Il sistema finanziario italiano a fine 2024 presenta pochi rischi ma «l’alto livello del debito pubblico e la bassa crescita potenziale aumentano la vulnerabilità del Paese agli sviluppi del quadro internazionale e a mutamenti nella percezione e nell’attitudine al rischio da parte degli investitori».
È quanto emerge dalla prima relazione annuale del Comitato per le politiche macroprudenziali – l’autorità indipendente composta dal governatore della Banca d’Italia, che lo presiede, dai presidenti della Consob, della Covip e dell’Ivass – tenutasi nel corso del 2024. La relazione aggiunge sul tema della vulnerabilità che «politiche di bilancio responsabili riducono l’esposizione dell’Italia a possibili episodi di contagio associati a tensioni provenienti dall’estero».
Nell’insieme le condizioni del sistema finanziario italiano sono favorevoli. Il settore bancario beneficia di elevati livelli di redditività e la posizione patrimoniale ha continuato a rafforzarsi. Il comparto assicurativo ha registrato un aumento della raccolta e una flessione dei rischi di liquidità, e presenta un grado consistente di patrimonializzazione.
I rischi del settore del risparmio gestito e di quello dei fondi pensione sono contenuti, anche per effetto delle loro caratteristiche strutturali. I principali rischi dell’Italia nel breve termine sono riconducibili al contesto esterno, in particolare agli effetti che potrebbero derivare dall’intensificarsi delle tensioni di natura geopolitica.
L’alto livello del debito pubblico e la bassa crescita potenziale aumentano la vulnerabilità del Paese agli sviluppi del quadro internazionale e a mutamenti nella percezione e nell’attitudine al rischio da parte degli investitori. Politiche di bilancio responsabili riducono l’esposizione dell’Italia a possibili episodi di contagio associati a tensioni provenienti dall’estero.
Le condizioni finanziarie delle famiglie sono nell’insieme solide, grazie a livelli di indebitamento contenuti. Il Comitato ha approfondito il fenomeno dell’aumento degli investimenti delle famiglie in certificates, strumenti finanziari complessi che possono esporre i detentori al rischio di perdite elevate al verificarsi di scenari di mercato sfavorevoli. È stato inoltre rilevato che recenti indagini campionarie indicano una crescita della quota di famiglie che investono in criptoattività, il prezzo delle quali è spesso caratterizzato da ampia volatilità.
Nel 2024 la capacità delle imprese di rimborsare i debiti ha beneficiato di condizioni di bilancio favorevoli, in particolare di una leva finanziaria molto inferiore al picco osservato nel 2011 e di ampie disponibilità liquide. La solvibilità delle imprese più indebitate potrebbe tuttavia risentire della debole crescita dell’economia e del permanere di alti costi di finanziamento.
In una situazione di generale solidità, il Comitato continuerà a seguire gli sviluppi connessi con gli investimenti in strumenti di complessa valutazione, come i certificates e le criptoattività. Inoltre, l’esperienza dell’ultimo biennio ha mostrato l’importanza di proseguire nell’analisi dell’esposizione delle assicurazioni al rischio di liquidità, che potrebbe risentire – in termini di raccolta premi – delle situazioni di crisi che hanno interessato di recente compagnie europee operanti in Italia. In base all’evoluzione dei rischi legati alla stabilità del sistema finanziario italiano, il Comitato, se necessario, potrà adottare iniziative per contenerli, nell’ambito delle competenze assegnategli dall’ordinamento. (riproduzione riservata)