Gli investitori a livello globale trovano l'Europa più interessante (i fondi azionari focalizzati sull’Europa hanno registrato afflussi per 4,98 miliardi di dollari la scorsa settimana, il livello più alto in sette anni e nessun settore ha registrato deflussi settimanali; 15,8 miliardi da inizio anno. Il 39% dichiara di essere sovrappesato sull’area, il livello più elevato dalla metà del 2021).
Il modello Style Cycle di Bank of America è rimasto nella fase di «ripresa» per il tredicesimo mese consecutivo, quindi la banca di investimento mantiene una posizione positiva sull’Eurozona, anche se il rapporto di revisione degli utili a quattro settimane di BofA è sceso a 0,82, con un deterioramento in tutte le regioni. L’Europa rimane la più forte, nonostante sia quella che ha registrato il calo maggiore, scendendo a 0,98. Gli aumenti più significativi si sono verificati nel settore IT e in Svezia, mentre i cali più rilevanti nell’immobiliare, in Italia e nelle azioni di bassa qualità.
Tre, in particolare, i temi che gli investitori dovrebbero considerare, secondo Paulina Strzelinska, strategist di BofA : i margini elevati, i concorrenti europei delle aziende statunitensi e i fornitori delle società del settore della difesa dell'Ue.
Più in dettaglio, nel primo basket, l’esperta ha identificato le aziende (4 sono quotate a Piazza Affari) con i margini ebita più alti attesi per il 2025 in vari settori.
Eccole: Porsche (ebitda margin 2025 20,9), Bmw (14,2), Volkswagen (14,1), Anglo American (32,9), Kghm (21,6), Syensqo (21,1), Umicore (21,1), Kemira (19,2), Johnson Matthey (18,3), Buzzi (29,5), Heidelberg Materials (21,4), Fugro (20,4), Embracer (27,9), Burberry (21,4), Puig Brands (20,3), Aker Bp (88), Var Energi (81,9), Enagas (78,8), Bakkafrost (35,3), Mowi (25,5), Campari (23,7), Zealand Pharma (50,2), Bavarian Nordic (35,6), Grifols (25,2), Royal Vopak (63,1), Flughafen Zurich (54,9), Nexi (53,1), Wpp (17,9), Itv (16,5), Canal+ (13,3), Marks & Spencer (11), Ocado (7,1), J Sainsbury (6,9), JD Sports Fashion (15,2), Rubis (10,6), Kingfisher (10,3), Soitec (32,7), Mycronic (31,7), Infineon Technologies (28,2), Cellnex (80,8), BT (40,4), Telia (36,5), Whitbread (36,3), Carnival (25,7), Ryanair (23), Neoen (85,9), Edp Renovaveis (72,5), Italgas (72).
Nel secondo, ha individuato le aziende che sono concorrenti di almeno due società statunitensi con un’esposizione ai ricavi in Europa di almeno il 25% e che mostrano un recovery rank superiore al 50. In questo basket ci sono alcune imprese del primo.
Eccole: Bayer, Valeo, Eurofins Scientific, Continental, Basf, Canal+, Sopra Steria, Volkswagen, TietoEvry, Lanxess, Nokia, Aegon, Nexi, Scor, Tp Icap, Wpp, Carl Zeiss Meditec, Beazley, Swatch, Infineon Technologies, Bucher Industries, Seb, Tate & Lyle.
Infine, nel terzo ha cercato le aziende che sono fornitori delle società europee della difesa e che mostrano un recovery rank superiore al 50. Anche in questo caso alcune si ripetono.
Eccole: Sopra Steria, Alten, Amg Critical Materials, Deutsche Lufthansa, Infineon Technologies, Skf, Volkswagen, Mersen, Lanxess, Mercedes-Benz, Bmw, Outokumpu, Oc Oerlikon, AT&S, Voestalpine, Solvay, Assystem, Eramet, Ssab, Jenoptik, Spie, Renault, Alstom, Vodafone e Mtu Aero Engines (riproduzione riservata)