Ing chiude il primo trimestre del 2025 con un utile più alto del previsto e annuncia un buyback da 2 miliardi di euro, in linea con le attese degli analisti. L’utile netto si è attestato a 1,455 miliardi di euro (+26% trimestre su trimestre e -7,8% anno su anno), oltre la stima del consenso di Visible Alpha a 1,413 miliardi, con una forte crescita dei depositi (22,6 miliardi) e dei ricavi da commissioni.
«In questi tempi terribili, abbiamo ottenuto risultati solidi, grazie all'eccellente crescita dei depositi e all'aumento dei volumi dei mutui», ha commentato il ceo, Steven van Rijswijk, aggiungendo che i risultati sono stati sostenuti dall’aumento dei ricavi da commissioni. Il riacquisto di azioni proprie segue il completamento di un programma precedente annunciato a ottobre del 2024, con la banca olandese che continua a restituire agli azionisti il capitale in eccesso. Alla fine del primo trimestre il coefficiente patrimoniale Cet1 ratio è risultato solido, al 13,6% (stabile rispetto al quarto trimetre del 2024). Ora l’obiettivo è raggiungere il 12,8%-13% entro la fine dell'anno rispetto al 12,5% indicato in precedenza. Post buyback il Cet1 è stimato al 13,05%, con un capitale in eccesso di 0,9/0,2 miliardi rispetto al nuovo obiettivo di Cet1, ovvero 1,6/0,3% della capitalizzazione di mercato della banca.
Il margine di interesse è risultato pari a 3,794 miliardi (+1% trimestre su trimestre/-3% anno su anno), oltre il consenso a 3,751 miliardi come le commissioni a 1,094 miliardi (+9% trimestre su trimestre e +10% anno su anno). Il consenso si fermava a 1,078 miliardi. In totale i ricavi sono saliti dell'1% a 5,64 miliardi di euro, battendo anche in questo caso il consenso a 5,62 miliardi. Infine, le spese operative sono leggermente diminuite rispetto al trimestre precedente: 3,2 miliardi (-4 trimestre su trimestre/+6% anno su anno), in linea con la stima del consenso (3,194 miliardi).
La banca olandese ha iniziato il 2025 con il botto in Italia. Nel primo trimestre ha, infatti, registrato una crescita del numero dei clienti a oltre 1.272.000 e della raccolta diretta (+3,4% anno su anno). Incremento a doppia cifra per gli impieghi (+14,8%), trainati da mutui, prestiti personali e finanziamenti destinati alla clientela corporate.
Nella clientela privata (area retail) ha visto il consolidamento dei clienti che usano Ing come banca principale (+15,5%), dato confermato anche dal segno positivo per le masse gestite e amministrate (+17,5%). L’erogazione dei mutui è balzata del +46,7% anno su anno, mentre il 13,6% di mutui erogati nei primi tre mesi è stato destinato all’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B. Risultati importanti anche per i prestiti personali, saliti del +28,8%.
Stesso passo per le imprese: sono ammontati a oltre 400 milioni i nuovi finanziamenti erogati (+43,1%). La banca ha, infine, iniziato a porre le basi per le attività di business banking nel mercato italiano. Completa il quadro un npl ratio, che misura la qualità del portafoglio crediti, pari al 2,01%, in diminuzione rispetto al 2,13% del primo trimestre del 2024 e tra i più bassi nel settore bancario italiano.
La strategia di m&a di Ing è rimasta invariata, in quanto la banca e altri istituti di credito considerano il 2025 come l'anno delle opportunità di consolidamento e della distribuzione degli utili agli azionisti. «Naturalmente terremo conto dell'incertezza, ma questo non ci ha distolto dalla ricerca di opportunità per eventuali acquisizioni», ha dichiarato van Rijswijk. Ad aprile si è vociferato di un interesse di Ing per la Banca Popolare di Sondrio. Durante la presentazione del nuovo piano industriale di Unipol che detiene il 19,7% dell’istituto valtellinese e al contempo anche il 24,6% di Bper il presidente della compagnia assicurativa, Carlo Cimbri, ha ribadito il suo supporto a un’aggregazione tra le due banche e la preferenza a un consolidamento interno, ma si è detto aperto a ogni scenario.
Dopo i conti, il titolo Ing sale del 5,13% a 17,89 euro, recuperando la maggior parte delle perdite subite dopo il calo di inizio aprile legato alle preoccupazioni per i dazi statunitensi. La recente sottoperformance rispetto all’indice Euro Stoxx Banks ha creato spazio per un recupero e i risultati odierni potrebbero contribuire a colmare questo gap», hanno previsto gli analisti di Citi, ribadendo il rating buy e il target price a 20,30 euro.
Anche per l’ufficio studi di intesa Sanpaolo Ing ha registrato un primo trimestre solido con un utile netto superiore alle attese grazie a un mix dei ricavi di qualità più elevata (sia il margine d’interesse sia le commissioni sono risultate superiori alle aspettative), costi più bassi e accantonamenti contenuti. Le spese operative sono diminuite su base trimestrale e il costo del rischio è rimasto sotto la media. Apprezzato anche il Cet1 al 13,6%. Il rating sull’azione resta buy e il target price a 19,2 euro.
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