Juventus-Parma aprirà la 14ª stagione dell'Allianz Stadium di Torino. Da un punto di vista dei ricavi l’impianto è una scommessa vinta, come spiega Paolo Monguzzi, Stadium & Consumer Business Director della Juventus, in un'intervista esclusiva a MF-Newswires.
Domanda. Quanto pesa l'Allianz Stadium in termini di ricavi?
Risposta. Dall'apertura a oggi sono stati incassati poco di più di 800 milioni. È impressionante la crescita progressiva: la Juventus ha chiuso la scorsa stagione ricavi in aumento del 92% rispetto alla prima stagione. La crescita maggiore si è avuta nella parte Vip, dove si è passati da 10 a 27 milioni. Lo scorso anno abbiamo pareggiato in termini di ricavi la nostra stagione record, quella del 2018-2019 (quando c'era Cristiano Ronaldo, ndr). È cresciuto molto anche il museo: abitualmente fa il 30% in più di ricavi rispetto al pre Covid. Ormai è diventato una destinazione nel panorama turistico di Torino.
D. Come è cambiata nel tempo la fruizione dello stadio?
R. Le persone si aspettano sempre di più: sicurezza, un servizio migliore, la giusta offerta di food and beverage. Le persone vogliono, sempre di più, vivere un'esperienza unica. Lo stadio è come una piccola città c'è di tutto. Dal bambino portato dai genitori all'imprenditore che compra uno skybox per fare business o alle persone per la quale la Juventus è una ragione di vita. Cerchiamo di settorializzare le esperienze in modo che ognuno possa trovare allo stadio quello che cerca.
D. Quanto pensate di poter crescere questa stagione?
R. A parità di match puntiamo a crescere di circa del 5% rispetto alla scorsa stagione. E ci stiamo preparando a ospitare numerosi eventi extra-calcistici, che aiutano a stabilizzare i ricavi. Oltre al concerto di Eros Ramazzotti, sono già in vendita i biglietti per lo show di Max Pezzali.
D. A quanto ammontano gli incassi di ogni partita?
R. Dai 2,5 milionidi euro di una normale partita di Serie A ai circa 6 milioni dei big match. Siamo bravi a monetizzare il tempo che va dall'apertura dei cancelli alla fine della partita, mentre dobbiamo migliorare nello sfruttamento del tempo che le persone trascorrono nell'area dello stadio fuori dai cancelli. Inoltre dobbiamo incrementare notevolmente il numero di eventi «non-partita» che organizziamo durante l'anno. L'anno scorso ne abbiamo fatti 78, non tanti. Lo stadio ha delle criticità in termini ingressi. Quando si gioca un incontro Uefa, il giorno prima e il giorno dopo non si può utilizzare lo stadio. Anche l'incertezza nei calendari non favorisce il business degli eventi. Detto questo, l'obiettivo, toltgliendo il Natale, è arrivare a 364 eventi l'anno allo stadio. Stiamo migliorando l'infrastruttura dell’impianto, cercando di renderla più smart e agile nei cambiamenti di configurazione in modo da essere in grado di ospitare un evento un'ora dopo la fine di una partita. È un lavoro che spero dia i frutti entro due anni.
D. Qual è l'obiettivo di lungo periodo in termini di ricavi da stadio?
R. L’obiettivo nel lungo periodo è 100 milioni annui. La strada per arrivarci passa dalla creazione di un ecosistema che generi valore al di là dei 90 minuti della partita di calcio. Non è semplice, ma è l'unico modo per cercare di arrivare a quella cifra. (riproduzione riservata)