Arriva un nuovo rinvio per Il salvataggio di Eurovita e, a questo punto, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un mese in più del blocco dei riscatti delle polizze fissata inizialmente da Ivass per fine giugno. Il congelamento dei contratti potrebbe cioè protrarsi a fine luglio ma questa volta sarebbe una scadenza non più rinviabile è valida sole se, nel frattempo, tassativamente entro giugno, si sarà trovato l’accordo definitivo tra tutti i soggetti coinvolti, ovvero banche e assicurazioni. In altri termini il nuovo rinvio potrebbe essere concessolo solo se il piano di messa in sicurezza dei clienti e dei lavoratori di Eurovita sarà pronto e ci vorrà solo un po’ di tempo in più, al massimo un mese appunto, per procedere operativamente con la realizzazione.
E’ questo lo scenario che si starebbe prospettando intorno alla compagnia di assicurazione finita in amministrazione straordinaria dopo che l’azionista Cinven si è rifiutato di versare nuovo capitale, con l’indice di solvibilità finito sotto il livello di guardia. Se è vero che le principali compagnie del mercato (Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita, Generali, Unipol e Allianz) e le banche distributrici delle polizze (tra loro Fideuram, Credem Fineco, Sparkasse), anche su pressing del ministero dell’Economia, sembrano consapevoli della necessità di evitare la liquidazione coatta amministrativa di Eurovita è evidente che mettere a punto il piano non è affatto semplice. L’ultimo incontro per discutere dei dettagli, che era stato fissato per il 17 maggio, è stato ancora una volta rinviato a data da definire, probabilmente la prossima settimana.
Questa volta a chiedere di posticipare l’appuntamento sarebbero state le compagnie di assicurazione che, secondo il piano di salvataggio, dovranno farsi carico di rilevare il portafoglio di Eurovita con una divisione in cinque parti uguali in un’operazione stimata in circa 400-500 milioni. Ma un ruolo non meno determinante ce l’avranno le banche distributrici che dovranno farsi carico degli eventuali riscatti anticipati dei clienti una volta scongelate le polizze. Gli istituti distributori, ove richiesto dai clienti, subentrerebbero nei contratti assicurativi portandoli a scadenza ed evitando quindi di rendere reali minusvalenze potenziali, offrendo allo stesso tempo ai risparmiatori la liquidità utile ad ottenere indietro il capitale investito senza perdite. Un’operazione che rischia di essere costosa per le banche con i tassi d’interesse schizzati al rialzo. Ma anche la divisione in cinque parti uguali delle gestioni separate di Eurovita appare in salita.
È la prima volta che si tenta di realizzare un’operazione del genere con le compagnie che si trovano a dover impegnare capitale per un problema creato da una concorrente. Ma il rischio di un effetto reputazionale negativo per l’intero mercato è evidente, tra l’altro in un momento in cui le polizze vita soffrono la concorrenza di altri prodotti a più alto rendimento. Per tentare di chiudere l’operazione più rapidamente le banche hanno chiamato come consulente Vitale mentre l’amministratore straordinario Alessandro Santoliquido si avvale della consulenza di Kitra. Finora le compagnie si sono mosse senza una voce unica ma è oramai chiaro che per evitare il peggio non c’è più tempo per i rinvii. (riproduzione riservata)