skin track
Christine Lagarde
Christine Lagarde
Analisi Leggi dopo

L’Europa rischia la recessione più di ogni altra area. Per la Bce è tempo di una pausa sui tassi

20 ottobre 2023, 21:30 Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2023, 12:25

L’Eurozona ha le peggiori prospettive economiche a livello globale secondo gli indici Pmi. Il risparmio accumulato durante la pandemia si è esaurito. Il conflitto a Gaza è un’incertezza ulteriore

La Bce e la Fed potrebbero aver toccato il punto più alto sui tassi. L’inflazione sta scendendo con rapidità. Nell’Eurozona è arrivata al 4,3% a settembre, meno della metà rispetto al massimo di ottobre 2022 del 10,6%. Altri cali sono attesi nei prossimi mesi. Negli Usa l’inflazione è attesa al 3,5% a settembre, dal picco del 7,1% di giugno 2022. Anche la componente core, al netto di energia e cibo, è in forte calo, ancora di più se si osservano i valori a tre e sei mesi.

Il calo dell’inflazione

Sta emergendo con evidenza che l’inflazione è salita a causa di uno shock dell’offerta legato ai prezzi dell’energia. Ora il carovita sta scendendo proprio perché quello shock sta svanendo. I prezzi alla produzione stanno calando a tassi record: in Germania sono su livelli toccati solo nel 1949. Il principale rischio per l’inflazione è legato così a nuove impennate di gas e petrolio per un eventuale allargamento della guerra a Gaza. Ma non si intravedono pericoli particolari legati ad aspettative, domanda o salari.

«Prevediamo che l’inflazione si assesterà verso l’obiettivo del 2% da qui al 2025. Non vediamo alcuna ragione che modifichi questa tendenza», ha detto il governatore francese François Villeroy de Galhau dopo l’esplosione del conflitto Israele-Hamas. I prezzi del petrolio, ha aggiunto, rappresentano solo una piccola parte dell’inflazione che nel complesso è in calo «in modo chiaro». Villeroy ha poi aggiunto: «Non ci troviamo oggi in una situazione simile a quella della guerra del Kippur, ma dobbiamo rimanere molto vigili perché è aumentata l’incertezza economica».

Il problema della crescita

Mentre l’inflazione sembra avviata in un trend di discesa, pur con qualche possibile rialzo mensile, il problema principale all’orizzonte è ora quello della crescita. L’Eurozona è l’area più a rischio, secondo quanto emerge dal confronto degli indici globali Pmi, anticipatori del ciclo economico, analizzati da Hsbc (si veda grafico in pagina). L’indice relativo alla manifattura di settembre è arrivato a 43,4 nell’Eurozona, molto sotto la soglia di 50 che separa la contrazione dall’espansione dell’economia. Solo il Regno Unito si avvicina (con 44,3). Tutte le altre aree geografiche, per quanto deboli, sono su livelli più alti, attorno a 50. L’Eurozona ha il dato peggiore anche se si osservano gli indici relativi ai servizi (con un valore di 48,7). «L’Europa sta andando molto peggio delle altre aree», ha concluso Hsbc.

Arriva l’effetto della stretta

In questo scenario avranno adesso pieno effetto le strette varate in passato dalle banche centrali. Quelle della Bce rischiano di essere le più dolorose e di farsi sentire quando non servono più per abbassare l’inflazione, colpendo un’economia probabilmente già in contrazione. L’effetto si è già iniziato a vedere sul credito alle imprese che in alcuni Paesi sta calando a un ritmo superiore a quello della crisi del debito sovrano (in Italia -6,4% ad agosto su base annua secondo i dati Banca d’Italia). Inoltre anche i tassi di mercato, innanzitutto quelli dei titoli di Stato, nelle ultime settimane si sono alzati, soprattutto a causa delle dinamiche negli Usa, con impatto restrittivo sulle condizioni finanziarie.

Il risparmio della pandemia è finito

Finora l’economia ha resistito meglio grazie al risparmio accumulato da famiglie e imprese durante la pandemia: è stato un cuscinetto di protezione per consumi e investimenti in uno scenario di forte rialzo dei prezzi dell’energia e dei tassi. Questo effetto positivo è però arrivato al termine. Come hanno osservato due economisti di Unicredit, Tullia Bucco e Daniel Vernazza, «l’aumento del risparmio delle famiglie legato alla pandemia fornirà un sostegno minimo o nullo all’economia. La ricchezza netta delle famiglie e le attività liquide spendibili, se espresse in termini reali, sono tornate ai livelli pre-pandemia nell’area euro e ben al di sotto del picco negli Stati Uniti». La conclusione degli economisti è che «in assenza di una riserva di risparmio è aumentata la vulnerabilità delle famiglie all’aumento dei tassi e all’indebolimento del mercato del lavoro».

Lo scenario complessivo per l’Eurozona è stato così riassunto da Erik Nielsen, chief economics advisor di Unicredit: «Non è una bella prospettiva quella di un’economia piatta con un’esaurita capacità di resistenza che viene colpita dalla trasmissione della più forte stretta monetaria della storia moderna». Questo quadro «aumenta sempre più i rischi per la stabilità finanziaria». Anche alla luce di queste considerazioni l’ultimo rialzo dei tassi di 25 punti base a metà settembre appare un rischio eccessivo per l’Eurozona. Francoforte ha escluso l’ipotesi di tagli dei tassi a breve termine e questo per Nielsen potrebbe significare che «l’economia dovrebbe crollare in modo violento per far cambiare idea alla Bce».

La linea di Fed e Bce

La Fed ha mandato segnali di cautela che indicano una nuova probabile pausa sui tassi. La banca centrale Usa non vuole correre rischi inutili sulla crescita, nonostante la situazione economica molto migliore negli Stati Uniti. La Bce si riunirà di nuovo giovedì 26 ottobre: stavolta nessuno prevede un ulteriore aumento dei tassi. Persino la Bundesbank ha riconosciuto che «la pausa è un’opzione». Ma l’attenzione di sposterà sulle indicazioni della presidente Christine Lagarde relative alla durata della restrizione e quindi riguardo al primo taglio. Inoltre si cercheranno indizi su una possibile riduzione accelerata del bilancio, come richiesto dalla Bundesbank e da altri falchi. In particolare si guarda ai reinvestimenti di titoli del piano pandemico Pepp che però sono la prima linea di difesa della Bce contro eventuali aumenti ingiustificati degli spread.

Il conflitto Israele-Hamas per ora non incide sull’inflazione ma aumenta l’incertezza: la guerra «non contribuirà certo a rilanciare la fiducia, i consumi o gli investimenti», ha osservato il governatore spagnolo Pablo Hernandez De Cos che sul Pepp ha aggiunto: «La prudenza è d’obbligo». I falchi vogliono iniziare le discussioni al più presto ma sarebbe del tutto controproducente per la Bce privarsi di uno strumento utile in una fase di incertezza, anche considerando la discesa dell’inflazione. La maggior parte degli analisti così non si aspetta novità sul Pepp alla prossima riunione. Dopo dieci aumenti dei tassi consecutivi Francoforte dovrebbe mostrare più cautela e un approccio «wait and see» più simile a quello della Fed. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)