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L’inflazione in Italia rallenta al 7,6% per effetto dell’energia, ma è tra le più alte in Europa. In Germania l’indice scende al 6,1%
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L’inflazione in Italia rallenta al 7,6% per effetto dell’energia, ma è tra le più alte in Europa. In Germania l’indice scende al 6,1%

31 maggio 2023, 11:40 Ultimo aggiornamento: 18:27

I dati Istat relativi al mese di maggio mostrano che il carrello della spesa rallenta ma segna ancora un +11,3%. Assoutenti stima che in Italia la spesa alimentare vola così a +915 euro a famiglia su base annua. I prezzi della verdura balzano del 13,9% condizionati anche dal maltempo | Bce, la stretta sui tassi avrà massimo impatto sull’inflazione solo nel 2024

L’inflazione in Italia riprende a scendere a maggio, tornando, dopo la risalita registrata ad aprile (al 8,2%), al livello di marzo 2023 del 7,6% (il dato mensile cresce dello 0,3%). Nonostante il dato in calo rispetto al mese precedente, l’indicatore italiano supera comunque le attese degli analisti (al 7,4%) ed è comunque molto più alto rispetto agli altri dati sui prezzi dei paesi della zona euro.

Stando ai dati forniti dagli istituti di statistica nazionali, l’inflazione spagnola è infatti scesa a maggio al 3,2% e quella francese al 5,1%. Nella prima economia europea, la Germania, l’inflazione è scesa al 6,1% nel mese di maggio dal 7,2% di aprile. Un risultato in questo caso anche migliore delle attese del mercato al 6,5%. Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,1% rispetto ad aprile.

A influenzare il rallentamento dei prezzi è l’energia

La decelerazione del tasso di inflazione, spiega l’Istat, si deve, in prima battuta, al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da +26,6% a +20,5%) e, in misura minore, degli alimentari lavorati (da +14% a +13,4%), degli altri beni e dei servizi relativi ai trasporti. Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalle tensioni al rialzo dei prezzi degli alimentari e dei servizi relativi all’abitazione.

Ad essere ancora alta, è anche l’inflazione di fondo, dato attentamente monitorato dalla Banca Centrale Europea in vista delle decisioni di politica monetaria. Al netto degli energetici e degli alimentari freschi, il dato rallenta ancora, sebbene di poco, da 6,2% a 6,1%. Una stima uguale a quella spagnola.

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In rialzo i prezzi delle verdure a causa del maltempo

I prezzi della verdura, in particolare, a maggio balzano del 13,9% condizionati dall’andamento del meteo, con il moltiplicarsi di eventi estremi, che hanno colpito duramente le coltivazioni in campo riducendone la disponibilità. Il dato emerge dal commento dalla Coldiretti sull’andamento dell’inflazione a maggio, che evidenzia un aumento dell’11,6% del carrello della spesa superiore al dato medio dell’inflazione che è scesa al 7,6%.

«Proseguono inoltre», osserva la Coldiretti, «le difficoltà per le famiglie che nel corso del 2022 hanno portato gli italiani a tagliare gli acquisti di frutta e verdura che sono crollati del 9% in quantità rispetto all’anno precedente, ai minimi da inizio secolo, secondo l’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Cso Italy. Il risultato è che con 5,5 miliardi di chili nel 2022 il consumo di frutta e verdura degli italiani, precisa la Coldiretti, è risultato di mezzo miliardo di chili inferiore a quello dell'anno precedente con preoccupanti effetti sulla salute dei cittadini".

Le difficoltà si estendono dalle tavole dei consumatori alle campagne dove la Coldirette analizza che oltre 1/3 delle aziende agricole (il 34%) si trova costretta a lavorare in una condizione di reddito negativo mentre il 13% è addirittura in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività secondo il Crea che evidenzia i forti aumenti dei costi di produzione. 

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La spesa alimentare vola a +915 euro a famiglia

Nonostante la frenata dell’inflazione, solo per l’acquisto di cibo e bevande una famiglia con due figli si ritrova oggi a spendere 915 euro in più su base annua, a causa dei pesanti rincari che hanno colpito il settore alimentare, secondo le stime di Assoutenti. «I consumatori stanno reagendo tagliando la spesa alimentare e rinunciando sempre più alla qualità, pur di far quadrare i conti a fine mese», spiega il presidente Furio Truzzi. «Per questo crediamo sia indispensabile realizzare, in collaborazione con la Gdo, i produttori e gli enti locali, un paniere di beni a prezzi calmierati, da individuare mese per mese a seconda dell’andamento dei listini al dettaglio, per consentire a tutte le famiglie», conclude Truzzi, «di mettere il cibo in tavola senza subire salassi, tutelando così redditi e potere d’acquisto».

La Bce aumenterà i tassi nonostante l’inflazione in calo?

I dati sui prezzi dei singoli Paesi della zona euro, e della Germania in particolare, sono un’importante indicazione del tasso complessivo di inflazione nell’intera area dell’euro (il dato di maggio verrà pubblicato giovedì 1 giugno dall’Eurostat). Le dinamiche dei prezzi nei singoli paesi dell’area valutaria sono decisive per le future decisioni di politica dei tassi d’interesse della Banca Centrale Europea. All’inizio di maggio Francoforte ha alzato per la settima volta consecutiva il tasso di riferimento nell’area dell’euro al 3,75%. Adesso, nonostante il calo dell’inflazione, gli esperti si aspettano comunque ulteriori aumenti dei tassi anche nelle prossime riunioni di giugno e luglio. Tra gli esperti, c’è anche chi inizia a credere che i rialzi dei tassi potrebbero proseguire anche dopo l’estate se i dati sull’inflazione core non intraprenderanno un netto trend al ribasso nei prossimi mesi. (riproduzione riservata)



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