Contro le misure cautelari disposte dal gip Mattia Fiorentini giovedì 31 luglio sono già arrivati i ricorsi al Tribunale del Riesame, che deciderà sugli indagati in date diverse. Fiorentini ha disposto cinque arresti ai domiciliari, per Giancarlo Tancredi, Manfredi Catella, Giuseppe Marinoni, Alessandro Scandurra, e uno in carcere, per Andrea Bezziccheri. L’architetto Scandurra e Bezziccheri hanno per primi presentato istanza e le loro udienze sono state fissate già per venerdì 8 agosto. Da quel momento i giudici avranno poi 10 giorni di tempo per decidere sulle misure cautelari.
Lunedì 4 agosto in mattinata sono arrivate anche le istanze dell’ex assessore alla Rigenerazione Urbana Tancredi e dell’ex presidente della commissione Paesaggio Marinoni, le cui udienze a questo punto verranno probabilmente fissate per la prossima settimana. Annunciati ma ancora in arrivo in Procura sono invece i ricorsi di Catella e Pella.
Intanto, la Procura di Milano sta valutando se fare appello (c’è tempo fino al 9 agosto) contro una parte dell’ordinanza con cui il gip ha disposto gli arresti e riguardante due ipotesi di corruzione non riconosciute a carico di Marinoni: quella per i pagamenti ricevuti dal maxi studio di architettura e design Lombardini22 e quella per i rapporti economici con lo studio Acpv Architect di Antonio Citterio e Patricia Viel (indagati), per i voti della Commissione paesaggio su vari progetti, fra cui I Portali-Gioia 20 e la Corti di Bayres.
I pm stanno valutando, inoltre, se presentare appello anche contro la parte dell’ordinanza con cui il gip non riconosce l’ipotesi di reato di induzione indebita sul progetto dell’ex Pirellino, che vede indagato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Il giudice ha confermato pressioni nel 2023 da parte di Catella, Boeri e Tancredi per far approvare il progetto P39. Tuttavia, non ha riscontrato un vantaggio diretto al presidente della commissione paesaggio, Marinoni.
Per il caso del Pirellino è stata invece riconosciuta dal gip la corruzione di Manfredi Catella sull’architetto Alessandro Scandurra, con una «falsa fattura» da 28 mila euro, ma non per tutti i 138 mila euro tracciati dalla Guardia di Finanza come pagamenti di Coima a favore dell’ex membro della commissione Paesaggio. Anche su questo aspetto gli inquirenti valutano se proporre ricorso.
È proprio il progetto del Pirellino che il fondatore e ceo di Coima ha definito «la più grande fregatura», parlando nel corso dell’interrogatorio davanti al gip avvenuto lo scorso 23 luglio. L’acquisto del Pirellino è stato «la più grande fregatura che io abbia mai subito», si legge in un passaggio dell’interrogatorio. È «impossibile» che una società «come siamo noi (...) un soggetto che ha una responsabilità nei confronti di Cassa Depositi e Prestiti, di Intesa San Paolo (...) vada a scegliere i professionisti perché sono nella commissione paesaggistica», ha riferito Catella al giudice. (riproduzione riservata)