari per azione su un fatturato di 3,14 miliardi di dollari, mentre gli analisti intervistati da Lseg si aspettavano utili tra 2,04 e 3,10 miliardi di dollari. La società ha anche alzato le sue previsioni sugli utili per l’intero anno, portandole tra 7,83 e 8,00 dollari per azione, rispetto al precedente intervallo compreso tra 7,76 e 7,94 dollari.
Alle 15.30 le azioni salgono del 3% dopo che il produttore di giocattoli ha riportato risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative degli analisti. L’azienda ha guadagnato 1,30 dollari per azione rettificati su un fatturato di 980,8 milioni di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile di 78 centesimi per azione su un fatturato di 880 milioni di dollari, secondo Lseg. Hasbro ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni sugli utili per l’intero anno, «spinta dalla performance della nostra divisione Wizards», ha dichiarato il Cfo Gina Goetter in una nota.
Alle 15.30 il titolo azionario del settore dei chip perde quasi il 10% dopo che l’azienda ha pubblicato una previsione per il terzo trimestre che ha deluso le aspettative. L’azienda di semiconduttori ha tuttavia pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative degli analisti per fatturato e utili.
Alle 15.30 le azioni della società di software aziendale quotata negli Stati Uniti sono scese del 4,2%. L’azienda ha registrato un fatturato di 9,03 miliardi di euro nel secondo trimestre, inferiore alla stima di consenso di Lseg di 9,08 miliardi di euro.
Alle 15.30 il titolo del settore solare è sceso dell’8% nelle prime contrattazioni dopo che l’azienda ha pubblicato una guidance sui ricavi per il terzo trimestre inferiore alle stime di Wall Street. Enphase ha affermato che i dazi hanno avuto un impatto sul suo margine lordo. (riproduzione riservata)