In linea con le attese la Bank of England ha lasciato i tassi di interesse invariati al 5,25%. All’interno del board sette membri hanno votato per la conferma dei tassi, mentre due avrebbero già voluto un taglio di 25 punti base. Il calo dell’inflazione lievemente sopra la soglia del 3% «è incoraggiante» ha detto il governatore della Bank of England, Andrew Bailey. Tuttavia «non siamo ancora al punto in cui possiamo tagliare i tassi». A giugno la banca rivaluterà il quadro complessivo e il numero uno del Comitato direttivo non ha escluso, ma neanche assicurato, che possa esserci un primo taglio al costo del denaro.
«È probabile che dovremmo tagliare i tassi nei prossimi trimestri, anche più di quanto atteso dai mercati. Ma questo riguarda il futuro e dipenderà davvero da come si evolveranno i dati. Non abbiamo posizioni precostituite su quanto e quanto velocemente possiamo tagliare i tassi. Decideremo sul livello appropriato dei tassi a ogni riunione», ha concluso Bailey.
La banca centrale ha comunque confermato che il Regno Unito è uscito dalla «recessione tecnica» registrata a cavallo della fine dell’anno scorso. Per il secondo trimestre del 2024, la BoE ha rivisto la stima sulla crescita dal + 0,1% atteso finora a un + 0,4%, in scia all’incremento demografico della popolazione, ma anche ai primi effetti positivi attribuiti al taglio fiscale sui contributi previdenziali di milioni di cittadini britannici (National Insurance) introdotto dal governo conservatore di Rishi Sunak con l’ultima finanziaria.
Poiché l’inflazione ha iniziato a decelerare rispetto al picco raggiunto nel 2022, la Banca d’Inghilterra si trova ora con un ampio margine d’azione. Le proiezioni, secondo gli analisti di Ubp, indicano un calo del costo della vita al 2% su base annua, e si prevede che nei prossimi trimestri si manterrà in un range tra il 2 e il 2,5%. Questo suggerisce che la BoE probabilmente ridurrà il suo tasso di interesse principale dal 5,25% al 4% nel corso di quest’anno, con ulteriori tagli previsti nel 2025, puntando a un tasso finale tra il 3,50% e il 3,25%.
Sul fronte dei mercati, gli esperti di Ubp fanno notare che il sentiment nel Regno Unito ha subito un duro colpo. Gli indici britannici sono rimasti indietro rispetto agli altri paesi sviluppati dopo la Brexit e in seguito all’aumento dell’inflazione. «Tuttavia», spiegano, «vediamo un lato positivo: a nostro avviso un’economia in miglioramento e valutazioni azionarie interessanti attireranno nuovamente gli investitori sul mercato azionario Uk».
Così come stimato dalla banca, anche gli analisti ritengono che «l’economia inglese dovrebbe uscire dalla recessione nei prossimi mesi. La crescita economica dovrebbe riprendere slancio nel secondo trimestre, grazie all’aumento del potere d’acquisto e della domanda interna dopo un periodo caratterizzato da un calo del tenore di vita. Il mercato del lavoro ancora sano e un settore immobiliare in ripresa dopo tre anni difficili sono altri due fattori che contribuiscono ad aumentare la nostra fiducia verso questo mercato ora sottovalutato».
In questo quadro, con valutazioni azionarie depresse, da Ubp ritengono che gli indici inglesi potrebbero presto subire una rivalutazione, invogliando gli investitori a tornare sul mercato azionario del Regno Unito. «Ad esempio, l’indice Ftse 250 scambia con uno sconto di circa il 40% rispetto alle azioni globali, il che presenta opportunità promettenti, a condizione che gli investitori scelgano con cura i titoli», concludono gli esperti.
Subito dopo le comunicazioni della Bank of England, il Ftse 100 ha aggiornato i massimi. Il Ftse 100 è salito dello 0,3% a 8.380 punti (dopo aver toccato gli 8.390,76), toccando un nuovo record, mentre il Ftse 250, l’indice dei titoli a media capitalizzazione, ha invertito la rotta guadagnando lo 0,2%. I mercati monetari vedono ora una probabilità del 77% che la banca tagli i tassi di interesse in estate, rispetto al 72% precedente alla riunione. (riproduzione riservata)