Il giro d’affari di Italmobiliare cresce nel primo semestre del 2025 grazie a Caffè Borbone, Casa della Salute e Officina Profumo. A livello aggregato, i ricavi delle partecipate industriali sono aumentati del 12,3% a 739,3 milioni di euro, con margine operativo lordo pari a 43,4 milioni (non tiene conto del contributo positivo di Bene Assicurazioni).
Mentre i ricavi della holding della famiglia Pesenti sono stati pari a 363,4 milioni (+7,6%), il margine operativo lordo è sceso a 41,8 milioni (-34,6 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024) e la perdita è stata pari a 6,132 milioni dall’utile di 57,91 milioni del primo semestre del precedente esercizio.
A fare da traino Caffè Borbone (partecipazione del 60%) con ricavi in aumento del 10,7% a 184,5 milioni, anche grazie alla crescita dell’estero (+18%), mentre la marginalità è stata condizionata dall’elevato prezzo del caffè (la qualità Robusta ha raggiunto quota 5.800 dollari la tonnellata) così il mol è sceso a 23,3 milioni dai 37,4 milioni dello stesso periodo del 2024 con maggiori costi per l’acquisto della materia prima per 26,7 milioni, per buona parte compensati dalle politiche di prezzo adottate dalla società. Mentre Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella (partecipazione del 95%) ha registrato sia ricavi sia margine operativo lordo in miglioramento, rispettivamente, a 32,5 milioni (+13,5%) e a 6,6 milioni (+13,7%).
Inoltre, è continuato lo sviluppo di Cds-Casa della Salute (ricavi +20,4% a 38 milioni e mol a 4,3 milioni; partecipazione dell’87,87%) che, grazie alle nuove aperture, conta oggi 38 poliambulatori attivi tra Liguria, Piemonte e Sardegna. Così come è proseguito il rilancio di Sidi Sport (partecipazione del 100%) che a maggio ha presentato il nuovo logo. La società ha chiuso il semestre con ricavi pari a 15,6 milioni (+11%). Record storico, infine, del margine operativo per Capitelli (partecipazione dell’80%) a 2,5 milioni (+19,8%) a fronte di ricavi per 12,4 milioni (+6,8%).
Il net asset value di Italmobiliare, escludendo le azioni proprie, è risultato pari a 2,200 miliardi e, considerando la distribuzione di dividendi pari a 38 milioni effettuata nel corso del semestre, ha registrato un incremento di 22,2 milioni (+1%) rispetto a fine 2024. Il net asset value per azione è stato pari a 52 euro. Infine, la posizione finanziaria netta è risultata positiva per 182,3 milioni, ma in calo rispetto ai 273,8 milioni del 2024 dopo il pagamento del dividendo (-38 milioni) e gli investimenti nelle partecipazioni in portafoglio (-42,4 milioni).
In un contesto competitivo molto sfidante, reso ancora più incerto dal recente accordo sui dazi stipulato con gli Stati Uniti, «continueremo a supportare attivamente le società partecipate, focalizzandoci su azioni e investimenti volti al mantenimento dei margini industriali e accompagnandole nei rispettivi percorsi di consolidamento ed espansione sui mercati internazionali», ha sottolineato il consigliere delegato, Carlo Pesenti. Il gruppo punta anche ad accelerare sia la crescita organica sia quella per linee esterne «sempre con una prospettiva di lungo periodo orientata alla creazione di valore», ha precisato Pesenti.
Un esempio è rappresentato dall’operazione condotta al fianco di Clessidra Pe nell’acquisizione di Microtec, società ad alto potenziale, specializzata in tecnologie di scansione innovative per la lavorazione del legno e il controllo qualità nel settore alimentare, finalizzata ad aprile di quest’anno.
Al contempo, ha precisato la società, «sarà fondamentale proseguire e intensificare i percorsi di trasformazione delle portfolio companies, agendo su tutti i principali ambiti di sviluppo: investimenti in tecnologia, innovazione di prodotto, rafforzamento del posizionamento dei brand e valorizzazione delle competenze dei team manageriali».
Infine, è proseguito il sostegno al gruppo Clessidra (partecipazione del 100%; margine di intermediazione positivo per 20,6 milioni nel primo semestre dai 17,9 milioni del 30 giugno 2024). Tra le iniziative più recenti, si segnala il lancio del fondo di Private Equity «Green Harvest» che ha un target di 150 milioni e un hard cap di 200 milioni ed è dedicato a investimenti in Pmi del settore agrifood, il cui primo closing è stato annunciato a luglio.
A Piazza Affari il titolo Italmobiliare dopo i conti sale dell’1,38% a 29,4 euro (+17,65% negli ultimi tre mesi). Considerando l’elevato sconto sul net asset value (43%), Equita ha un rating buy e un target price a 39 euro sull’azione. (riproduzione riservata)