A due anni dalla firma del protocollo che ha dato vita ai Cpr italiani in Albania, Giorgia Meloni ed Edi Rama rilanciano l’asse tra Roma e Tirana. Con sedici accordi firmati, che spaziano dalla cybersecurity al supporto alle pmi albanesi, la cooperazione tra i due Paesi andrà ben oltre la gestione dei flussi migratori.
La cornice è stata il primo vertice intergovernativo Italia-Albania, nella mattinata di giovedì 13 novembre a Villa Doria Pamphilj, a Roma. Un incontro che segna un passo avanti nella collaborazione bilaterale, con la firma di un accordo intergovernativo e lo scambio di altri quindici protocolli e intese tecniche.
D’altronde, come ha confermato la premier durante la conferenza stampa, «l’Italia si conferma il principale partner economico-commerciale dell’Albania, con un interscambio di oltre 3 miliardi di euro e una quota di mercato del 20%».
Obiettivo del vertice, come spiegato da Palazzo Chigi in una nota, era quello di far compiere un «salto di qualità» alla collaborazione bilaterale, con una pianificazione «più ampia, strutturata e strategica» delle relazioni tra i due Paesi. «Avvicinare le sponde dell’Adriatico e fare dell’Adriatico un corridoio strategico», ha detto Meloni, «significa assicurare più sviluppo, benessere e sicurezza all’Europa tutta. Sicurezza che è stata al centro dei lavori e delle intese della mattinata». Non a caso il primo memorandum d’intesa siglato, tra i ministeri degli Esteri, riguarda la cooperazione nel settore della sicurezza cibernetica.
Particolare attenzione è stata dedicata alla Protezione Civile, con un credito d’aiuto italiano e due accordi a dono per il rafforzamento del settore, compreso il potenziamento delle strutture neonatali in Albania, oltre a un protocollo di cooperazione diretto tra le rispettive strutture civili. È stata inoltre sottoscritta una dichiarazione tripartita tra Protezione Civile italiana, albanese e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo per l’istituzione di un Tavolo di Coordinamento.
La cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza è stata rafforzata da accordi che coinvolgono in prima persona alcune delle più grandi aziende italiane: un’intesa generale di cooperazione militare, un memorandum tra i ministeri dell’Interno per il contrasto al traffico di droga e un’intesa tecnica per la consegna di due pattugliatori alla Guardia Costiera albanese.
Leonardo e Kayo hanno firmato un memorandum di cooperazione nel settore della difesa, mentre Fincantieri e Kayo hanno sottoscritto un memorandum preliminare per la costituzione di una joint venture dedicata all’ammodernamento dei cantieri navali di Pashaliman.
Il ministero delle Finanze albanese e Cdp hanno avviato un memorandum di cooperazione tecnica, mentre Simest e l’Albanian Investment Development Agency hanno siglato un accordo per il supporto alle piccole e medie imprese albanesi. Infine, è stata stipulata una convenzione finanziaria per il miglioramento della rete di distribuzione di energia elettrica nell’Albania settentrionale, danneggiata dal terremoto del 2019.
Intanto sul piano della difesa, come riporta l’agenzia di stampa albanese Ata, Tirana sta potenziando le proprie capacità militari. A Bize-Pajeti, nella zona di addestramento militare del distretto di Elbasan, è in costruzione un nuovo complesso di addestramento in grado di ospitare fino a 1.200 soldati, con strutture moderne per l’addestramento del personale. Per l’Albania si tratta del più grande investimento mai realizzato, che recepisce gli standard Nato, nelle forze armate albanesi concepito per garantire la piena partecipazione e la sistemazione delle truppe. (riproduzione riservata)