Gli investitori italiani nel 2025 hanno cavalcato il trend dell’intelligenza artificiale ma sono stati molto attenti anche ai titoli domestici. È quanto emerge da uno studio condotto dal broker Degiro su un campione di 100.000 clienti.
Nvidia domina nelle preferenze del retail italiano sia per quanto riguarda il numero di transazioni effettuate, aumentate del 10,1% rispetto al 2024, sia in termini di capitale investito, superiore del 19,1% rispetto all’anno scorso.
Il rischio bolla AI non sembra al momento intimorire le scelte degli investitori italiani, con Tesla, Alphabet, Palantir, Amazon e Advanced Micro Devices (Amd) tra i primi 12 titoli più negoziati degli ultimi 12 mesi. In questa classifica anche la cinese Alibaba, che però assieme a Tesla registra una diminuzione nelle transazioni rispetto all’anno prima (-24,4% per il colosso di Jack Ma, -27,7% per la società di Musk, comunque al terzo posto della lista).
Guardando alla composizione dei portafogli, i clienti italiani di Degiro espongono i loro asset sui magnifici sette del tech: Nvidia, Tesla, Alphabet (che segna un exploit del +63% rispetto all’anno precedente), Meta, Amazon, Apple e Microsoft in quest’ordine. Da segnalare, nella top 12 dei titoli su cui viene investito più capitale, la presenza della società dei big data Palantir (+39%) e di Paypal, in discesa del 24,6% rispetto al 2024.
Non solo tecnologia e Ai: i titoli italiani, infatti, giocano un ruolo da protagonista nelle preferenze degli investitori domestici. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e conflitti internazionali, il settore difesa ha conosciuto un rally particolarmente significativo e Leonardo si pone al secondo posto della graduatoria dei titoli più negoziati, primo tra gli italiani, con una crescita monstre dell’88% rispetto al 2024.
Gli altri titoli italiani più scambiati sono Mps, Saipem, Stellantis e Intesa San Paolo, unico titolo italiano presente anche nella top 12 per capitale investito. «I titoli bancari sono tradizionalmente molto popolari in Italia», spiega Federico Garavaglia, Country manager di Degiro Italia.
Prendendo in considerazione, oltre alle azioni, anche gli Etf, i titoli tecnologici rappresentano circa il 34% dell'allocazione settoriale complessiva (seguiti dai titoli automobilistici al 9%, e dai beni industriali e dal commercio al dettaglio all’8% ciascuno) con volume investito nel settore è aumentato del 21% su base annua, raggiungendo poco meno di 150 milioni di euro.
Un’analisi della struttura dei portafoglio degli investitori italiani di Degiro rivela un chiaro focus: gli Etf rappresentano circa il 58% del patrimonio investito, seguiti dalle azioni con il 37%. Le altre classi di attività svolgono un ruolo minore. Il valore medio del portafoglio è cresciuto di circa il 13% nel 2025, raggiungendo approssimativamente i 10.000 euro.
A fine anno, gli investitori detenevano anche una media di circa 700 euro in contanti, pari a un rapporto di liquidità di circa il 7,5%. Garavaglia conclude: «Gli investitori italiani si stanno chiaramente concentrando sul mercato azionario, ma detengono riserve di liquidità leggermente superiori rispetto ai loro omologhi internazionali, forse per poter reagire in modo flessibile a potenziali correzioni di mercato».(riproduzione riservata)