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Food&Wine

La chiave del successo nel mondo del vino è la comunicazione, parola di Leonardo Sagna importatore di Cristal e Romanée Conti

Quarta generazione dell’azienda che da un secolo distribuisce etichette entrate nel mito, Leonardo Sagna racconta il segreto di un successo lungo un secolo e le nuove sfida da affrontate  

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Da un secolo, Sagna importa etichette di vino e liquori entrate nel mito. E resta orgogliosamente familiare e indipendente, come le aziende che seleziona, racconta Leonardo la quarta generazione dell’azienda di Revigliasco torinese. 
Fondata nel 1928, Sagna ha fatto conoscere in Italia etichette mito come Romanée-Conti e la prima cuvée speciale della storia della Champagne, il Cristal di Louis Roederer. Non semplici distributori, ma come li definì il decano del giornalismo enoico Cesare Pillon «Importatori della cultura del vino». Una tradizione orgogliosamente familiare arrivata oggi alla quarta generazione con Leonardo Sagna che insieme con il fratello Carlo Alberto responsabile della parte commerciale, affianca il padre Massimo.

Gentleman. Da un secolo o giù di lì Sagna Importa cultura del vino che responsabilità comporta il ruolo?

Leonardo Sagna con il padre Massimo.
Leonardo Sagna con il padre Massimo.

Leonardo Sagna. Siamo molto riconoscenti per questa lusinghiera definizione, tributo al lavoro di chi ci ha preceduto. La responsabilità grande, perché importiamo e distribuiamo in Italia non solo delle bottiglie, ma veri e propri simboli di cultura e territorio. Oggi non si tratta più di fare cultura in senso stretto, essendo le informazioni tecniche già facilmente accessibili, ma piuttosto di trasmettere la passione, la storia e le emozioni dei produttori che rappresentiamo.

G. Sagna resta un’azienda orgogliosamente familiare e indipendente come le aziende che selezionate. Questa dimensione aiuta il dialogo e la comprensione?

L. S. L’approccio familiare ha guidato da sempre la nostra azienda, dalla gestione interna alla scelta dei partner, consentendoci di instaurare rapporti più diretti, sinceri e duraturi sia con i produttori che con i nostri clienti. L’elemento chiave è il rapporto umano e la comune visione a lungo termine, che spinge a scegliere sempre per la qualità, anche a discapito di maggiori utili immediati.

Castello di Neive, storica azienda delle Langhe, è una delle aziende distribuite da Sagna.
Castello di Neive, storica azienda delle Langhe, è una delle aziende distribuite da Sagna.

G. Per fare esempi concreti?

L. S. Alcuni esempi possono essere la conversione al biologico e alla permacultura della Maison di Champagne Roederer, iniziata 25 anni fa e di cui ora godiamo i benefici, o alcuni millesimati della Maison di Cognac Delamain, spiriti messi a invecchiare da una, due o più generazioni precedenti all’attuale. In un mondo dove tutto sembra correre verso la standardizzazione, mantenere uno spirito indipendente permette di salvaguardare e valorizzare le identità e le storie uniche di ciascuna azienda.

La sede di Sagna a Revigliasco torinese in quella che fu la residenza del fondatore.
La sede di Sagna a Revigliasco torinese in quella che fu la residenza del fondatore.

G. I vostri uffici si trovano a Revigliasco torinese in quella che fu la residenza del fondatore sulle colline fuori Torino. Si dice che i grandi vini nascono in posti belli, l’estetica conta anche per chi li importa?

L. S. L’estetica conta, e noi italiani abbiamo la fortuna di vivere in un paese che ne è bandiera. Questo ci porta a sviluppare la sensibilità necessaria per apprezzare quelle sfumature che fanno grande un quadro, una scultura, un vino. Se l’estetica è dunque importante per il produttore e per il consumatore, lo è anche per gli altri elementi della filiera: distributore, agente e ristoratore o enotecario. Dobbiamo assomigliarci tutti, affinché il messaggio del produttore riesca ad arrivare fino al consumatore.  

G. Con suo fratello Carlo Alberto rappresentate la quarta generazione in azienda, quali sono le sfide che attendono il mondo del vino e distillati di pregio?

L. S. Le sfide del nostro mondo sono molteplici e in continua evoluzione, alcune più repentine e passeggere, altre invece di lungo periodo e strutturali. Se le prime sono condizionate dal contesto geopolitico e dall’attualità, le seconde tratteggiano quello che potrebbe essere il mondo di domani. Innanzitutto, i cambiamenti climatici ci impongono una profonda riflessione sulle pratiche agricole e sulla sostenibilità produttiva, oltre che distributiva. A questo si affianca il costante calo dei consumi, contestuale a un aumento della qualità media. Trend ben riassunto dall’espressione che mio padre Massimo ripete da anni «si beve sempre meno ma sempre meglio».

La quarta generazione dei Sagna, Leonardo, a capo del settore amministrativo, e il fratello Carlo Alberto, di quello commerciale.
La quarta generazione dei Sagna, Leonardo, a capo del settore amministrativo, e il fratello Carlo Alberto, di quello commerciale.

G. A proposito di nuove abitudini di consumo, quelle delle nuove generazioni influiscono anche sulla fascia alta che rappresentate voi?

L. S. Le nuove generazioni mostrano una maggiore consapevolezza nei confronti del consumo di alcol e questo ha riflessi su tutto il nostro mondo, con sfumature diverse. Le categorie più interessate sono quelle di prima fascia, mentre il nostro portafoglio ne è al momento solo sfiorato, data l’età media più elevata dei nostri consumatori. Non possiamo tuttavia non considerare questa tendenza, convinti che un consumo consapevole possa arrivare anche a premiare i prodotti di qualità, a patto di restare fedeli a sé stessi, autentici, sostenibili e con un forte legame con il territorio. Come dicevamo prima, anche in questo caso la comunicazione è la chiave: far arrivare al consumatore il lavoro e l’anima del produttore. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/10/2025 00:03
Ultimo aggiornamento: 05/10/2025 00:03
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