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Jamie Dimon, ceo di JPMorgan Chase
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JPMorgan Chase valuta di erogare prestiti garantiti da Bitcoin

22 luglio 2025, 10:00 Ultimo aggiornamento: 10:01

Un cambio di rotta clamoroso rispetto alle passate critiche del ceo Jamie Dimon nei confronti delle criptovalute

Secondo quanto riportato dal Financial Times, JPMorgan Chase starebbe valutando l'opzione di offrire prestiti garantiti direttamente dalle criptovalute di proprietà dei clienti, un clamoroso cambio di rotta nella politica della banca, il cui ceo Jamie Dimon in passato aveva liquidato Bitcoin come una «frode».

Il colosso di Wall Street potrebbe quindi iniziare a erogare prestiti a fronte di asset digitali, tra cui Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH), già dal prossimo anno.

L'accettazione da parte della banca di prestiti garantiti da criptovalute potrebbe innescare mosse simili a Wall Street, sbloccando potenzialmente miliardi di dollari in nuovi mercati del credito e affermando allo stesso tempo le criptovalute come garanzia accettabile per i prestiti tradizionali.

Durante l'Investor Day annuale della banca, lo scorso maggio Dimon ha affermato che JPMorgan avrebbe iniziato a consentire ai clienti di acquistare Bitcoin, pur sostenendo di non essere ancora «un fan» dell’asset e ribadendo le solite storie sul suo utilizzo per attività illecite.

Ma persone a conoscenza della questione hanno affermato che le precedenti critiche di Dimon erano costate alla banca potenziali clienti che avevano costruito la propria ricchezza tramite le criptovalute o che credevano negli asset digitali.

Il fattore Basilea 3

Ganesh Mahidhar, professionista degli investimenti di Further Ventures, ha spegato che JPMorgan, come la maggior parte delle banche statunitensi, non può detenere criptovalute nel proprio bilancio, richiedendo partnership con depositari terzi come Coinbase per gestire le garanzie sequestrate ai debitori inadempienti.

Le norme bancarie di Basilea 3 impongono una ponderazione del rischio punitiva del 1.250% sull'esposizione alle criptovalute, imponendo di fatto alle banche di detenere 1 dollaro di capitale per ogni dollaro di prestiti garantiti da criptovalute, ha dichiarato Mahidar. «Questo impedisce loro di concedere prestiti in Bitcoin, a meno che non lo facciano tramite un gestore patrimoniale non bancario». (riproduzione riservata)



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