Heathrow riapre dopo la paralisi di oltre ventiquattro ore che ha causato una serie di disagi ai passeggeri con 1.300 voli cancellati. «Siamo pienamente operativi», si legge in una nota dell’aeroporto londinese, il quarto per traffico al mondo. La società che gestisce lo scalo consiglia comunque di verificare lo stato del volo prima di partire e ricorda di aver aggiunto numerosi aerei al programma per agevolare i passeggeri in transito.
I disagi tuttavia dureranno giorni perché le compagnie aeree hanno dovuto dirottare i loro voli e ora dovranno riavviare le operazioni con velivoli, equipaggi e passeggeri sparsi in tutto il mondo. La British Airways, che gestisce più della metà delle partenze da Heathrow, è stata la più colpita.
Il blocco di Heathrow è stato provocato da un incendio a una centrale elettrica, che ha causato un’interruzione di corrente. Il gestore della rete nazionale si dice «profondamente dispiaciuto» per il disagio e precisa di aver ripristinato la fornitura di energia allo scalo di Londra, che consuma la stessa energia di una città.
«Stiamo implementando misure per contribuire a migliorare ulteriormente i livelli di resilienza della nostra rete», spiega il gestore. «Stiamo continuando a lavorare a stretto contatto con il governo, Heathrow e la polizia per comprendere la causa dell’incidente».
Il ministero dei Trasporti del Regno Unito ha difeso l’aeroporto definendo la «situazione senza precedenti» e «totalmente fuori dal suo controllo», mentre il direttore generale di Heathrow, Thomas Woldbye, ha scaricato la responsabilità sul gestore della rete elettrica.
Per i vigili del fuoco di Londra l’incendio «non è sospetto» e per adesso la polizia ha escluso il dolo anche se sta indagando anche l’antiterrorismo. Il tabloid britannico Daily Mail ha riportato le congetture di alcuni esperti che hanno parlato del possibile coinvolgimento di agenti russi. Ma gli indizi raccolti finora sembrano escludere una matrice intenzionale e puntano piuttosto sull’errore umano, forse di un ingegnere.
In ogni caso l’incendio ha sollevato dubbi sulla resilienza di Heathrow e sulla possibilità che altre parti dell’infrastruttura nazionale del Regno Unito siano altrettanto vulnerabili. Willie Walsh, presidente dell’International Air Transport Association, ha parlato di «chiaro fallimento di pianificazione» e criticato il fatto che infrastrutture così critiche dipendano da un’unica fonte di energia.
I dirigenti di Heathrow hanno replicato che l’aeroporto riceveva energia da tre sottostazioni, oltre che da generatori di riserva. Un sistema che permette di tenere le piste aperte in caso di guasti ma non di far funzionare l’aeroporto a pieno regime per un periodo prolungato. Il ceo di Heathrow ha aggiunto che riavviare i sistemi richiede molto tempo e che è impossibile proteggersi al 100% da ogni evenienza. (riproduzione riservata)