Si riaccendono i motori della quotazione in borsa della fintech Klarna. La piattaforma svedese, specializzata nei servizi di buy now pay later, avrebbe ripreso il percorso di ipo negli Stati Uniti, interrotto ad aprile 2025 dopo il terremoto scatenato dall’annuncio dei dazi americani. Secondo Reuters, il debutto sul mercato potrebbe avvenire già nel mese di settembre.
Se questa fosse la volta buona, Klarna andrebbe in borsa con una valutazione compresa tra 13 e 14 miliardi di dollari, secondo le fonti citate da Reuters, un prezzo di collocamento tra 34 e 36 dollari per azione e un obiettivo di raccolta intorno al miliardo di dollari.
Della quotazione di Klarna si parla da almeno due anni, ma finora il progetto non si è concretizzato (anche se a marzo 2025 l’azienda aveva effettivamente avviato l’iter, depositando l’apposito modulo F-1 alla Security and Exchange Commission).
Nel frattempo la valutazione della società ha avuto oscillazioni significative: dal massimo di 46,5 miliardi di dollari - raggiunto nel 2021 - è crollata a 6,7 miliardi nel 2022 prima di risalire tra i 13 e i 14 miliardi, la forchetta che più fonti indicano come la più probabile in questa fase.
Per quel che riguarda il business, gli ultimi risultati finanziari di Klarna riportano una perdita di 53 milioni di dollari nel secondo trimestre 2025, più ampia del rosso di 18 miliardi registrato nello stesso periodo del 2024. I ricavi sono saliti a 823 milioni (+23%), mentre il numero degli utenti attivi sulla piattaforma è cresciuto dell’11% a 111 milioni. Gli esercenti che utilizzano la piattaforma sono circa 790 mila (+34%). In Italia il conto è arrivato a 5 milioni di utenti con 30 mila partner commerciali.
Anche nel primo trimestre 2025 Klarna aveva riportato un aumento delle perdite, passate a 99 milioni di dollari dai 47 milioni dell’anno scorso, a fronte di un incremento del fatturato a 701 milioni (+13%).
Infine, negli ultimi mesi Klarna ha aumentato gli accantonamenti per perdite potenziali, portandoli a 174 milioni. L’amministratore delegato Sebastian Siemiatkowski ha però negato che l’incremento sia dovuto a un numero crescente di persone che non completano i pagamenti rateizzati. «È vero il contrario: i tassi di insolvenza di Klarna continuano a diminuire», ha detto l’ad. (riproduzione riservata)