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Christine Lagarde
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Inflazione al 2,9% nell’Eurozona, pil in contrazione. Ora il mercato preme per il taglio dei tassi Bce

31 ottobre 2023, 11:30 Ultimo aggiornamento: 20:10

Il carovita torna ai livelli di più di due anni fa. Area euro a un passo dalla recessione. Che rischia di essere aggravata dalla stretta Bce | Italia, crolla l’inflazione all’1,8% a ottobre ai minimi dell’Eurozona. Pil a zero

L’inflazione è scesa al 2,9% nell’Eurozona a ottobre, mentre il pil è calato dello 0,1% nel terzo trimestre. In questo scenario diventa più forte la pressione dei mercati per un taglio dei tassi della Bce nel primo semestre del 2024. La banca centrale ha deciso una pausa il 26 ottobre dopo dieci aumenti consecutivi. La stagione dei rialzi è finita, salvo stravolgimenti del contesto macro. Il rischio ora è che l’effetto della stretta monetaria varata da luglio 2022 aggravi la contrazione economica, con l’Eurozona in probabile recessione a fine anno.

In tal senso potrebbe essere considerato un errore l’aumento di settembre di 25 punti base, deciso quando era ormai chiaro il trend dell’economia. Allora il consiglio direttivo ha alzato i tassi sui depositi dal 3,75% al 4% a causa dei timori dei falchi, pur sapendo che l’inflazione sarebbe scesa nei mesi successivi (già ad aprile Milano Finanza ha evidenziato che l’inflazione sarebbe calata attorno al 3% a fine anno). Ora il 4% sarà mantenuto per alcuni mesi.

L’economia potrebbe pagare la cura eccessiva della Bce. Francoforte intende avere ulteriori conferme sull’inflazione e in particolare sui salari a inizio 2024. Perciò a dicembre non ci sarà un taglio dei tassi. La Bundesbank vuole restare a lungo al 4%. I falchi escludono una riduzione nel primo semestre 2024, ma i mercati vedono quasi al 40% un taglio già a marzo. La percentuale supera l’85% ad aprile. A giugno si dà per scontata la prima sforbiciata ai tassi. Per luglio è attesa la seconda. La maggior parte delle banche d’affari scommette su un primo taglio a giugno. L’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha evidenziato ieri che «occorre evitare che eccessi di restrizione monetaria e del credito abbiano inappropriati effetti recessivi».

I dati su inflazione e pil

Il carovita è diminuito a ritmo sostenuto negli ultimi 12 mesi: a ottobre 2022 aveva raggiunto il picco al 10,6%. Ora si è portato su livelli non toccati da luglio 2021, mesi prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Il calo di ottobre è stato superiore alle attese e ha segnato una forte discesa rispetto ai valori di settembre (+4,3%) e agosto (+5,2%). Ha pesato la flessione dell’energia (-11%) e il minore aumento del cibo (+7,5%, dal +8,8% di settembre), ma è scesa anche la componente di fondo al 4,2% (dal 4,5%), contro le previsioni dei falchi che hanno lanciato in passato allarmi sulla persistenza della parte core. Anche l’inflazione nei servizi sta rallentando. Il carovita potrebbe risalire un po’ nei prossimi mesi ma nel medio termine continuerà a scendere. Anche il conflitto a Gaza non peserà sui prezzi come la guerra in Ucraina, secondo Bce.

Intanto in Italia l’inflazione armonizzata a ottobre è scesa all’1,9% (dal +5,6% di settembre, +1,8% il dato nazionale). La flessione è dovuta al calo dell’energia (-33% quella regolamentata). Anche il dato del cosiddetto «carrello della spesa» è in frenata (+6,3%, da +8,1%).

L’economia intanto ha iniziato a contrarsi nel terzo trimestre dopo quattro trimestri a crescita zero. L’Eurozona potrebbe entrare in recessione nel quarto. Il pil tedesco è sceso dello 0,1%, quello italiano è rimasto stabile (evitando per un pelo la recessione già nel terzo trimestre), quello francese è salito dello 0,1% (dal +0,6% del trimestre precedente). L’Austria ha già registrato un calo del prodotto per due trimestri.

La Bce «non deve lasciarsi sfuggire l’occasione di tagliare i tassi in modo da evitare che l’inflazione scenda significativamente sotto l’obiettivo del 2%», ha osservato Citi. «Gran parte della resistenza dell’economia sembra legata ai forti investimenti, che è improbabile continuino in presenza di tassi elevati. Il grosso del freno della stretta monetaria deve ancora arrivare». Perciò secondo Citi «la Bce potrebbe aver già effettuato una stretta eccessiva e sarà costretta a tagliare i tassi prima e più rapidamente di quanto i membri del consiglio o i mercati si aspettino oggi».

Il nuovo governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta da tempo aveva anticipato il calo dell’inflazione e invitato a una politica monetaria cauta sui tassi. Nell’ultimo giorno come membro del comitato esecutivo Bce, Panetta ha evidenziato sul Ft la necessità di pagamenti transfrontalieri più rapidi e a basso costo. Da oggi la sua posizione a Francoforte sarà occupata da Piero Cipollone. (riproduzione riservata)



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