Dietro la ripartenza del risiko bancario c’è anche la necessità di accrescere le commissioni. Per aumentarle gli istituti di credito hanno messo nel mirino le fabbriche prodotto, che investono i risparmi degli italiani e con le loro fees bilancerebbero il calo del margine d’interesse provocato dai tagli della Bce.
Ma questo genere di consulenza non è sempre accessibile a chi non ha patrimoni elevati, ragione che spinge molti italiani a lasciare i soldi fermi sul conto corrente. Klear Finance guarda soprattutto a questi risparmiatori e promette di abbattere i costi della consulenza con la sua piattaforma digitale basata sull’AI.
«Non è un robo advisor perché non prende decisioni al posto del cliente», dichiara Federico Quarato, uno dei fondatori della startup che sta chiudendo un aumento di capitale da 1 milione di euro.
«La nostra infrastruttura tecnologica elabora i pagamenti di chi ha collegato conto corrente e carte, e con i dati raccolti aiuta a gestire meglio le finanze. Un tipico esempio sono le spese mediche. In questo caso la piattaforma analizza le uscite per la salute e se le ritiene troppo alte consiglia una polizza su misura a prezzi inferiori».
Klear Finance lancerà il suo prodotto nel 2025 e l’anno prossimo è convinta di arrivare almeno a un migliaio di utenti grazie ad abbonamenti stile Netflix. Quello base partirà da 9,9 euro al mese, mentre le versioni con funzioni più avanzate raggiungeranno massimo 29 euro al mese.
«È un prezzo accessibile anche ai piccoli risparmiatori che non ricevono i servizi personalizzati offerti dalle banche alla clientela più facoltosa, di solito con patrimoni oltre i 200 mila euro», spiega uno degli altri fondatori, Paolo Federici, fino a qualche mese fa market head di Ubs Global Wealth Management Italia e presidente di Ubs Fiduciaria. «La nostra piattaforma permetterà agli istituti di credito di arricchire l’offerta dedicata a questi correntisti con costi contenuti, senza sottrarre risorse alla crescita».
Per i due fondatori c’è poi un altro vantaggio perché i dati analizzati dall’AI renderanno i clienti più consci dei propri bisogni finanziari e li spingeranno a chiedere prodotti di risparmio sempre più complessi. Per le banche significa maggiori commissioni, proprio quel che cercano in un contesto di tassi in calo. «La necessità di riportare la finanza al servizio della vita delle persone porterà gli istituti di credito ad aprire la nostra piattaforma ad un numero crescente di correntisti. Così gli utenti potranno aumentare in maniera esponenziale», racconta Federici.
«Siamo già in discussione con tre banche», aggiunge Quarato. «È nostro obiettivo partire già nel 2025 con il primo istituto di credito». Dopo Klear Finance punterà a un nuovo round da circa 4 milioni, previsto per inizio 2026. I passi successivi saranno l’ingresso nel welfare aziendale e lo sbarco all’estero. (riproduzione riservata)