Ottimo inizio di settimana per Piazza Affari, con l'indice FtseMib che ha terminato la prima seduta settimanale in rialzo dell'1,34% a 22.390 punti, lasciandosi alla spalle i consistenti ribassi registrati a partire dalla metà della settimana scorsa. Nelle sedute precedenti, infatti, ha giocato un ruolo chiave l'allargamento dello spread Btp/Bund, salito oltre quota 150 punti base a causa dell'incertezza sul fronte politico italiano, che a sua volta ha appesantito il comparto bancario. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e l'omologo tedesco oggi è tornato sotto la soglia dei 150 punti base, scendendo a quota 149,281.
La seduta odierna è stata caratterizzata dall'entusiasmo attorno all'iter di approvazione della riforma fiscale statunitense. Il presidente Usa, Donald Trump, ha definito la riforma fiscale da 1.500 miliardi di dollari come un regalo di Natale per tutto il paese. Il tax plan sará approvato nelle prossime ore (forse già oggi alla Camera e domani in Senato) per andare sul tavolo dello Studio Ovale, alla firma di Trump, entro la settimana, sicuramente prima di Natale. L'aliquota sugli utili delle aziende è prevista in discesa dall'attuale 35% al 21%.
Secondo Andrea Delitala e Marco Piersimoni, rispettivamente Head of Investment Advisory e Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management, "il quadro di riferimento per gli investimenti azionari è sulla carta ancora favorevole anche se la prudenza è raccomandabile date le valutazioni azionarie raggiunte: da un lato crescita globale sincronizzata, inflazione in timida ripresa e profitti societari inducono all'ottimismo, dall'altro lato bisogna fare attenzione al drenaggio di liquidità da parte delle banche centrali. L'ospite indesiderato", hanno spiegato gli esperti, "potrebbe essere l'inflazione che costringe le Banche centrali ad un atteggiamento più aggressivo nel processo di normalizzazione. Secondo i dati dei nostri economisti ci sono diversi indicatori leading sull'inflazione che segnalano questo evento".
Sul fronte macroeconomico, il tasso di inflazione annuale della zona euro si è attestato all'1,5% a novembre contro l'1,4% di ottobre, secondo i dati consolidati pubblicati questa mattina da Eurostat. L'Unione europea a 28 ha registrato invece un aumento dei prezzi dell'1,8% contro l'1,17% di ottobre. L'Italia è rimasta sotto la media dell'Eurozona, con un tasso dell'inflazione dell'1,1%.
Tra i singoli titoli di Piazza Affari, hanno brillato Saipem (+4,69% a 3,482 euro) e Cnh I. (+2,81% a 11,34 euro). Eni (+0,86% a 14,06 euro) ha ripreso ieri la produzone di petrolio nel giacimento artico norvegese del Goliat, dopo un'interruzione di oltre due mesi.
Leonardo ha chiuso la seduta con un +2,98% a 10,21 euro. Il gruppo è stato premiato con il più importante riconoscimento dedicato all'innovazione made in Italy.
In luce anche Fca (+2,53% a 15,4 euro), su cui Fitch venerdì scorso ha alzato il rating da BB- a BB, confermando l'outlook stabile. Mentre la linea di produzione del modello Fiat Punto nello stabilimento di Melfi sarà ferma dal 22 al 27 gennaio del prossimo anno. Tutti gli addetti della linea, 920 operai e 20 impiegati, andranno quindi in cassa integrazione ordinaria. L'azienda ha anche comunicato ai sindacati che la linea del suv (Jeep Renegade e Fiat 500X) andrà in cassa integrazione da Natale al 31 dicembre. Questa sospensione interesserà 5.971 operai e 513 impiegati.
Nel comparto del lusso, particolarmente positiva Moncler (+2,27% a 25,21 euro), che ha festeggiato in Borsa la sigla dell'accordo preventivo con l'Agenzia delle Entrate per l'accesso all'agevolazione fiscale del Patent Box, e S.Ferragamo (+1,70% a 21,51 euro) rimbalzato dopo il tonfo di venerdì in scia all'annuncio del profit warning lanciato sui conti del 2018.
Bene Luxottica (+1,09% a 51,00 euro). Il mercato ha premiato la nuova governance: uscito Vian, le deleghe sono state concentrate nelle mani di Del Vecchio, presidente esecutivo, e di Milleri, vice presidente esecutivo che ha assunto l'incarico di ceo. In vista della fusione con Essilor, Del Vecchio ha promesso che si impegnerà per tenere la quotazione di Luxottica anche a Milano.
Tra i titoli del comparto bancario, Unicredit +1,73%, Ubi B. +1,68%, Intesa Sanpaolo +0,57%, Mediobanca +0,53%. In spolvero B.Mps (+2,96% a 3,83 euro). L'assemblea degli azionisti ha approvato la copertura di perdite complessive per 5,3 miliardi di euro attraverso la riduzione del capitale sociale. Inoltre, nella parte straordinaria, l'assemblea ha approvato le modifiche statutarie di 17 articoli.
Poste I. ha chiuso in rialzo dello 0,71% a 6,41 euro dopo che Moody's ha promosso il nuovo accordo triennale siglato tra Poste I. e Cassa Depositi e Prestiti. Secondo l'agenzia, l'accordo è positivo per Poste, in quanto le commissioni incassate per la distribuzione del risparmio postale rappresentano un contributo importante al fatturato e ai profitti di gruppo, pari a circa il 18% dei ricavi rettificati di gruppo consolidate e il 30% del giro d'affari della divisione Servizi Finanziari.
In positivo anche Bper (+0,24%), che venerdì scorso ha comunicato che l'atto di fusione per incorporazione di Carife Sim in Optima Sim è stato iscritto nei registri delle imprese delle società partecipanti alla fusione. La banca sta anche lavorando alla cartolarizzazione di un portafoglio da 1,8 miliardi di crediti deteriorati. L'operazione dovrebbe essere finalizzata tra la fine del 2018 e il primo trimestre 2019.
Acquisti su Recordati (+1,86% a 37,25 euro) che ha annunciato l'acquisto di tre prodotti da Bayer Consumer Health, incrementando così la sua presenza nell'area della gastroenterologia.
In controtendenza Mediaset (-2,38% a 3,206 euro) con il mercato che aspetta notizie concrete sul fronte dell'accordo con Vivendi su Premium. Fonti di stampa ha evidenziato che i due gruppi hanno chiesto un rinvio dell'udienza di domani per lavorare sull'intesa.
Sul resto del listino ha brillato Ternienergia (+15,59% a 0,682 euro) dopo che la società ha ricevuto da un primario operatore di investimento internazionale nel settore fotovoltaico un'offerta vincolante per l'acquisto di alcuni impianti fotovoltaici per 16,8 Mw, detenuti dalle Spv (Special Purpose vehicle) Energia Alternativa Srl, Soltarenti Srl, Guglionesi Srl e Solter Srl. La transazione, dalla quale si attende un incasso di 16,6 milioni di euro prevede anche l'assunzione da parte dell'acquirente di debiti finanziari legati agli impianti per un massimo di 41,7 milioni.
In rosso invece Igd (-6,33% a 1,021 euro). La società ha sottoscritto un accordo preliminare per l'acquisizione di un portafoglio composto da quattro gallerie commerciali e un retail park per un investimento complessivo pari a 200 milioni di euro. Per finanziare l'acquisizione il gruppo intende procedere a un aumento di capitale per un controvalore massimo di 150 milioni di euro. Il titolo è stato penalizzato dalla notizia relativa alla ricapitalizzazione.