Seduta sopra le righe per Iveco, in rialzo in borsa in chiusura di seduta del 5,20% a 17 euro, dopo un top intraday a 17,225 euro, nuovo massimo storico, in scia alle indiscrezioni de Il Corriere della Sera secondo cui la divisione Iveco Defence Vehicles, che fabbrica veicoli per la difesa e per la protezione civile e che dovrebbe essere scorporata quest'anno (ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi pari a 1,1 miliardi di euro), sarebbe entrata nel radar di alcuni produttori europei di armamenti.
Si parla della franco-tedesca Knds, che avrebbe fatto un primo sondaggio, ma al momento la via franco-tedesca appare politicamente e industrialmente poco praticabile; il gruppo ceco Cgs, già presente in Italia, dove a fine 2023 ha acquistato l’80% della bresciana Armi Perazzi, specializzata nella produzione di fucili da tiro e caccia; la britannica Bae Systems che può vantare due collaborazioni con Leonardo, azionista del produttore di missili Mbda e partner di Gcap per i caccia di sesta generazione.
La stessa Leonardo (+2,23% a 47,74 euro in chiusura di seduta) potrebbe rilevare Iveco Defence Vehicles tramite la neonata joint venture con la tedesca Rheinmetall per produrre carri armati e blindati per l’esercito italiano, a cui la divisione di Iveco partecipa con forniture che rappresentano il 12-15% del valore della commessa (2,7-3,5 miliardi di euro sul totale di 23 miliardi).
Da sempre Equita (buy e target price a 17 euro su Iveco e hold e target price a 46,50 euro su Leonardo) ritiene che un’opzione che coinvolga Leonardo sia la più probabile in quanto gradita dal governo italiano, non rischiando, quindi, l’esercizio del golden power. In più permetterebbe di sfruttare le sinergie dal punto di vista industriale.
In passato si diceva che la valutazione proposta da Leonardo fosse intorno a 750 milioni di euro (senza chiarire se equity o enterprise value) «che è indubbiamente bassa perché equivale a 7 volte l’ebit adjusted 2024. Nella nostra somma delle parti abbiamo 1,3 miliardi, ovvero 10 volte l’ev/ebit adjusted 2025, ma alla luce del recente re-rating dei multipli del settore della difesa la valutazione, in uno scenario di M&A, potrebbe essere ben più alta», precisa Equita.
Nel 2024 Iveco ha registrato vendite per 1,13 miliardi con un ebit di 113 milioni, che si prevede possa salire a 128 milioni nel 2025. Nella sua somma delle parti di Iveco, con un target price di 14,5 euro, Mediobanca Research valuta Iveco Defence 1,28 miliardi di euro, pari a un multiplo ev/ebit di 10.
«Notiamo che una potenziale cessione a un attore industriale potrebbe concludersi a un multiplo di mercato più elevato, considerando il premio di controllo e le sinergie potenziali», precisa Mediobanca Research. «Se assumessimo, ad esempio, un multiplo ev/ebit di 15, la valutazione salirebbe a 1,9 miliardi di euro, mentre la nostra somma delle parti di Iveco aumenterebbe a 16,9 euro per azione, non distante dall'attuale prezzo di mercato di 16,2 euro. Il rating neutral sul titolo rimane invariato, ma ci aspettiamo una reazione positiva a questa notizia».
Per Iveco lo spin-off/cessione di Iveco Defence Vehicles rappresenta un catalizzatore positivo, a cui aggiungere l’appeal speculativo per una successiva aggregazione di Iveco ex-Iveco Defence Vehicles. «Per Leonardo, nel caso fosse l’acquirente, il deal potrebbe rivelarsi caro, ma se condiviso con Rheinmetall lo sforzo finanziario sarebbe condiviso e giustificato dalle sinergie industriali», precisa Equita.
Leonardo non avrebbe comunque problemi a finanziare l’acquisto anche se fosse addizionale rispetto alle risorse destinate ad acquisizioni nel settore Cyber e Spazio: 1,5 miliardi di euro nel periodo 2025-2028. Il rischio, vista la presenza di più pretendenti, è che si arrivi a una gara a colpi di rilanci. (riproduzione riservata)