L’inflazione nel Regno Unito è scesa al 3,4% a febbraio, il livello più basso da due anni e mezzo. Il dato è leggermente inferiore anche alle attese degli economisti che si aspettavano che l’Ufficio per le statistiche nazionali (Ons) avrebbe segnalato un indice al 3,5%, il più basso da settembre 2021, quando era del 3,1%. Su base mensile, il carovita è aumentato dello 0,6%, tornando in territorio positivo dopo il -0,6% di gennaio, mentre il dato core, che esclude la volatilità dei prezzi di cibo, energia, alcol e tabacco, è sceso al 4,5% annuo, al di sotto della stima di consenso del 4,6% e in calo rispetto al 5,1% di gennaio.
Il calo dell’indice dei prezzi darà una spinta al premier inglese in carica Rishi Sunak, che si è impegnato a ridurre l’inflazione, e aggiungerà speculazioni sulle prossime mosse della Banca d’Inghilterra che dovrebbe taglierà i tassi di interesse in estate. Gli investitori scommettono che l’inflazione crollerà ulteriormente nei mesi primaverili, riflettendo il forte calo del prezzo del gas naturale dallo scorso anno e un rallentamento dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
Su base mensile, ormai da un po’ di tempo i prezzi alla produzione dei prodotti alimentari sono rimasti stabili nel Regno Unito o leggermente negativi e ciò si riflette in modo evidente sui consumatori. Il tasso annuale di inflazione alimentare è attualmente pari al 5% e per gli esperti potrebbe scendere al di sotto dell’1% entro giugno.
«Ciò», secondo gli analisti di Ing, «insieme all’ulteriore spinta al ribasso proveniente dalle categorie dei beni primari, e ovviamente a una riduzione del 12% delle bollette energetiche delle famiglie prevista in poco meno di due settimane, dovrebbe portare l’inflazione complessiva al di sotto del 2% sia ad aprile che a maggio».
Per gli analisti è probabile che rimanga al di sotto dell’obiettivo della Banca d’Inghilterra per gran parte del 2024, soprattutto se si considera che si potrebbe vedere un altro calo percentuale a due cifre nelle bollette energetiche a luglio, quando l’autorità di regolamentazione del Paese aggiornerà nuovamente il tetto massimo dei prezzi delle famiglie.
Nonostante questo, gli analisti ricordano che sia il 2022 che il 2023 hanno visto enormi aumenti di prezzo in tutte le categorie del settore dei servizi durante il secondo trimestre, principalmente legati agli aumenti dei prezzi contrattuali annuali. Ciò aggiunge un certo grado di imprevedibilità ai dati mensili sui prezzi. «Riteniamo che la Bank of England vorrà avere in mano i dati sull’inflazione per aprile e maggio prima di fare qualsiasi cosa sui tassi di interesse».
Secondo gli esperti, i dati sull’inflazione dei servizi e sulla crescita dei salari sorprenderanno al ribasso prima della riunione di giugno, allora c'è la possibilità che si ottenga un taglio dei tassi a questo punto. «Ma più probabilmente», concludono, «pensiamo che il comitato aspetterà qualche numero in più e anche una nuova serie di previsioni, il che rende agosto un candidato più probabile per il primo taglio dei tassi». (riproduzione riservata)